Il sindacato Diccap della polizia municipale attacca a testa bassa il Comune sui dati diffusi

Il sindacato Diccap della polizia municipale attacca a testa bassa il Comune sui dati diffusi

LUCCA – «I risultati in materia di sicurezza urbana sbandierati con clamore dall’assessore, stridono con la tanto declamata impellente necessità di modificare la turnazione del corpo per garantire la salvaguardia e l’incolumità dei cittadini»: a dirlo è il Coordinatore Provinciale DiCCAP, Domenico Gatto.

 

Per Gatto, infatti: «i risultati in materia di sicurezza urbana sbandierati con clamore dall’assessore, stridono con la tanto declamata impellente necessità di modificare la turnazione del corpo per garantire la salvaguardia e l’incolumità dei cittadini. Se si sono raggiunti obiettivi di tale vanto e lustro con il servizio e la turnazione vigente è legittimo domandarsi a cosa possa servire il cambio d’orario. O il Comando è attualmente incapace di garantire efficienti livelli di sicurezza cittadina con l’attuale assetto orario ed in tal caso risulta inopportuno sfoggiare risultati tanto eclatanti sull’argomento, oppure si elogia l’efficienza del comando sulla materia e coerentemente a tale linea non ci si fa belli sulla pelle degli agenti della municipale, attaccandoli nei propri diritti di lavoratori».

 

Una contraddizione per il Coordinatore provinciale DiCCAP dalla quale si può comprendere che «sulla questione sicurezza nelle stanze del potere comunale si sia creato un certo cortocircuito logico e politico. In altre parole si consiglia all’assessore prima di uscire sulla stampa di ritrovare una propria coerenza interiore che riesca a dare un assetto uniforme alle varie sfaccettature della sua propaganda».

 

Gatto passa, quindi, ad analizzare i dati sull’attività del Comando e si domanda: «Per quale ragione non si è dato rilievo ai risultati dell’attività preventiva e di controllo quotidianamente compiuta agenti viabilisti? Perché non si sono forniti i resoconti sugli obiettivi centrati dal nucleo di vigilanza commerciale? Che fine hanno fatto le statistiche sul lavoro svolto dal nucleo di vigilanza urbanistica?
Il reprimere la circolazione stradale di mezzi irregolari sotto molteplici profili non costituisce attività di sicurezza?  L’individuazione degli abusi edilizi è irrilevante? L’accertamento di irregolarità commerciali e annonarie non ha importanza? Che dire poi del cospicuo e costante lavoro svolto dal nucleo e dall’ufficio sinistri? E l’educazione stradale è un obiettivo secondario? E’ la qualità complessiva del lavoro svolto dall’intero Corpo ad essere eccellente e se l’amministrazione lasciasse lavorare il proprio personale con la serenità dovuta e senza attacchi alle proprie conquiste sindacali i risultati potrebbero essere anche migliori».

 

«Si potrebbe arguire che l’assessore per opportunismo politico – prosegue il coordinatore provinciale del sindacato della polizia municipale – abbia voluto dar risalto alle attività che fanno capo alle proprie deleghe (sicurezza ed ambiente) e questo non stupirebbe più di tanto, rientrando tale atteggiamento in una logica cui i dipendenti oramai sono abituati, al di là della fazione che estemporaneamente incarna il potere politico in un certo momento storico. Ma traspare qualcosa di più; qualcosa che ha da sempre caratterizzato l’azione politica di Raspini. L’occultamento di certi dati, infatti, è in linea con il fastidio e la distanza da sempre mostrate dall’assessore verso ogni attività repressiva, spiacevole per la cittadinanza e sgradita ai potentati economici locali, cui quest’ultimo possa anche vagamente esser ricollegato.Allora meglio tacere su certi risultati della Polizia Municipale. Le decine e decine di veicoli non assicurati e non revisionati eliminati dalla circolazione stradale grazie all’intensa attività degli agenti viabilisti sono d’altronde “multe” e le multe non pagano in termini politici, come non pagano le tettoie abusive abbattute o le sanzioni ai commercianti».

 

Gatto ci va giù duro e sostiene che sia «Meglio la sicurezza percepita di quella reale. Meglio le app per cellulari. Meglio il fumo negli occhi alla cittadinanza, anche a costo di sopprimere un’irrinunciabile conquista sindacale dei propri dipendenti. Prevediamo già che la sicurezza di quartiere tramite smartphone finirà presto nel dimenticatoio come altre analoghe trovate dell’assessore del recente passato. Forse è bene rinverdire la memoria di tutti sul clamore mediatico che sorse attorno alla sua iniziativa del “Tagga la bici”, primo dei tanti esperimenti sulla sicurezza cittadina, imbastiti dall’assessore negli anni del suo primo mandato. Provino i cittadini a richiedere ora all’assessore la marchiatura della propria bicicletta per scongiurarne il furto. Ci sarà di che ridere».

 

«Di un solo plauso è meritevole l’assessore: l’essersi ricordato (una volta nella vita) dei controlli all’autotrasporto da sempre svolti dagli operatori del Comando di piazza San Donato, materia fino ad oggi sdegnata e considerata marginale da quest’ultimo. Se non si fosse capito si sta ironizzando. Raspini non è stato colto da improvvise illuminazioni o da allargamento dei propri orizzonti culturali, semplicemente scarseggiava di “materiale pubblicitario” e in tali condizioni torna comodo anche ciò che si è snobbato fino al giorno precedente. Sappia la cittadinanza che non è certo grazie a lui che si sono raggiunti i risultati ostentati. La formazione specifica sull’argomento, più di una volta è stata fatta con il concorso alle spese da parte del personale, costretto a pagarsi vitto e alloggio per i corsi plurigiornalieri fuori-sede, mancando disponibilità finanziaria sugli specifici capitoli di bilancio. Ma dalle informazioni che trapelano dai palazzi comunali, sembra che in bilancio non manchino mai i fondi per sovvenzionare le missioni del piccolo esercito del Gabinetto del Sindaco assunto a chiamata diretta, le cui fila si rimpolpano di mese in mese. E’ di questi giorni la notizia di stampa di un viaggio in Giappone a scopo di gemellaggio parzialmente finanziato con fondi comunali», afferma Gatto, sollecitando la cittadinanza a trarre le sue conclusioni.

 

«Ove l’amministrazione in risposta alla presente nota intendesse difendere le proprie posizioni mediante successivo comunicato stampa, sarebbe opportuno per correttezza verso l’intero corpo della Municipale che venissero in primo luogo colmate le lacune informative del precedente “dispaccio”, che si desse risposta ai quesiti in ambito di risorse per la formazione e fornitura di attrezzature e strumentazione di servizio e che si rasserenassero gli animi del personale sul proprio futuro lavorativo.
Questa sì che sarebbe un’operazione di verità, di distensione ed un bello spot di sostanza e non aria fritta», conclude il coordinatore provinciale del Diccap.

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