Mercato più accessibile ma il centro perde un’altra funzione

Mercato più accessibile ma il centro perde un’altra funzione

LUCCA – Si può tentare di valutare serenamente la questione del trasferimento del mercato ambulante da via dei Bacchettoni al piazzale don Baroni, sotto l’argine del fiume? Il tema divide e sarà certamente terreno di scontro nella campagna elettorale. C’è da giurare che le posizioni dipenderanno molto dalle reazioni degli operatori e dei frequentatori, ma anche da quelle dei commercianti del centro storico. Come del resto avviene da tempo. Proviamo a valutare i pro e i contro della scelta dell’amministrazione comunale.
A indicare l’opportunità di trasferire il mercato sono state una serie di concause. Su tutte i problemi logistici oggettivamente causati dai banchi tra Porta Elisa e Porta San Iacopo: viabilità contorta e caotica, congestione all’ora di ingresso e uscita delle scuole, difficoltà di parcheggio, assedio di auto anche sui marciapiedi della circonvallazione, disagi per i residenti dell’area del mercato. Si potevano trovare alternative all’interno del centro storico, per evitare di perdere una delle poche funzioni rimaste e in grado di attirare flussi di clientela anche per altri negozi e locali?
L’amministrazione comunale ha sempre sostenuto che sono state esaminate tutte le possibili localizzazioni, ma nessuna è risultata idonea alle esigenze di banchi. Soprattutto considerando l’opposizione degli ambulanti a spezzare il mercato in più piazze e vie. Una posizione che ha sempre lasciato perplessi, alla luce di quanto accade in altre città d’arte, dove il mercato occupa più strade. E’ ad esempio il caso di Pistoia: i banchi sono allestiti nel cuore del centro, piazza del Duomo, e in altre due piazze contigue, oltre che in cinque o sei strade di collegamento. Il mercato, di buona qualità, il mercoledì e il sabato porta grande afflusso in un centro storico che, negli altri giorni, pare desertificato come quello di Lucca nei mesi invernali. Anche a Pistoia non ci sono parcheggi a servizio del mercato, nella Ztl, e gli acquirenti devono lasciare le auto nei costosi parcheggi non vicinissimi. Però gli ambulanti fanno affari d’oro.
Utopia allora ipotizzare che, a Lucca, una soluzione simile a quella di Pistoia potesse essere offerta dalle piazze Napoleone, Giglio, S. Martino e Antelminelli che già accolgono i banchi dell’antiquariato? Le verifiche dell’amministrazione hanno escluso l’esistenza dei requisiti necessari, così come è avvenuto per piazzale Verdi e S. Donato, per piazza Santa Maria e altre zone prese in considerazione, anello delle Mura compreso.
A spingere verso il trasferimento all’esterno anche le richieste in passato arrivate proprio dagli ambulanti, almeno da una parte di loro, che non vedevano affatto male la zona di piazzale don Baroni, lungo via delle Tagliate. Se proprio non era possibile tornare allo stadio, location preferita, trovata dalla giunta Fazzi per consentire i lavori alla caserma Mazzini e avversata dal centrosinistra che, allora all’opposizione, cavalcò la protesta di quanti volevano il ritorno dei banchi dentro le Mura. Proprio per non privare il centro storico di una funzione importante.
Va detto però che, anche al momento di indicare la soluzione di piazzale don Baroni, inizialmente il consenso degli ambulanti non sembrava mancare. A far cambiare idea era però nel tempo avvenuto un fenomeno poco apprezzabile negli anni passati: la scoperta del mercato ambulante anche da parte dei turisti. Che, temono gli operatori, difficilmente si spingeranno ora fino all’argine del fiume, che rimane fuori dai percorsi dei gruppi turistici.
Altri argomenti a favore dello spostamento sono stati i contributi per la sistemazione dell’area ottenuti dalla Regione e la disponibilità di un ampio parcheggio. L’amministrazione, che tra l’altro offre ai titolari dei banchi spazi più grandi (ma gli operatori non sembrano soddisfatti di come si è pensato di risolvere i problemi delle pozzanghere), ritiene che la possibilità di trovare posto per l’auto favorisca l’afflusso di clientela, costituita in gran parte da persone che non risiedono nel centro storico. Da vedere se non si creerà però un conflitto tra i frequentatori del mercato e gli abituali fruitori del parcheggio delle Tagliate, sempre pieno (come quello dei Macelli) anche perché non si paga. Sotto il profilo logistico restano poi perplessità per le soluzioni che andranno trovate quando il piazzale don Baroni è occupato dal luna park o dai circhi.
In ogni caso, valida o meno che sia la scelta, resta un problema di fondo: come “risarcire”, nell’immediato, il centro storico della perdita di una delle ultime funzioni rimaste? Se l’amministrazione crede nella più volte annunciata volontà di rivitalizzare e rilanciare la città dentro le Mura, recuperando residenza, servizi e funzioni, è chiaro che non si può non vedere una contraddizione nel trasferimento del mercato, indipendentemente dal fatto che la nuova collocazione possa rivelarsi migliore, almeno per gli ambulanti e la clientela.
Si era parlato di un mercato del verde o di altre soluzioni analoghe per evitare che il centro storico perdesse ulteriori flussi di potenziali acquirenti, prospettiva che allarma i commercianti, non a caso sul piede di guerra. Si era anche fatto un tentativo in piazza San Francesco, ma senza grandi risultati. Il presidente della commissione centro storico della Confcommercio, Giovanni Martini, in un recente intervento ha sostenuto: “Il dado è tratto: il mercato esce dalla città. Pur convinti che si tratti di un grave errore, la nostra battaglia sindacale va avanti: per una attrattiva così importante che se ne va, ne occorre un’altra sostitutiva. Il centro storico ha bisogno di un mercato, magari meno impattante ma di qualità, che vada a rimpiazzare questo che se ne va. Lo abbiamo detto all’amministrazione e lo ripetiamo anche ora: la città non può permettersi un’altra perdita del genere. Le nostre proposte l’amministrazione le conosce: adesso aspettiamo risposte concrete, che in verità avrebbero dovuto esser già pronte, e un segnale forte di attenzione verso un commercio cittadino che sta morendo”.

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2 Commenti

  • vicious filthy globalist
    11 marzo 2017, 22:42

    Fra le migliorie propongo di piantare alberelli per il fresco d’estate e qualche panchina per gli anziani, navetta dedicata, è perché no sottopasso pedonale con eliminazione del semaforo. La pista ciclabile già c’è, magari migliorare la segnaletica in generale per una maggiore sicurezza dei ciclisti e pedoni.

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  • gigino
    11 marzo 2017, 12:26

    via era l’ora sortissero velle cineserie li dalla città! fatela finita anco voi altri!

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