Lucca Classica Music Festival 2018 apre con Silvia Chiesa e chiude con Eleonora Abbagnato. In mezzo tantissimi eventi nelle piazze, strade e teatri

Lucca Classica Music Festival 2018 apre con Silvia Chiesa e chiude con Eleonora Abbagnato. In mezzo tantissimi eventi nelle piazze, strade e teatri

LUCCA – Le prime note di Lucca Classica Music Festival 2018 saranno affidate al violoncello di Silvia Chiesa, in un simbolico passaggio di testimone con la terza edizione, che si concluse con i 100 violoncelli guidati da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi, le ultime saranno segnate dai passi di danza dell’étoile Eleonora Abbagnato.

In mezzo, quattro giorni di grande bellezza ed emozioni forti. La bellezza e le emozioni che sono la cifra di un festival che in soli quattro anni ha saputo ritagliarsi un posto importante nel panorama italiano (fino a essere inserita nel volume “Europa” della Treccani).

 

La manifestazione, promossa da Associazione Musicale Lucchese, Teatro del Giglio e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, si terrà a Lucca dal 3 al 6 maggio e propone circa 80 appuntamenti (per lo più gratuiti), con anteprime dal 29 aprile al 2 maggio.

 

Palazzi, piazze, chiese, auditorium e musei della città si animeranno di musica e parole, trasformandosi in un suggestivo “palcoscenico diffuso” dove grandi nomi della musica internazionale e giovani talenti si alterneranno a scienziati, musicologi, attori e uomini di cultura.

 

Una panoramica sul programma è stata presentata questa mattina (5 febbraio) al Teatro del Giglio dai promotori assieme alle istituzioni, agli sponsor e ai rappresentanti delle tante realtà che a vario titolo collaborano al Festival.

 

A illustrare il Festival, insieme al direttore artistico Simone Soldati, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il consigliere provinciale Lucio Pagliaro, il presidente dell’Associazione Musicale Lucchese Marco Cattani e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini, il presidente del Centro Studi Giacomo Puccini Gabriella Biagi Ravenni e, in rappresentanza dell’ISSM “L. Boccherini”, Gabriele Ragghianti.  Per il Teatro erano presenti l’amministratore unico Gianni Del Carlo e il direttore Artistico Aldo Tarabella. Con loro anche la senatrice Stefania Giannini, il consigliere regionale Stefano Baccelli, il presidente della Camera di Commercio di Lucca Giorgio Bartoli e Giorgio Serafini della Lucar Bmw.

 

La prima giornata (giovedì 3 maggio), si aprirà come detto con Silvia Chiesa (violoncello) e Maurizio Baglini (pianoforte), per chiudersi con il concerto dell’Orchestra e del Coro dell’ISSM “L. Boccherini”, la Prima sinfonia di Beethoven e il Te deum di Dvorak.

 

Venerdì 4 maggio Lucca Classica propone più di 25 appuntamenti tra cui quello con i violoncelli della classe di Enrico Bronzi al Mozarteum di Salisburgo, l’inizio dell’esecuzione integrale delle Suites per violoncello di Bach, la prova aperta con Beatrice Venezi e Giovanni Bietti e un focus sulla musica in Russia curato da Oreste Bossini.

 

A chiudere la giornata, due concerti serali che sono due esperienze sensoriali ed emotive. Alle 21, al Teatro del Giglio, infatti, è in programma il “concerto per pubblico e orchestra” di Nicola Campogrande. Si intitola Trois Langages Imaginaires (Tre linguaggi immaginari) ed è proprio la partitura che prevede la partecipazione attiva del pubblico che suona e canta insieme all’orchestra, sotto la guida di un secondo direttore rivolto verso la platea.

A seguire, dopo le 23, all’auditorium dell’ISSM “Boccherini” sarà la volta di un sorprendente “concerto al buio”, in cui alla bellezza della musica di Bach e Hindemith si aggiungerà la scoperta di sensazioni nuove legate alla sperimentazione di condizioni di ascolto “particolari”, con la sala completamente buia e l’immersione totale nella musica. Sul palco il violoncellista Enrico Bronzi.

 

 

Quella di sabato 5 maggio sarà una giornata davvero speciale con più di 20 appuntamenti tra cui un insolito workshop alla scoperta delle onde gravitazioni accompagnato dalla musica di Bach. In programma anche due anteprime mondiali con inediti di Giacomo Puccini e di Gioachino Rossini e due ospiti d’eccezione.

 

Alle 12 all’Auditorium Boccherini, a un anno esatto dalla presentazione degli inediti per organo (avvenuta proprio a Lucca Classica il 5 maggio dello scorso anno), verrà suonato per la prima volta in pubblico un pezzo per pianoforte, datato «Torre del Lago 1904», un Lento e armoniosamente, affidato all’esecuzione di Simone Soldati.

 

Alle 15, ancora al Boccherini, per celebrare il 150° anniversario della scomparsa di Rossini il pianista Alessandro Marangoni che da anni si dedica alla ricerca e alla registrazione integrale dei Peccati di vecchiaia di Rossini, ne proporrà una selezione tra cui troveremo due inediti: un valzer e un corposo tema con variazioni. La voce narrante di questo appuntamento sarà quella di Angelo Foletto.

 

Sabato 5 maggio è anche il giorno della consegna del Premio Lucca Classica 2018 che quest’anno verrà assegnato a Brunello Cucinelli, l’imprenditore umbro, “re del cachemire”, da molti visto come un moderno mecenate che applica alla sua impresa quello che viene definito capitalismo “umanistico”, fondato sull’attenzione per la persona, la passione per la conoscenza e la cultura, l’amore per i mestieri artigiani, l’interesse verso la formazione delle giovani generazioni. Dopo la conversazione con Cucinelli e la cerimonia di consegna del premio, il gradito ritorno al Festival del pianista Pietro De Maria.

 

La sera del sabato, infine, Uto Ughi, musicista molto amato, da sempre impegnato nella divulgazione della cultura musicale, presenterà al festival il suo ultimo lavoro discografico accompagnato al pianoforte da Andrea Bacchetti. In programma musica di Mozart, Tchaikovsky, Saint-Saëns e De Sarasae.

 

Domenica 6 sarà la stella di Eleonora Abbagnato a splendere a Lucca. La celebre étoile incontrerà il pubblico nella tarda mattina al Teatro del Giglio.

 

Tra i circa 30 appuntamenti in programma, l’anteprima di Lucca Bass Europe 2018, con I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone insieme a Alberto Bocini e Gabriele Ragghianti e gli interventi di Danilo Rossi, Sandro Cappelletto, Andrea Lucchesini e Marco Rizzi. A chiudere il Festival, al Teatro del Giglio, il galà di danza che avrà come protagonista Eleonora Abbagnato e il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

 

Come sempre, Lucca Classica prevede una ricca programmazione dedicata ai bambini e alle famiglie, tra cui gli eventi a cura della Fondazione Giacomo Puccini, del Centro Studi Luigi Boccherini e una speciale edizione del Gianni Schicchi a cura del Teatro del Giglio. Confermata anche quest’anno la collaborazione con Anteprima Vini.

 

Il festival gode del sostegno del Mibact e viene realizzato con il patrocinio e la collaborazione di Comune di Lucca e Provincia di Lucca e il patrocinio del MIUR e della Prefettura di Lucca.

Sponsor della manifestazione sono Akeron, Wolters Kluwer Tagetik, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Lucar BMW, Esedra Formazione, Banca del Monte di Lucca, palestra EGO, Farmacia Novelli, Unicoop Firenze. Media partner Amadeus e Radio3 Rai.

 

I biglietti per gli appuntamenti a pagamento del Lucca Classica Music Festival saranno in vendita alla biglietteria del Teatro del Giglio dall’ultima settimana di febbraio.

 

L’INEDITO PUCCINIANO –  Lucca Classica conta anche nell’edizione 2018 sulle scoperte di inediti musicali da parte del Centro studi Giacomo Puccini. Dopo il concerto del 5 maggio 2017 in cui Liuwe Tamminga presentò 26 Sonate per organo giovanili, appena ritrovate e ricostruite, quest’anno sarà la volta del pianoforte, con un Lento e armoniosamente affidato all’esecuzione di Simone Soldati.

L’inedito pucciniano di Lucca Classica 2018, datato «Torre del Lago 1904», è un brano della maturità di Puccini, concepito nell’anno del fiasco e del successivo trionfo di Madama Butterfly, quando il maestro fu a Torre in primavera (da fine marzo a inizio maggio), a luglio e alla fine dell’autunno (tra novembre e dicembre). Nell’autografo, gentilmente messo a disposizione del Centro studi Giacomo Puccini da un privato che l’ha custodito fin qui gelosamente, una musica languidamente sorniona e ammiccante è costellata di disegni, caricature e autoritratti che fanno supporre un intento comunicativo “multimediale”, di tipo confidenziale.

Non si ha notizia che il Lento e armoniosamente sia stato mai eseguito in concerto al tempo di Puccini, per cui si può considerare quella di Lucca Classica la prima assoluta. In aggiunta, a sorpresa, il Centro studi Giacomo Puccini e l’Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini potrebbero arricchire il programma con altre primizie di cui si sta verificando l’autenticità.

Per la sua qualità grafica a fine maggio l’autografo del Lento e armoniosamente sarà esposto nella mostra Puccini e le arti visive della Fondazione Ragghianti.

 

L’INEDITO ROSSINIANO – Alessandro Marangoni commenta:  «La mia musica fa furore!” affermava il grande Gioachino Rossini. E aveva ragione. Tuttora fa furore. Dopo il clamoroso fiasco iniziale, il Barbiere di Siviglia non ha mai conosciuto uno stop nella programmazione di tutti i teatri del mondo: Rossini è sinonimo di italianità, di quella cifra creativa, geniale e originale, spensierata e solare del nostro popolo. Ma dopo il furore del teatro, che aveva portato Rossini ad essere il compositore più amato e influente d’Europa, inizia un periodo nuovo, che i critici hanno chiamato “il grande silenzio”. In realtà è stato tutt’altro che silenzio. Nella sua bellissima villa di Passy, appena fuori Parigi, stanco del teatro, della vita frenetica e forse anche di quel linguaggio musicale un po’ legato al passato, Rossini si reinventa, cambia vita: i sabato pomeriggio invita a casa gli amici, i grandi intellettuali dell’epoca, musicisti, cantanti, l’amato cuoco Caréme, e si fa musica! La sua musica, scritta su fogli sparsi, senza alcuna intenzione di pubblicazioni o di guadagno: nascono così le geniali perle musicali dei “Peccati di vecchiaia”. Un altro Rossini, a volte quasi irriconoscibile, che scrive soprattuto per pianoforte seguendo le nuove estetiche di Chopin, di Liszt, ma superandole e anticipando il Novecento. Spesso i titoli di queste composizioni sono bizzarri: “Preludio igienico del mattino”, “Petite Polka Chinoise”, “Le noci”, “I rapanelli”, per non parlare del “Petit Caprice style Offenbach” in cui richiede al pianista di suonare facendo le corna o l’esilarante storia raccontata in “Un petit train du plaisir”. Un Rossini inedito, quasi sconosciuto, di cui c’è ancora molto da scoprire: nei Peccati di vecchiaia esce l’intimità più genuina e feconda di un grande uomo, di una personalità complessa e profondamente umana, che sa di essere alla fine della vita e inciampa in lunghi periodi di depressione, ma con una visione dell’esistenza e dell’arte che è propria dei profeti. Alessandro Marangoni per la prima volta nella storia ha inciso integralmente la monumentale opera dei “Péchés de vieillesse” in 15 CDs, per Naxos, scoprendo una ventina di manoscritti inediti che non erano mai stati incisi e forse mai suonati da nessuno. Un lavoro di riscoperta e di divulgazione non solo di capolavori pianistici e cameristici (spesso brani molto virtuosistici, che mettono a dura prova ogni pianista, nonostante Rossini si considerasse un “pianista di quarta classe”) ma anche di un aspetto importante e poco conosciuto della personalità di questo grande genio italiano, il quale scriveva musica solamente per il piacere di farlo o per farsi perdonare dal “buon Dio” i propri peccati, come scrisse nella dedica della “Petite Messe Solennelle”. A 150 anni dalla sua scomparsa, nel 2018 Marangoni effettuerà tournée in Italia e in diversi Paesi per presentare, insieme alla completa integrale discografica, gli inediti e la musica “del silenzio” di Rossini, un silenzio assordante, futurista e che dona sempre il sorriso agli ascoltatori».

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