La Cgil lancia il grido d’allarme: ‘La società della salute chiude, ma chi si occuperà dei servizi?’

La Cgil lancia il grido d’allarme: ‘La società della salute chiude, ma chi si occuperà dei servizi?’

VIAREGGIO – Con la fine del 2017 la Società della Salute della Versilia cesserà di esistere ma i servizi che ha avuto in carico finora dovranno continuare ad essere erogati perché sono quelli che forniscono assistenza ai disabili, ai non autosufficienti, a chi si trova in situazioni di disagio, sono i servizi sanitari intermedi di cui la popolazione ha sempre più bisogno.

 
E le necessità di queste persone non terminano il 31 dicembre perché i sindaci versiliesi non trovano un accordo! Dunque è urgente definire una convenzione per assicurare continuità ai servizi, che sia adottata in maniera congiunta dalle amministrazioni nell’ambito del Distretto integrato di zona.

 

«Non possono essere i cittadini a pagare le beghe della politica» ha detto Rossano Rossi, segretario generale della Cgil provinciale di Lucca durante la conferenza stampa che si è svolta nella Camera del Lavoro di Viareggio. «I sindaci di Viareggio e Pietrasanta, due Comuni che insieme hanno un peso importante, hanno deciso di uscire dalla Società della Salute – ha spiegato Rossi – e Del Ghingaro l’ha definita un carrozzone. Ma non è stata prospettata nessuna alternativa e i primi cittadini continuano a non parlarsi fra di loro, mettendo così a rischio i servizi destinati alle persone più fragili. Questo per noi è inaccettabile. La nuova convenzione deve anche passare dai Consigli comunali per l’approvazione, quindi i tempi sono veramente strettissimi».

L’entità del problema è rappresentata anche dai numeri. «La Società della Salute nel 2016 ha erogato 11 servizi diversi per 2083 utenti e ciascuno di loro ha dietro una famiglia che conta sull’esistenza di una rete di assistenza», ha spiegato Francesco Fontana, segretario dello SPI sindacato pensionati Cgil provinciale.
Fontana ha ricordato che si pone anche il problema della gestione e dell’attivazione delle risorse, come ad esempio quelle regionali e europee, oltre a quelle dei Comuni stessi. E che ad esempio nella vicina Lucca, non esiste la SS ma i servizi funzionano regolarmente tramite il Distretto.

 

«E’ dal 30 marzo 2017 che in teoria abbiamo un tavolo aperto con il Comune di Viareggio sulle questioni socio sanitarie – ha spiegato Paolo Bertolucci, segretario Spi Versilia – ma in realtà non ci siamo mai riuniti. Oggi mancano 26 giorni alla fine dell’anno e non esiste ancora una struttura come il Distretto di zona che faccia le veci della Società della Salute».

Secondo Fabrizio Simonetti della segreteria provinciale Cgil: «E’ mancato un percorso dall’estate ad ora  e non si vedono risposte alla domanda: cosa fare operativamente? La Cgil, come sindacato, non può non intervenire al fianco della cittadinanza interessata».

 

Da mesi il sindacato sta raccogliendo le firme per eliminare le liste d’attesa e a sostegno di una serie di proposte volte al miglioramento dell’organizzazione e della fruizione dei servizi: “«in un quadro nazionale – conclude Rossi – che invece taglia i finanziamenti. Come cittadini non abbiamo certo bisogno di nuove difficoltà, come quelle che si stanno manifestando in Versilia a causa soltanto di ragioni politiche e di supremazia personale di chi ci amministra».

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