Leonardo Butelli: “Perché questa campagna di odio di Garzella verso il sindaco?”

Leonardo Butelli: “Perché questa campagna di odio di Garzella verso il sindaco?”

LUCCA – La campagna d’odio condotta dal neo candidato Garzella alla poltrona di sindaco contro l’attuale sindaco Tambellini, mi induce a pensare alle ragioni che muovono tale campagna, poiché dietro questa singolar tenzone, di cavalleresca memoria, ci deve essere una sorgente, una causa che l’ha generata. Tale causa può essere di natura psichica o storica oggettiva. Vediamo quale può essere stata la frattura nella sfera psichica che ha condotto il povero Garzella a soffrire così tanto da escogitare soluzioni scomposte per venirne a capo.

 

L’ambizione frustrata
Chi fa politica si aspetta da essa una ricompensa, la più virtuosa è servire con onestà ed efficienza il popolo sovrano, relegando alla sfera privata le soddisfazioni e le legittime onorificenze, la meno virtuosa è blandire il popolo con aspettative che mai avranno riscontro oggettivo sul piano pratico. Da quest’ultima nasce, non sempre, ma con una certa frequenza, la tracotanza.
Nel primo caso si ha il politico che onestamente si pone di fronte alle numerose sfide con atteggiamento umile poiché riconosce che gli agenti in gioco per prendere una decisione saggia e utile per i cittadini, sono tanti e cogenti.
Nel secondo caso invece si ha il politico che guarda alle sfide che lo attendono con un atteggiamento semplicistico riducendo il problema a mero atto amministrativo non avendo compreso però tutta la complessità che tale sfida comporta. Ma la soluzione efficiente non rientra nelle proprie prerogative semmai l’immediato clamore mediatico e le colorate onorificenze.
Ora con le dovute cautele, immagino che Garzella avesse voluto ascedere allo status di assessore, ma che tale ambizione sia stata frustrata dal sindaco. E che tale atto abbia causato una frattura nella psiche del politico ambizioso, così desideroso di notorietà, da far maturare nel tempo, un livore senza precedenti.

 

La causa storica oggettiva
Il politico che si attende da ogni azione che compie un successo universalmente riconosciuto, pretende di rivestire un ruolo che gli permetta di realizzare tale obiettivo, se ciò non accade esce impetuoso dalla propria ombra e con ardore costruisce il suo personaggio ponendo al pubblico ludibrio quello che egli ritiene essere la causa della sua invisibilità. E’ per così dire il politico delle cerimonie, degli applausi, dell’arestia e che non può far parte del coro, vuol cantare da solo.

 

Sul piano strettamente storico oggettivo tutta questa vicenda ha avuto origine dalle manifestazioni che coronavano la pubblicazione dei 150 anni del Consiglio Comunale. Tutto molto bello, e a mio avviso e sul piano storico, interessante e costruttivo. Solo che i cittadini in momenti bui come quelli che stiamo attraversando, aspettano dall’istituzione che gli è più vicina, risposte concrete ai problemi che sentono sulla propria pelle e non cerimonie esornative.
Da quel momento Garzella ha sentito il dovere di attribuire al sindaco colpe che non ha. Ho la sensazione che anche il 151° anno di vita del consiglio sia stato una verifica per capire se l’atto compiuto avesse o meno dato al suo ruolo di politico visibilità e successo tra la gente. Verificato che i suoi tentativi di diventare noto non sono riusciti ha riversato sul sindaco tutte le colpe, come la volpe fece con l’uva.

 

Tutte queste frustrazioni hanno portato Garzella a candidarsi alla poltrona più alta della città di Lucca, e come un neo Castruccio Castracani, principale artefice della vittoria sui fiorentini della Lega Guelfa, combatte le scelte fatte dai fiorentini sopra i lucchesi, blandisce i cittadini in nome e per conto di una lucchesità smarrita, si pone come paladino di un nuovo ordine autarchico, chiama attorno a sé accolite di lucchesi puri e non spuri, ecc… si badi bene, il tutto senza neanche avere la decenza di dimettersi dal proprio ruolo di presidente del consiglio comunale.

 

Dimettiti da presidente se vuoi fare campagna elettorale, visto che te la pagano anche quelli che non ti seguono.
Sta sereno e riconciliati con te stesso.

 

Leonardo Butelli

2 commenti

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2 Commenti

  • CLOTILDE MENICHETTI
    7 febbraio 2017, 09:32

    Si potrebbe dire "chi di renzismo ferisce… di renzismo perisce"

    RISPONDI
  • spirito con la scure
    6 febbraio 2017, 21:10

    Caro Butelli,come darti torto…
    Ho avuto la (s)fortuna di assistere alla "discesa in campo" ufficiale di garzella i primissimi giorni di dicembre e devo dire che assistere ed ascoltare le sue priorità per la nostra città è stata una esperienza molto forte.
    Raramente avevo udito parole cosi’ vuote e senza senso da un uomo politico(sic)
    La sensazione fu di vedere un bambino a cui avevano rubato il gelato o il giocattolo a lui più caro….davvero sconcertante.
    Il leopoldino rappresenta l’ultima evoluzione del politico,una sorta di "ogm" che crede di poter raggiungere l’obbiettivo dicendo la prima cosa che gli passa per la mente,facendo attenzione però nel vantare onestà e unicità nel panorama politico.
    Paradossalmente poi il garzella,che si dichiara renziano e frequenta non a caso la leopolda,viene messo da parte proprio da un renziano di ferro,il baffo barghigiano che un tempo si dichiarava liberale…
    Concludendo caro garzella,cerca di fare chiarezza con te stesso e non dichiararti candidato di lista civica mentre in tasca hai la tessera del pd altrimente la domanda che sorge spontanea è….ma ci sei o ci fai?

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