La pianificazione del territorio, ecco i principi ispiratori del Piano Paesaggistico regionale

La pianificazione del territorio, ecco i principi ispiratori del Piano Paesaggistico regionale

PROVINCIA DI LUCCA – Nel biennio 2014/2015 è stata varata e resa operativa la nuova disciplina sulla pianificazione urbanistica regionale, costituita nel suo complesso dalla Legge Regionale 65/2014 “Norme per il governo del territorio” e dal PIT “Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico”.

Tale disciplina ha modificato profondamente, fino a rivoluzionarli, i principi e le norme che fino ad oggi sono stati alla base delle azioni di “governo del territorio”, che consistono in quell’insieme di direttive utilizzate per pianificare e programmare i diversi usi del territorio nonché le sue trasformazioni.

Gli effetti di tali innovazioni si manifesteranno principalmente quando gli uffici comunali emaneranno i propri strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica (i Piani Strutturali, i Piani Operativi corrispondenti ai vecchi piani regolatori e regolamenti urbanistici, ecc.) e consequenzialmente, in ultima analisi, sul cittadino.

Un esempio pratico dello scenario futuro sarà a breve disponibile nel territorio lucchese, dal momento che il Comune di Lucca ha adottato il 1 giugno scorso il nuovo Piano Strutturale, il primo in assoluto ad essere redatto dall’entrata in vigore della nuova disciplina regionale.

I principi fondamentali con cui è stata riformata la disciplina della pianificazione regionale sono fondati sul deciso contrasto al consumo di suolo e sulla tutela e valorizzazione del territorio rurale. I confini di quest’ultimo dovranno essere ben individuati, e dovranno nettamente separarlo da quello urbanizzato, nel quale saranno ammissibili opere volte alla riqualificazione, rigenerazione e riciclo degli insediamenti esistenti.

La Regione per garantire la tutela del patrimonio territoriale ha introdotto meccanismi codificati volti a contrastare la crescita dell’urbanizzazione e del conseguente consumo di suolo, con particolare attenzione alla salvaguardia del territorio rurale. Sono state infatti elaborate procedure complesse volte a limitare fortemente, fino anche ad inibire, talune trasformazioni all’interno del territorio rurale mentre sono previste procedure più semplici per intervenire nel territorio già urbanizzato.

Basti pensare che per alcuni interventi anche di bassa entità ricadenti in area agricola dovrà essere preventivamente acquisito il parere della Conferenza di Copianificazione a cui partecipano i rappresentanti della Regione e degli enti locali interessati. È presumibile che la procedura sia lunga e costosa e rappresenta sicuramente una complicazione per il privato cittadino che si trova messo sullo stesso piano di un’impresa o di una società che presenta un grosso progetto volto a trasformare un’ampia porzione di territorio.

Nel prossimo futuro saranno pertanto ammissibili interventi di trasformazione edilizio-urbanistica essenzialmente nelle aree ricadenti all’interno del perimetro del territorio urbanizzato, così come sarà individuato dal Comune nel Piano Strutturale. Tali interventi potranno essere previsti dai regolamenti comunali della pianificazione se, nel loro insieme, concorreranno alla rigenerazione e riuso degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti.

Dal punto di punto di vista etico lo spirito di questa normativa è pienamente condivisibile, infatti essa è volta alla tutela del paesaggio toscano ed alla riqualificazione delle sue aree degradate, limitando al contempo  le  grandi speculazioni edilizie, la cementificazione selvaggia, l’espansione dell’urbanizzazione. È la sua applicazione pratica che lascia dei dubbi. È infatti lampante, per quanto concerne la fattibilità degli interventi edilizi, che coloro che possiedono delle unità immobiliari ricadenti all’interno della perimetrazione del territorio urbanizzato godranno di benefici e facilitazioni che sono negate a chi si trova ad avere dei beni in zone che sono state escluse da tale perimetrazione. Questi ultimi infatti potranno trovare grandi difficoltà, se non essere addirittura impossibilitati ad eseguire opere anche di modesta o scarsa entità, che poco hanno a che fare con la speculazione edilizia e la deturpazione del paesaggio.

C’è un altro aspetto interessante da prendere in considerazione, con la nuova normativa la Regione ha avocato a se il controllo totale del territorio.

Tradizionalmente infatti alla normativa regionale spettava la definizione dei grandi obiettivi, delle norme e delle procedure di carattere generale, mentre agli enti locali (comuni, province, ecc) era riservata la definizione dei contenuti. Ora invece il legislatore si è di fatto anche calato nei panni del tecnico pianificatore andando a compiere le fondamentali scelte strategiche e definendo i contenuti dei piani e degli atti di governo di tutto il territorio toscano, lasciando agli enti locali la definizione di aspetti di dettaglio estremamente marginali.

Di fatto gli enti locali sono stati parzialmente esautorati del loro potere di pianificazione. La suddivisione del territorio tra urbano e rurale è stata infatti individuata ope legis dalla Regione, a cui sarà consentito apportare qualche ritocco da parte dei pianificatori comunali in occasione della redazione dei nuovi Piani Strutturali. Tali variazioni saranno ammissibili solo se contribuiranno a superare o quantomeno ridurre le criticità e a migliorare la condizione delle aree degradate, garantendo un percorso strategico di riqualificazione e rimodellazione dei margini urbani.

In conclusione la definizione della perimetrazione del territorio urbanizzato, vale a dire il tracciato definitivo di demarcazione disegnabile su una cartografia, avverrà in occasione della formazione dei nuovi Piani Strutturali comunali e la relativa suddivisione del territorio tra rurale ed urbanizzato che ne scaturirà, influenzerà pesantemente l’economia, gli interventi edilizi e le dinamiche di trasformazione del paesaggio dei prossimi decenni.

Mai come oggi dovremo quindi prestare la massima attenzione al percorso di formazione dei futuri nuovi Piani Strutturali comunali, con particolare riferimento al periodo che intercorrerà tra il relativo provvedimento di adozione e quello successivo di approvazione finale. Sarà infatti in tale lasso di tempo che chiunque ne abbia interesse potrà prenderne visione e presentare le eventuali osservazioni in merito che ritenga più opportune.

Collegio dei Geometri della Provincia di Lucca

 

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