Fratelli d’Italia accusa il Comune: “Niente Duvri per l’appalto del montaggio dei lumini”

Fratelli d’Italia accusa il Comune: “Niente Duvri per l’appalto del montaggio dei lumini”

LUCCA – Fratelli d’Italia va all’attacco. Il coordinatore Marco Chiari svela la presenza di un documento che potrebbe finire nell’inchiesta della magistratura sui due operai morti in via Vittorio Veneto, mentre montavano i lumini della Processione di Santa Croce. “Nella gara di appalto per l’affidamento del servizio – afferma Chiari – il Comune non ha ritenuto necessario redigere il documento obbligatorio per la valutazione del rischio, non inserendo le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Sottolineando addirittura, nero su bianco, che non erano previsti particolari rischi. La circostanza dunque potrebbe avere un peso nell’indagine aperta dalla Procura. Nella determina dirigenziale del 2015 (l’appalto ha durata tre anni e arriva fino al 2017 compreso) si afferma infatti che non era necessario redigere il documento unico di valutazione rischi da interferenze (Duvri) e che il relativo costo per la sicurezza sarebbe stato pari a 0”.

 

Nel consiglio di ieri sera, Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Alessandro Tambellini. “Nella determina 1389 del 10 agosto 2015 in cui venivano stabilite le modalità di assegnazione del montaggio e smontaggio del materiale per la Luminara di S.Croce e per la fornitura dei relativi materiali – afferma Buchignani -, affidato in appalto con aggiudicazione definitiva alla ditta Agricola Morelli il dirigente oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non necessario redigere il documento Duvri (Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze) in quanto “data la natura del servizio …non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza”. Eppure il documento unico per la valutazione rischi da interferenze è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall’articolo 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro”.

 

“La nostra scoperta – conclude Chiari – pone alcuni seri interrogativi: per quali ragioni e con quali motivazioni tale documento non è stato redatto o commissionato dal committente, in questo caso l’amministrazione comunale? Perché non sono state inserite all’interno della determina, le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro? Il Comune, in quanto committente, con un altro atto ha predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza?”.

 

 

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