Lucca Capitale di Marco Innocenti – Per il Carmine serve il miracolo di San Lorenzo

Lucca Capitale di Marco Innocenti – Per il Carmine serve il miracolo di San Lorenzo

LUCCA – Decine e decine di ristoranti di ogni genere e per tutte le tasche, che dalle cucine visibili a tutti fanno uscire l’hamburger a 5 euro così come le fettuccine al tartufo da 25 euro, preparate dagli chef di Savini. Cinquecento posti a sedere, dalle 10 a mezzanotte, al primo piano. Sotto, al piano terreno, banchi dell’ortofrutta e dell’agroalimentare che privilegiano i prodotti tipici del territorio, ma offrono comunque di tutto, pesce compreso. E’ il mercato di San Lorenzo a Firenze, dal 2014 tornato, una volta ristrutturato e rilanciato, il cuore pulsante della città. Brulica di gente, per acquisti e per mangiare, a tutte le ore, tutti i giorni. Anche se i parcheggi sono lontani e comunque stracari.
Esempi analoghi si trovano ormai in tante città, italiane ed europee, non più grandi di Lucca. E senza che la gestione sia affidata a Eataly (peraltro presente con un suo locale anche in San Lorenzo). Non occorre insomma andare a Barcellona o a Madrid, e nemmeno al Covent Garden di Londra. Ormai il modello, vincente, è quello. Pure nelle città dalle dimensioni della nostra.

 
Sono tornato in questi giorni con amici e colleghi a pranzare in San Lorenzo. E’ stato piacevole, accattivante. Assistere ad un successo del genere mi ha fatto tornare alla situazione del nostro mercato del Carmine, del cui recupero scrivo da oltre 40 anni, prendendo involontariamente in giro i lettori, dal momento che non è andato in porto alcuno dei progetti illustrati dalle amministrazioni che si sono succedute dagli anni Settanta in poi.
Utopia pensare, sperare, che davvero anche a Lucca possa accadere un miracolo di San Lorenzo? Qualche passo in avanti, grazie anche all’intervento della solita Fondazione Cassa di Risparmio, si è visto in questo mandato, almeno per il consolidamento della struttura, che dal tetto si sta spostando alla parte ancora chiusa al pubblico, su via San Gregorio. Ora si attende di conoscere il bando di gara per l’assegnazione della gestione e della ristrutturazione vera e propria. Se non cambieranno ancora le carte in tavola, il modello dovrebbe essere proprio quello del San Lorenzo, con priorità assoluta ai banchi dell’agroalimentare per la valorizzazione dei prodotti di filiera corta. Da vedere però se e quale spazio si darà alla ristorazione, se ancora sarà prevista un’attività di media distribuzione, se ci potranno essere negozi di altro genere, strutture alberghiere e spazi espositivi e ricreativi.
Si è sentito di tutto, in questi decenni, ma ogni progetto alla fine è sfumato per la carenza di risorse dell’ente pubblico e la difficoltà a trovare privati disposti a partecipare all’impresa, senza necessariamente proporre il solito supermercato con galleria di negozi. Da tempo Palazzo Orsetti assicura che i criteri del bando sono pronti. La campagna elettorale, che entra nel vivo, dovrebbe indurre ad accelerare i tempi.
Sognando un San Lorenzo al Carmine, vediamo come il mercato di Firenze viene descritto nel suo sito.

 
“Il mercato Centrale di Firenze nasce da un’idea di Umberto Montano che con Claudio Cardini ha dato vita al progetto che restituisce a Firenze uno dei luoghi più significativi della città: il primo piano del mercato coperto di San Lorenzo. Il progetto diventa realtà nella primavera del 2014, a celebrare i 140 anni dell’architettura in ferro e vetro eretta nel 1874 ad opera dell’architetto Mengoni, autore anche del mercato di S. Ambrogio e della più celebre Galleria Vittorio Emanuele di Milano.

 
“Il Mercato Centrale Firenze non solo ricollega la città ad uno spazio rimasto deserto per tanti anni, ma dà corpo ad una visione quanto mai attuale e necessaria: ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto. Pane e pasticceria, pesce fresco, fritto e polpette, frutta e verdure, carne e salumi, mozzarella di bufala, formaggi, cioccolato e gelato, pasta fresca, enoteca, lampredotto, tramezzini: tutte le botteghe sono condotte da commercianti artigiani con in comune la passione per la loro professione.
“Oltreché per fare normalmente la spesa, al Mercato Centrale Firenze si può stare a sedere in uno dei 500 posti a disposizione per mangiare qualcosa, con la certezza di poter contare sulla genuinità: tutti gli operatori sottoscrivono un disciplinare di qualità e tutti i piatti preparati all’interno del Mercato vengono cucinati utilizzando solo le materie prime che sono in vendita all’interno del Mercato stesso. Il tutto per rendere il Mercato Centrale Firenze il luogo ideale per ogni momento della giornata, dalle 10 di mattina fino a mezzanotte.

 
“Firenze, da sempre scenario dell’eccellenza e dell’autenticità gastronomica, vede tornare gli artigiani e le loro botteghe protagonisti del buon mangiare. Aperto tutti i giorni ad un’esperienza del gusto, del tempo, e del divertimento, il Mercato Centrale Firenze è una grande piazza coperta dove autenticità, spontaneità e tradizione sono protagoniste. Ogni bottega è il luogo ideale per fare la spesa e ritrovare il cibo vero, sincero e al giusto prezzo che la Toscana e l’Italia sanno offrire.

 
“La qualità del mangiare oggi non è più un’opzione. E al Mercato Centrale Firenze ci siamo dati regole molto precise perché i sapori siano a regola d’arte. La ricetta è semplice: se tutti i bottegai garantiscono per i prodotti, tutti i prodotti garantiscono per la bontà. Così il Mercato può farsi garante di tutti quei valori che fanno parte del mangiare secondo noi. Si inizia con l’attenzione: verso il cliente, verso il territorio, verso l’ambiente. Si prosegue con la cura: dell’artigianalità, dell’esperienza, della tradizione.

 
“Si cresce con l’informazione: sui prodotti, sulle loro caratteristiche, sulla loro origine e lavorazione, dalla tracciabilità ai marchi di qualità. La qualità si può fare e si deve fare. E il nostro impegno è farla sempre meglio. Tutti i piatti preparati all’interno del Mercato vengono realizzati con i prodotti che si trovano all’interno del Mercato stesso. Perché li conosciamo bene. Perché così possiamo stare tranquilli e farti stare tranquillo. Ma soprattutto perché sono buoni. E la bontà è l’autentico prodotto della semplicità”.

 
Visibile a tutti, nel mercato funziona anche una grande cucina che ospita i corsi per aspiranti cuochi.

2 commenti

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2 Commenti

  • AMMONIO
    19 marzo 2017, 02:29

    Per la precisione e per dar l’idea di quanto Lucca sia inadeguata, il Mercato di Firenze ha un parcheggio a ZERO metri (nei sotterranei), uno a 300 metri (S. Maria Novella) e uno a 700 metri (Fortezza da basso). Il Carmine ha un parcheggio a 450 metri (piazza Santa Maria), due a 700 metri (Caserma Mazzini e Corso Garibaldi), uno a 800 metri (piazzale Baroni) e uno a 900 (Cittadella)

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  • AMMONIO
    19 marzo 2017, 02:13

    Premesso che il Mercato di San Lorenzo il parcheggio ce l’ha….non vicino, ma vicinissimo (si trova sotto il mercato stesso), non so quanto convenga a Lucca copiare pari, pari il modello fiorentino. Anche Livorno vorrebbe copiar Firenze… tutti originali! Comunque Lucca non è Firenze ed ha i suoi problemi e le sue specificità. Penso che per il Carmine, visto che non esiste quasi più una imprenditorialità locale nel settore della vendita di generi alimentari, varrebbe la pena di trovare un unico imprenditore privato della grande distribuzione disposto ad investire sulla struttura.

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