Elezioni politiche: si va verso il ‘Decreto candida-sindaci’, biglietto per Roma per Del Ghingaro

Elezioni politiche: si va verso il ‘Decreto candida-sindaci’, biglietto per Roma per Del Ghingaro

LUCCA – Lo scioglimento delle Camere, che i meglio informati danno per il 27 dicembre prossimo, ha acceso il dibattito politico intorno ai possibili candidati a Camere e Senato. E come spesso accade si susseguono vari nomi, alcuni decisamente quotati, altri addirittura semi sconosciuti.

 

I rumors coinvolgono Giorgio Del Ghingaro, il sindaco più chiacchierato della provincia che si vede, come già abbiamo scritto, il collegio di Lucca letteralmente disegnato addosso e la cui candidatura scombinerebbe i piani della sinistra mettendo a serio rischio la vittoria sia di Marcucci, per il Senato, che di Baccelli, per la Camera. Le voci si concentrano tutte sulla sua presunta ineleggibilità, vista la norma che lo costringerebbe a lasciare lo scranno da primo cittadino per potersi candidare al parlamento.

 

Tra un pettegolezzo e un discorso da bar, nessuno ha ancora spiegato come stanno esattamente le cose: facciamo noi il punto, norme di legge alla mano.

 

Esiste una legge (D.P.R. n. 361 del 1957, Testo Unico delle leggi per l’elezione della camera dei Deputati, mutuato anche per l’elezione del Senato della Repubblica), che all’articolo 7 sancisce la ineleggibilità dei «sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti».

 

La stessa legge ammette un’eccezione (art 7 comma 3): «Le cause di ineleggibilità (…) non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate almeno 180 giorni prima della data di scadenza del quinquennio di durata della Camera dei deputati».

 

Visto che il quinquennio decorre dalla data della prima riunione dell’Assemblea avvenuta il 15 marzo 2013, se ne deduce che per essere eleggibili al parlamento, i sindaci dei Comuni oltre i 20.000 abitanti, avrebbero dovuto cessare le loro funzioni entro la mezzanotte del 15 settembre 2017. Questo è quello che ha fatto l’ex sindaco Mallegni.

 

Ma… c’è un ma.

 

E cioè il caso dello scioglimento anticipato delle Camere, che poi, data la situazione attuale, è quello che ci riguarda. In questo frangente, (art 7 comma 6, della stessa legge) per un sindaco che volesse candidarsi basterebbe dimettersi entro 7 giorni dalla data di pubblicazione del decreto di scioglimento.

 

Tutto a posto quindi? Effettivamente no.

 

Perché i più informati obiettano che questa norma è valida solo nel caso in cui lo scioglimento delle Camere anticipi di 120 giorni la scadenza naturale della legislatura. Quindi siamo già oltre la scadenza massima.

 

Ma… secondo ma. Stavolta grosso come un decreto.

 

Nella scorsa tornata elettorale infatti, quella del 2013, un decreto pensato e scritto ad hoc, inutile negarlo, per tutti quei sindaci che avrebbero voluto candidarsi ma che non potevano (disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche nell’anno 2013, del 18 dicembre 2012, n.223), ridusse l’anticipo della scadenza della legislatura da 120 giorni a un mese.

 

Decreto che pare, e sono ancora i più informati a confermarlo, sia allo studio in queste ore e verrà presentato e approvato quanto prima.

 

Quindi facciamo il punto: scioglimento delle Camere il 27 dicembre. Dimissioni che rendono candidabile un sindaco in carica entro il 4 gennaio.

 

Una tempistica da far tremare gli alberi di Natale. Ancor di più se quel sindaco fosse Giorgio Del Ghingaro e la città che ne vedrebbe le dimissioni, Viareggio, passata da tre commissariamenti in due anni.

 

Tra i cavilli e sottigliezze, tuttavia, va sottolineato che non si parla di «dimissioni» ma di «cessazione delle funzioni», quindi il pericolo del quarto commissario sembrerebbe scongiurato e potrebbe essere il vicesindaco, Valter Alberici, braccio destro di Giorgio Del Ghingaro, ad assumerne le funzioni e ad accompagnare la città a nuove elezioni.

 

Giorgio Del Ghingaro dunque ipotetico candidato di una sinistra che, in Versilia, per ripicche, personalismi e gelosie, ormai da anni fatica a trovare una guida? Versilia che, è giusto sottolinearlo, è stata letteralmente smembrata in due dai collegi elettorali della Camere, che vedono da un lato Camaiore e i comuni ‘montani’ con il collegio di Massa Carrara, dall’altro Viareggio e Massarosa con Lucca.

 

Il rischio, nemmeno troppo sottaciuto, è quello di indulgere in vecchie dinamiche e di non dare nemmeno stavolta, un rappresentante in parlamento a questo splendido territorio che tanto avrebbe da offrire ma anche da chiedere ai politici che dovrebbero rappresentarlo a Roma e che sembrano invece trascurare le potenzialità della Versilia tutta.

 

Così succede che, mancando una visione comprensoriale, le scuole cadano a pezzi nel silenzio generale, che i balneari siano da anni alle prese con il dilemma aste sì aste no, il turismo manchi di quel traino che invece caratterizza la costa romagnola.

 

Che fare quindi? Non resta che aspettare: e questa fine d’anno vedrà, oltre allo scioglimento delle Camere, anche lo scioglimento di molti altri nodi.

 

Buone dimissioni a tutti.

3 commenti

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3 Commenti

  • vi ci sta bene
    14 dicembre 2017, 13:18

    Cari viareggini, il vostro amato sindaco vi porta nel cuore, ma vi va nel ……….!!
    Da una parte vi ci sta bene perchè ve lo siete votato, dall’altro dispiace come questi figuri che puzzano di vecchio, inclini ai peggiori giochetti della politica che fu, possano ancora trovare spazi nel 2017.
    Intanto vi lascia i casini del porta a porta, come ha fatto a capannori e come i citrulli di altri sindaci hanno seguito. Vi ha promesso miracoli, ma vi sveglierete arrabbiati,

    Ti immagini attacchi di bile se non passasse, dai facciamoci questo regalo, dai dai dai!

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  • Simone
    14 dicembre 2017, 14:39

    Ecco un altro che doveva tornare al suo lavoro. Questi personaggi, assaggiata la politica come professione, non ne possono più fare a meno. E magari ti raccontano che, sì, sarebbero volentieri tornati alle loro occupazioni – ma glielo hanno chiesto i cittadini a gran voce per il bene supremo e mica potevano dire di no. Talmente richiesto che ha fatto di tutto per andare a fare il sindaco a Viareggio, fuori casa, , come i giocatori di calcio, per poi essere eletto per il rotto della cuffia

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  • Gigino
    14 dicembre 2017, 16:10

    Ecco fatto, il politicante di professione ce l’ha fatta! Ma non incolpo lui bensì noi tutti che ci mettiamo proni di fronte a ciò! L’unica soluzione sarebbe una rivoluzione!!

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