Fratelli d’Italia: ‘sull’accordo per il Lucca Summer Festiva qualcosa non ci torna’

Fratelli d’Italia: ‘sull’accordo per il Lucca Summer Festiva qualcosa non ci torna’

LUCCA – Sulla vicenda in questione, la posizione FdI Lucca è nettamente favorevole al proseguo della manifestazione, per cui sgombriamo subito il campo da possibili strumentalizzazioni politiche in merito alla non positiva accoglienza, affermando decisamente la nostra adesione ad una manifestazione come quella del Lucca Summer Festival, di così alto spessore culturale nel panorama musicale nazionale e non solo, ormai ampiamente affermatasi e consolidatasi nel tempo.
Sicuramente l’effettuazione di tale evento, oltre a dare alla nostra città una visibilità ed un particolare rilievo sotto il profilo turistico, evidenzia positive ricadute economiche ed occupazionali sul territorio comunale e quello circostante, tuttavia ci preme qui evidenziare il comportamento quantomeno sconcertante tenuto dall’Amministrazione Comunale nella sua qualità di soggetto portatore di interessi pubblici e quindi controparte nella stesura dell’ Accordo Quadro con le relative conseguenze e ricadute che da esso discendono”. La giunta comunale, con la delibera n. 311 del 17/11/2017, con decretazione d’urgenza, come si attesta al punto 4 della stessa, concede immediata esecutività, dalla quale, a nostro parere, nasce già una prima incongruenza. La domanda è: non si sapeva già da tempo, almeno dallo scorso mese di marzo, che sarebbe scaduta la convenzione e che sarebbe dovuto essere rinnovata? Tralasciando comunque al momento le considerazioni di carattere statistico addotte dall’ Amministrazione comunale sulle ricadute in termini economici ed ampiamente riportate nella premessa alla delibera in parola e sulle quali torneremo in altre occasioni, ci preme qui indicare i punti salienti e vincolanti di detto accordo tra la stessa e la D’Alessandro e Galli che ci paiono più un diktat che un vero e proprio accordo su basi quantomeno paritetiche tra due contraenti, come sarebbe logico aspettarsi. In particolare, all’ art 4 della convenzione, si stabilisce che l’Amministrazione Comunale, si fa carico dei costi legati ai servizi di pronto intervento (118, Vigili del Fuoco e Protezione Civile) oltre alla pulizia delle aree, alla fornitura elettrica, agli oneri per la rimozione del monumento di Maria Luisa, degli arredi ecc, e precisiamo, senza quantificarne i relativi costi. Naturalmente, da tutto ciò derivano inevitabili costi dove normalmente un semplice privato, come nel caso in specie, dal momento che percepisce un corrispettivo per la vendita dei biglietti e cospicui proventi derivanti da sponsor, ha un introito tale che gli consentirebbe di provvedere in proprio a tali spese, le quali non andrebbero, a parer nostro caricate sulle collettività cittadina. Insomma, privatizzazione dei guadagni e socializzazione delle spese. A chi non piacerebbe?
Altra cosa singolare presente nell’ art. 5 dell’accordo, al primo capoverso, è che si fa esplicita menzione al fatto che per tutta la durata di validità dello stesso, la direzione artistica del programma di spettacoli, viene riconosciuta in via esclusiva e personale a Domenico D’Alessandro. E questa esclusività ci solleva alcuni dubbi, se immaginiamo per ipotesi che la D’Alessandro e Galli srl, venga ceduta magari ad altra società operante nel settore. E’ ragionevole e opportuno porre un simile vincolo contrattuale? Come prima disamina dell’ Accordo Quadro, per non tediare troppo il lettore, ci fermiamo ad analizzare infine l’ art. 8, che a nostro parere merita altro particolare rilievo.
In esso si recita: ”Per valorizzare l’esclusiva cui D’Alessandro & Galli si obbliga, l’Amministrazione comunale parteciperà alla realizzazione del complesso di eventi con un contributo economico-preventivamente individuato e convenuto-che non potrà essere inferiore ad euro 60.000,00 annui…..” Ci riserviamo di effettuare verifica presso la Corte dei Conti (per eventuale danno erariale) e presso ANAC per verificare la validità di tale atto.
Oltre al suolo pubblico, concesso a costo zero, i servizi di vigilanza VV.FF, 118, Protezione Civile, ecc. che si pretenda di avere anche il contributo comunale, si badi bene alla dizione “non inferiore a..”. Solitamente, quando si fissa il limite di un contributo, la dizione è esattamente al contrario, e cioè “non superiore a”, anche perché, trattandosi di soldi pubblici, dovranno essere iscritti a bilancio in modo certo e non ipotetico. Lasciamo a chi ci legge ogni altra considerazione, ma ci ripromettiamo di ritornarci sopra a breve, con la seconda fase, nella quale svilupperemo ulteriormente il capolavoro legale di cui ci stiamo occupando e che va sotto il roboante nome di “Accordo Quadro”. Abbiamo cercato di far emergere solo alcune evidenti incongruenze, assicurando purtroppo, che ne sussistono anche altre e ben più gravi.

Fratelli d’Italia Lucca

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1 Commento

  • Simone
    14 dicembre 2017, 14:45

    SUMMER FESTIVAL UN DIKTAT DI UN PRIVATO A TUTTI NOI
    In effetti questo più che un accordo quadro assomiglia a un diktat di un impresario privato cui l”Amministrazione si è piegata.
    – Intanto non è vero che l”accordo doveva avere necessariamente una durata quinquennale. I concerti si possono benissimo programmare anno per anno. Chiedetelo a chi è del mestiere.
    – In ogni caso se si voleva agire in modo trasparente sarebbe stato opportuno procedere con gare di evidenza pubblica, assumendo il Comune la titolarità della manifestazione, con un un diverso marchio, e lasciando la dizione Summer festival alla D’Alessandro e Galli. Oltretutto Summer festival è una denominazione orrenda, con quell’anglicismo che fa tanto provincialismo e servilismo. Cosa che viene notata da molti stranieri che amano la nostra lingua e non capiscono perché ci si deve abbassare a essere camerieri del mondo. Una ragione in più per constatare che intorno a questa manifestazione di cultura ne giri poca.
    – Nel corso della ultima edizione del Summer festival ci sono stati danneggiamenti a parti monumentali della città che ancora non sono stati riparate e in certi casi non sono riparabili, come i lampioni in fusione di ghisa segati e rimontati ma non più corrispondenti all’originale. E questo per fare posto alle tribune Vip. Vi sembra normale tutto ciò? Vi sembra normale che ciò sia avvenuto subordinando la cosa pubblica alle richieste di un privato?
    – Delle location è stato già ampiamente discusso e credo comunque se ne dovrà ancora discutere sia per la loro erronea individuazione sia per i costi in termini ambientali e finanziari. Basti ricordare che i lavori di ripristino del manto erboso sortiranno gli effetti a primavera inoltrata per poi riavere in luglio la discarica a cielo aperto per il concertone di luglio.
    – Per lo sfruttamento di queste aree monumentali pare non si pagherà nulla da parte del privato. Anzi oltre a non pagare suolo pubblico , energia elettrica e servizi e tanto altro, gli verranno erogati un minimo di 60.000 euro annuali che si sommeranno agli introiti derivanti dagli incassi degli spettacoli. Cose mai viste. Del resto bisogna ricordare che nei vent’anni del Summer festival dalle casse pubbliche di Comune e Provincia di Lucca sono stati versati alla D’Alessandro e Galli somme di denaro a fondo perduto per complessivi cinque milioni di euro circa di cui nessuno ha mai chiesto conto. Pensate cosa si poteva fare, con quei soldi, che rimanesse alla città.
    Questi sono alcuni dei nodi, di altri si è parlato e ci sarà modo di ritornarvi, che vanno sciolti
    per riportare chiarezza in una vicenda dai contorni poco chiari.

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