Lucca Capitale di Marco Innocenti – La città sotto Natale, più ombre che luci

Lucca Capitale di Marco Innocenti – La città sotto Natale, più ombre che luci

 

LUCCA – Si potrebbe fare di più, e di meglio, per dare alla città sotto Natale un’immagine più festosa, accogliente, calda e anche di una qualità in sintonia con le sue bellezze? E’ vero, è un interrogativo retorico. E anche antipatico, se vogliamo. Ma porlo, nella speranza che si apra un sereno e franco dibattito capace di individuare risposte interessanti e proposte attuabili, aiuterebbe ad evitare che tanta gente, lucchesi e visitatori, assimilino Lucca a un paesone, se non a un bazar.

 

Sia chiaro: in tempi di crisi, con la possibilità di investimenti di commercianti e artigiani ridotta al lumicino, non è che si siano viste illuminazioni e addobbi scintillanti in altre città d’arte, almeno nelle più vicine. Ma, anche senza arrivare in Trentino, qualche mercatino di Natale ricco di buone offerte e accattivante, ben inserito in contesti storici, era possibile visitarlo. E lo stesso vale per i mercati dell’ambulantato in generale, su tutti quello di Pistoia che occupa quattro piazze e tutte le strade principali nei dintorni del Duomo e della Sala, e non l’anonima periferia.

 

Si può allora ragionare se nella nostra città ci siano la volontà, le idee, le risorse e la disponibilità a trovare ad esempio un tema, un filo conduttore che leghi mercati e addobbi tra loro, collegandoli se possibile a eventi, mostre e spettacoli? E’ blasfemia valutare se non possa essere migliorato l’aspetto del complesso dei banchi in piazza Napoleone? Se davvero abbiano un senso la pista di pattinaggio e la giostra sistemate poco più in là? Cosa hanno da spartire con i giochi di luce e immagini, suggestivi, sulla facciata del vicino teatro del Giglio? E quale nesso c’è con i piccoli banchi-tenda in Corso Garibaldi? E l’illuminazione: non è un po’ carente e anche poco originale? Come rispondere a quei residenti e frequentatori che protestano per l’aspetto da Qasbah assunto da piazza Santa Maria, oltretutto sotto assedio perenne da parte di chi è alla ricerca disperata di posti per la sosta?

 

Lucca non può avere altra immagine di sé da offrire, non solo sotto Natale? Nessuno dispone del “verbo” e tutte le opinioni sono rispettabili. Ma non sarebbe proficuo aprire il confronto, il dialogo tra quanti pensano che già oggi la città offra il meglio di sé e chi invece ritiene che sarebbe necessario qualificare immagine e offerta, anche commerciale, da inserire in una complessiva valutazione su cosa deve essere la Lucca che vogliamo, per viverla e mostrarla?

 

Non sono davvero fuori luogo, in un centro storico come il nostro, tristi spettacoli di zampognari (grazie al cielo non ripetuti), cumuli di rifiuti esposti (da privati e attività) a tutte le ore anche nelle vie più centrali, insegne provvisorie in cartone e materiali simili destinate a rimanere in eterno, treppiedi di ogni forgia davanti ai locali, incredibili e gigantesche riproduzioni di macchine da cucire, sculture in cartone fonte di più di una perplessità?

 

Insomma: va bene questo confusionario fai da te? Si accetta che ciascuno piazzi per strada quello che vuole e come vuole? Sbaglia chi ritiene che invece sarebbe utile cercare di armonizzare l’immagine di Lucca legandola alla sua identità e alla sua storia? Ricette e soluzioni miracolistiche non ce ne sono: ma se ne può almeno parlare?

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