Manifattura, ok il recupero di funzioni e servizi, ma Confcommercio chiede più posti per la sosta

Manifattura, ok il recupero di funzioni e servizi, ma Confcommercio chiede più posti per la sosta

LUCCA – Comincia a riempirsi di contenuti la proposta di governo che il sindaco uscente, Alessandro Tambellini, fa alla città perché lo confermi nel secondo mandato. Proprio allo scopo di portare a termine il progetto avviato.
E’ fisiologico che i sindaci che puntano alla conferma e le forze che li sostengono si riservino i “fuochi d’artificio” per la fine del mandato, quando di norma si sprecano inaugurazioni di opere avviate da tempo, lavori pubblici di ogni genere e proposte di nuovi interventi. Ma anche tenendo conto che siamo in piena campagna elettorale, periodo fecondo per le promesse più varie, sarebbe ingeneroso non rilevare progressi concreti e positivi nell’idea di città che comincia a uscire dai cassetti di Palazzo Orsetti, dove forse è rimasta chiusa troppo a lungo, anche per un rapporto da sempre non facile tra la giunta Tambellini e il ruolo, le finalità e le strategie della comunicazione.
Resta il fatto che balza agli occhi la circostanza che alla fine è stata recepita l’esigenza di cominciare a riportare funzioni, servizi e attività nel centro storico agonizzante, ribadita in tutte le salse da associazioni di categoria e culturali. Le quali puntano anche sulla necessità di politiche e norme in grado di recuperare anche residenza dentro le Mura, obiettivo irrinunciabile, ma non semplice da raggiungere.
Intanto sembra andare nella giusta direzione il piano per riportare nell’area della ex Manifattura uffici pubblici e privati, centri di cultura con aree per gli spettacoli, attività produttive compatibili, parcheggi. Una cittadella dei servizi, insomma, che consentirebbe di riavere nel centro storico funzioni oggi disperse in periferia, come l’ufficio tributi di via Bigongiari e gli archivi comunali, a volte inagibili come quello dell’ufficio cultura a San Filippo. Oltre alle sedi della partecipate Geal, Gesam e Sistema Ambiente. Intendiamoci, siamo ancora lontani dall’idea di far tornare dentro le Mura uffici pubblici non comunali come l’Agenzia delle Entrate, Equitalia, l’Agenzia del Territorio (ex Ute) e altri. E sarà da vedere se davvero gli ordini professionali sono disposti a trasferire nella ex Manifattura la loro sede. Ma il passo in avanti c’è. E non è da disdegnare nemmeno la proposta per la ricollocazione di alcuni uffici comunali e scuole, già nel centro storico.
Nella ex Manifattura dovrebbero infatti arrivare l’anagrafe e la biblioteca comunale oggi all’Agorà. Dall’esterno potrebbero inoltre venire attività produttive legate all’innovazione e al digitale, oltre a centri di studio e biblioteche. Vedremo i risultati dell’asta che tra un mese assegnerà a privati l’area del complesso di via Vittorio Emanuele messa in vendita dal Comune, con destinazioni d’uso ben precise. Al momento i soggetti più interessati all’acquisto potrebbero essere la società Tagetik, che produce soprattutto software per il settore amministrativo, utilizzato in tutto il mondo, e l’Università per il turismo Campus, oggi ospitata dal seminario.
Se un progetto del genere andasse davvero in porto, il contributo alla rivitalizzazione del centro storico non sarebbe indifferente. E lo scopo, secondo l’amministrazione comunale, dovrebbe essere raggiunto in poco tempo. Sempre che ci siano i fondi a disposizione e si proceda a tappe forzate con la progettazione esecutiva e la cantierizzazione.
In un quadro complessivamente positivo – ma bisognerà vedere quanto davvero realistico – non mancano tuttavia punti che sembrano destinati a creare riserve e polemiche. In una nota assai dure diramata dalla Confcommercio subito dopo la presentazione del master plan, emergono su tutti due questioni critiche: il numero degli spazi per la sosta e la loro destinazione; l’apertura di nuove attività commerciali. Nella presentazione del progetto per la ex Manifattura gli amministratori hanno tenuto a chiarire che almeno parte dei posti per la sosta non saranno di uso esclusivo per i fruitori dei servizi in arrivo nel complesso, ma aperti a tutti coloro che in centro verranno per commissioni, acquisti e svago, anche nelle altre parti della città. Prospettiva che però non piace ai commercianti e alle loro associazioni, che da anni si battono perché la ex Manifattura sia un grande punto di approdo (con un migliaio di stalli) a servizio dell’intero centro storico, condizione ritenuta irrinunciabile per dare respiro a tanti negozi alla canna del gas, anche per la rarefazione della clientela che frequenta il centro. Scontato che la posizione dei commercianti sarà sostenuta con forza dal candidato sindaco del centrodestra, Remo Santini, il quale ha già ribadito anche la necessità di mettere a disposizione, gratuitamente, tante aree di parcheggio a ridosso delle Mura, almeno nei periodi morti dell’anno.
Lo scontro su questo punto non sarà quindi secondario. Basta ricordare quanti voti a Mauro Favilla portò, nelle elezioni comunali del 2007, la sua promessa di “mille posti per la sosta gratuiti fuori delle Mura”. Una delle tante bordate, prive di seguito, che aiutarono il senatore a battere il favorito Andrea Tagliasacchi, il quale ritiene però di essere stato vittima di intese sotto banco, a cui non sarebbero state estranee forze che in teoria avrebbero dovuto appoggiarlo. Ipotesi che potrebbe non essere fantapolitica e, soprattutto, che potrebbe ricomparire.
La questione non sfugge all’amministrazione Tambellini, che valuta da tempo i numeri sulla fruizione dell’intera rete dei parcheggi intorno e dentro la città. Constatare che in tanti periodi dell’anno non sono mai piene (per non dire semivuote) strutture come la Mazzini dentro le Mura, o Palatucci e Carducci lungo la circonvallazione, induce a ritenere che il problema vero sia il costo della sosta. Una conferma indiretta è giudicato il fatto che siano sempre strapiene, anche se più lontane, le aree non a pagamento. L’interrogativo che circola quindi è se ci sarebbe bisogno di nuovi parcheggi anche nel caso che quelli esistenti fossero gratuiti o avessero tariffe molto più accessibili. Questione che ne pone altre: la società dei parcheggi ha come scopo il massimo utile possibile per portare somme irrinunciabili al bilancio comunale o potrebbe limitarsi a coprire i costi del servizio, offrendolo in questo caso a tariffe assai meno onerose? E ancora: i parcheggi esterni sarebbero comunque più utilizzati se si organizzasse davvero un sistema di navette per collegamenti costanti e rapidi da e per il centro storico?
L’altro punto che non sarà facile spiegare e far digerire ai commercianti del centro sarà lo spazio lasciato nella ex Manifattura alle attività commerciali. La giunta si è affrettata a specificare che saranno solo di servizio per le attività e il pubblico che frequenterà il complesso, ma il timore che vi possano arrivare bar, ristorantini e altri esercizi consimilari fa andare su tutte le furie, in particolare, la Confcommercio. Questa associazione chiede, insieme a tanti altri soggetti, che un progetto del genere sia semmai inserito nel mercato del Carmine da recuperare. Locali e punti di ristorazione, legati all’enogastronomia e ai prodotti del territorio, per la Confcommercio dovrebbero essere requisito essenziale del rilancio del Carmine. Per questo è vista come fumo negli occhi la possibilità che qualcosa del genere possa invece nascere in un’altra parte del centro, tra l’altro in posizione più periferica.
Ci sarà la possibilità di mediare tra le diverse posizioni della giunta da una parte e della Confcommercio dall’altra? Al sindaco arrivano consigli opposti: c’è chi lo invita a snobbare i commercianti, considerati categoria in via di estinzione, e chi gli ricorda quanti voti possono muovere e quale peso hanno sempre avuto nelle elezioni comunali. A fare il tifo per la rottura è ovviamente Santini, che proprio tra i commercianti è sicuro di ottenere una gran messe di voti.

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1 Commento

  • Francesco Cerasomma
    11 febbraio 2017, 19:26

    Come sempre, Marco Innocenti fa una analisi appropriata di quello che sarà la campagna elettorale a Lucca, molto condivisibile.

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