Laura M. Chiara Giorgi: ‘Imt, quanti interrogativi’

Laura M. Chiara Giorgi: ‘Imt, quanti interrogativi’

LUCCA – A fine 2015 terminava la direzione del Prof. Pammolli, uscito di scena circa due anni or sono, insieme con ben due altri ordinari di economia!( circa un terzo del totale!); fatto, attualmente, inspiegabile.
Iniziava un’altra direzione, un medico psichiatra proveniente dall’Università di Pisa e voluto, risulterebbe, in IMT, dall’allora Presidente di Fondazione CariLucca, ente di diritto privato che, mirabile dictu, ha, da “statuto” un peso incredibile e sovrabbondante nel governo della scuola statale IMT Lucca.
Dopo due anni, da cittadina lucchese, mi permetto di focalizzare l’attenzione sui dati salienti che caratterizzano IMT di oggi.
Parrebbe proprio che il nuovo direttorei abbia dato una ben altra, irriconoscibile, piega all’istituto, che, ricordiamo, non è una università qualunque, bensì una di quelle “scuole superiori” post-lauream, definite “graduate schools” nel gergo internazionale, che sono il fiore all’occhiello, invidiato ovunque, del sistema accademico anglo-americano (anche per la presenza di un corpo docente proveniente da tutto il mondo).
Oggi invece,IMT sembrerebbe soprattutto una scuola locale, per non dire un centro per l’impiego di amici o amici degli amici, molti dei quali provenienti dall’università di Pisa. Un po’ strano per una scuola che dovrebbe basarsi, invece, sul reclutamento internazionale.

Quanti interrogativi senza risposta! Qualche esempio:

La conversione di IMT a scuola di neuroscienze, che ne trasforma l’originale identità culturale, basata sulle scienze economico-politologiche ed applicate.
Il caso del presunto plagio della tesi di un ministro della Repubblica, archiviato dal direttore della scuola, forte del parere di una commissione di saggi (solo) parzialmente esterna alla Scuola.
Una serie di concorsi vinti da candidati che appaiono molto vicini al direttore. Mi viene in mente il caso di un dott. in scienze medico-psicologiche, primo allievo del direttore, o di un prof. di scienze aziendali, entrambi provenienti da Pisa.
Lo scarso, per non dire inesistente, ruolo assunto dalla scienza politica, mentre solo pochi anni fa esisteva un importante dottorato con diversi indirizzi (ad es. politica comparata e scienza politica.), cui partecipavano importanti studiosi della LUISS Guido Carli (con cui il dottorato era co-gestito); tra essi, eminenti professori quali Leonardo Morlino, Giovanni Orsina e Sergio Fabbrini solo per citarne alcuni.
La chiamata di professori in materie che parrebbero estranee alle discipline fondative della scuola(IMT è acronimo di “istituzione, mercati, tecnologie), e comunque difficilmente comprensibili, quali il prossimo arrivo di un professore Associato di Storia della Filosofia Medievale ( specializzato in Filosofia Islamica)……anch’egli proveniente da Pisa.

E che dire poi del crollo del numero di domande di ammissione al programma di dottorato, relativo all’ultimo anno accademico ? Riviste specializzate ci parlano del 35% in calo, rispetto a quanto in precedenza!
Insomma, dov’è finita la qualità preziosa d’un Istituto che rappresentava l’Eccellenza , mentre oggi parrebbe più simile ad un costoso deposito di idee, che paiono interessare sempre meno?

Dott. Laura M. Chiara Giorgi

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