Daouda Ndoye: “Immigrazione, abbiamo davvero toccato il fondo”

Daouda Ndoye: “Immigrazione, abbiamo davvero toccato il fondo”

LUCCA – Ci sono sogni e sogni in questo mondo, e se c’è chi sogna un regalo dei propri genitori appena sveglio, c’è chi non può permettersi certi lussi e la mattina, appena sveglio, sogna di dormire in un letto vero, con un cuscino morbido sotto la nuca e con un sole che non regala solo calore ma anche protezione e tranquillità: il sole delle passeggiate di tutti i giorni, quello delle mattine al parco e delle tintarelle; un sole che rende la giornata meravigliosa e che non è testimone solo dell’ennesimo compagno di avventure morto di stenti o di un barcone appena affondato perché un trafficante lo ha riempito di gente dopo essersi fatto pagare da tutti fior fior di soldi: insomma, un sole che splende davvero, là dove la vita è più semplice.

 

Cosa può sognare mai un immigrato e che ne è della giustizia, se noi siam qui a parlare dell’immigrazione come uno dei grandi problemi del nuovo millennio e loro, gli immigrati, non possono neanche sperare, un giorno, di iniziare a scrivere un tema a quattro colonne? Nella migliore delle ipotesi troveranno una sistemazione, un lavoro che gli permetterà di mandare soldi a casa e di iniziare a vivere davvero: ma in quanti si troveranno protagonisti di questa vita, e quanti, invece, cadranno vittima delle mafie e diventeranno criminali? Quanti, ancor peggio, non arriveranno neanche in Italia, perché il loro barcone affonderà a chilometri e chilometri dalle coste greche o italiane? Immigrati che muoiono vivendo e immigrati che muoiono sognando: e dinanzi a tutto questo l’incapacità dei governi europei e l’egoismo dell’essere umano, che anche in questa tragedia ha trovato il suo sporco tornaconto.ha contestualizzato il tutto in maniera piuttosto sentita e partecipata: esistono modi e modi di introdurre un argomento, e sta a voi decidere come comportarvi; qualcun altro, per esempio, avrebbe potuto dargli un taglio più giornalistico, iniziando a citare cifre, dati e sondaggi: a scrivere questo tema, però, siamo noi, e quindi è giusto che sia la nostra personalità a venir fuori (non lo diciamo tanto per: ricordate che il tema rispecchia voi stessi, ed è da questo che dovete partire, perché solo se avrete chiaro l’argomento, e sarà dunque chiara la vostra opinione, potrete fare un bel compito).

 

Continuiamo con lo sviluppo.Gli oltre trecentocinquanta morti di Lampedusa e le centinaia e centinaia di morti nell’ecatombe del canale di Sicilia sono, infatti e purtroppo, soltanto la punta dell’iceberg: cosa si nasconde dietro a questi sbarchi e a queste improvvise fughe in mare aperto e talvolta burrascoso? Renzi ha promesso di combattere gli assassini che ci sono dietro a queste sciagure, gli “schiavisti del XXI secolo”, vale a dire gli scafisti che, fiutato l’affare “migrazione”, chiedono i soldi del viaggio a chi fugge da Libia e non solo, per poi mandare in mare barconi sovraccarichi: bambini, uomini di tutte le età, donne e madri cercano il sogno in quel mare aperto, e molto spesso vi trovano soltanto burrasca, morte e disperazione, proprio a causa di gente senza scrupoli, sfortunatamente a piede libero. I superstiti del Canale di Sicilia sono stati pochissimi, e alcuni hanno raccontato di essersi salvati “aggrappandosi ai morti”: una scena, quest’ultima, che dovrebbe essere messa su carta e fatta girare nelle principali istituzioni europee, anche in quelle italiane, visto che nessuno, finora, è riuscito a gestire una situazione del genere, che continua a mietere vittime da anni nel Mediterraneo.

 

Va da sé che la colpa non è solo dell’Italia, la quale, purtroppo, si è trovata quasi sola in un momento davvero critico delle ondate migratorie. In Grecia la situazione non è stata diversa, per esempio: un barcone con duecento immigrati è naufragato a Rodi, e pure in questo caso le vittime sono state innumerevoli; anche qui il sogno si è trasformato in un incubo, in uno scenario internazionale in cui inizia a soffiare il terribile e disumano vento del razzismo. Tra i proclami di una certa parte politica, che vorrebbe che i barconi non partissero proprio, e le lamentele degli internauti su Facebook, dove spesso si legge che se questa gente muore forse è meglio per tutti, riesce difficile immaginare di trovarsi dinanzi a un punto di non ritorno: in effetti, una volta dichiarato apertamente che non possiamo mantenere questa gente e che, prima o poi, accorgendosi di morire in mare aperto, nessuno verrà più in Italia, quale potrebbe essere il fondo da toccare per l’essere umano? Non ci siamo già su questo fondo? Non siamo sprofondati già abbastanza con i nostri deliri su Facebook? La lega e i leghisti, ma non solo, parlano di blocco degli sbarchi e propongono delle misure diverse da quelle adottate dagli altri partiti: il punto è che pure le misure più restrittive non potranno impedire gli sbarchi, e “mandare tutti a casa” non è certo la soluzione più intelligente e umana (così come non è umano speculare sui fondi messi a disposizione dell’Unione Europea per gli immigrati); in seconda analisi, è il linguaggio usato da su Facebook e non solo a lasciare di stucco: per i rom si usa la parola “ruspa”, di stampo salviniano; sugli immigrati è tutto un proliferare di insulti e offese indegne, che non è il caso di riportare: sui social network e Internet, insomma, il razzismo continua ad essere alimentato dall’ignoranza, in un clima sempre più esasperato dalla crisi economica.

 

E intanto noi continuiamo a scrivere degli immigrati, e loro, gli immigrati, continuano a sognare di poter scrivere, un giorno, qualcosa su un quadernetto. La soluzione all’immigrazione non è semplice, né può essere attuata nell’immediato, soprattutto ora che il terrorismo sta prendendo piede nel mondo e che la guerra è esplosa in Africa; entrano in ballo, insomma, tante e tali variabili che sembra quasi di trovarsi dinanzi a un problema impossibile da risolvere. Facciamoci guidare dai principi, però, e cioè da cosa si dovrebbe fare e da cosa non si dovrebbe mai fare, e sicuramente ci troveremo dinanzi a una soluzione tutt’altro che inaccettabile e sbagliata. Anzitutto, non credo che proclami razzisti e linguaggio da spot elettorale servano a qualcosa, perché avere una manciata di voti in più, o qualche “mi piace” su Facebook, non farà diminuire il flusso migratorio né darà lavoro agli italiani, a cui certo un nero non ruba il posto (e ci si può anche chiedere quale sia l’educazione e quanta sia la sensibilità di questi urlatori feroci, molto spesso completamente all’oscuro delle dinamiche del problema “immigrazione”).

 

In secondo luogo, organizzare meglio le forze dell’ordine e aumentare i controlli dovrebbe essere una strada da percorrere senza ombra di dubbio: molto spesso, gli immigrati finiscono in giri criminali, assieme a molti altri italiani, e dunque è da questi giri che bisogna partire. In terzo luogo, bisognerebbe puntare ad accordi seri con l’Europa, che sembra voler scaricare sull’Italia il problema degli sbarchi, ora che alcuni Stati hanno persino chiuso le frontiere: non c’è solo la crisi economica da risolvere in un mondo dove quella sociale sta prendendo il sopravvento. Alla base di tutto, insomma, si avverte una mancanza: non tanto di risorse, quanto di competenza e di umanità; non è un luogo comune, né la solita frase fatta: l’immigrazione è un problema serio, come molti altri, e soluzioni concrete non possono partire da urlatori e ignoranti, né da un popolo che sembra aver dimenticato di trovarsi dinanzi a persone e non a pacchi da ricevere e rispedire al mittente: forse il fondo è stato davvero toccato, e forse dietro al problema dell’immigrazione si nascondono problemi ancor più grandi.

 

Daouda Ndoye

4 commenti

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4 Commenti

  • AMMONIO
    15 aprile 2017, 02:28

    La verità, come spesso accade, si trova a metà strada tra le due opposte posizioni. L’Italia è una nazione in profonda crisi demografica e quindi ha bisogno di immigrati. Sinceramente è RIDICOLO attribuire la crisi demografica alla crisi economica. Nonostante la crisi l’Italia è ancora molto più ricca della maggior parte delle nazioni del mondo, nazioni in cui nascono molti bambini. In verità è noto agli studiosi della materia che la combinazione tra ricchezza ed emancipazione delle donne porta ad una netta diminuzione delle nascite. Questo accade in tutte le società sviluppate. In Italia più che altrove per una serie di motivi sociali che andrebbero ancor più studiati e analizzati. Comunque gli italiani e soprattutto LE italiane di far figli non hanno proprio voglia.

    Il fatto che degli immigrati CI SIA BISOGNO non toglie però che siano veri alcuni punti:

    1. L’Italia ha il diritto di programmare il numero di immigrati che accoglie
    2. Fornito il primo soccorso (come impongono la serietà morale e gli ACCORDI INTERNAZIONALI) l’Italia ha il diritto di instradare gli immigrati verso le nazioni europee in cui aspirano ad arrivare. In caso di rifiuto ad accoglierli da parte di tali nazioni, l’Italia ha il diritto di espellere i non desiderati
    3. L’Italia ha il diritto di accogliere e selezionare gli immigrati per quote a seconda delle nazioni di provenienza. Sessant’anni fa (molti lucchesi lo sanno bene) l’Australia aveva bisogno di manodopera e faceva i bandi nelle nazioni europee (tra cui l’Italia) da cui riteneva utile importare immigrati. L’Italia quindi potrebbe regolamentare l’accesso attraverso accordi bilaterali con varie nazioni del mondo.

    Solo con una seria politica dell’immigrazione finiranno gli zatteroni ed i morti in mare.

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  • L'Urlatore
    14 aprile 2017, 14:14

    Al di la delle belle parole, ma a parte la Somalia quale grande guerra è in corso in Africa?

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  • gigino
    14 aprile 2017, 13:23

    basta ma cosa vogliono?! rispedirli in africa con la prima zattera, l’italiano è stufo, S T U F O

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  • Gino
    14 aprile 2017, 10:56

    Ma visto che vive in Italia potrebbe anche vedere che gli italiani sono senza lavoro senza soldi in crisi da anni e senza aiuti..invece i migranti solo a lamentarsi

    Il problema serio è la povertà dell’ italiano medio.

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