Consiglio comunale sulle Rsa: approvato dalla maggioranza un odg per tutelare anziani e lavoratori

Consiglio comunale sulle Rsa: approvato dalla maggioranza un odg per tutelare anziani e lavoratori

LUCCA – E’ tuttora aperta la questione delle residenze assistite. Varie sono le possibilità che si delineano al termine del consiglio comunale, ma di concreto, al momento c’è un ordine del giorno che è stato approvato dalla maggioranza.

 

L’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO – Dopo una discussione molto accesa, si è arrivati all’approvazione dell’ordine del giorno che impegna il Comune di Lucca, per quanto riguarda la Rsa ‘Pia Casa’ e Monte San Quirico di proseguire le attività stabilite dalla convenzione siglata in Prefettura, soprattutto per quanto concerne il ricollocamento dei lavoratori del bacino di esuberi.
Per quello che invece riguarda la concessione di lavori e servizi alla Rsa Villa Santa Maria, l’impegno è quello di aprire con rapidità un tavolo di confronto con i sindacati, con l’obiettivo di valutare, nel rispetto della normativa regionale, le possibili soluzioni e azioni, rispettose da un lato della fragilità degli ospiti accolti, ma dall’altra parte che siano in grado di garantire la tutela occupazionale per gli operatori coinvolti.
Deve, poi, essere valutata con attenzione la fattibilità dell’attuazione di quanto previsto dall’apposita delibera sull’affidamento in concessione di lavori e servizi per la Rsa Villa Santa Maria.
Infine, deve essere effettuata una valutazione complessiva del bisogno assistenziale dei cittadini residenti e non autosufficienti, al fine di attuare una politica sempre più rispondente al cambiamento della domanda, in parte legato a questioni di carattere demografico, in parte anche a questioni di carattere socio-ambientale.

 

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE DEL CHIARO – Nel suo intervento, l’assessore al Sociale, Lucia Del Chiaro, ha sottolineato come in questi mesi il Comune abbia affrontato un tema di difficile gestione che sta richiedendo tempo per essere analizzato.
Del Chiaro ha spiegato che «La situazione attuale vede due delle tre RSA affidate a un privato sociale, Proges, su concessione, e una terza a un altro privato sociale, Kcs, su appalto.
Il Bando di gara d’appalto per la concessione di 2 delle 3 Case di riposo comunali è stato pubblicato il 13.11.2015 e la relativa concessione è del 1.12.2016. Il presupposto della gara era l’insostenibilità economica, per il Comune, della gestione diretta delle Rsa. Proges è la cooperativa che si è aggiudicata la concessione per le Case di Riposo Pia Casa e Monte San Quirico».
Dopo la concessione, però, è risultato esserci una sorta di ‘bacino di esuberi’, poiché il numero dei lavoratori presenti nelle due strutture era superiore ai parametri minimi regionali stabiliti dal Regolamento 15 R/2008. Questo bacino di esuberi, inizialmente di 20 persone, è ad oggi di 16 operatori.
«E’ stato firmato in Prefettura un protocollo d’intesa fra sindacati,Comune, Centro Per l’Impiego, Kcs (cooperativa che tutt’ora gestisce Villa Santa Maria) e Proges – dice Del Chiaro -, che impegna le parti nella riqualificazione professionale del personale in esubero e nella sua eventuale assunzione in caso di necessità».
Le procedure per la concessione di Villa Santa Maria sono state rinviate a causa dei necessari ingenti lavori di ristrutturazione che avrebbero negativamente condizionato la partecipazione alla gara.
Per Del Chiaro, l’obiettivo del Comune è quello di aumentare il numero di persone anziane in difficoltà che possono essere aiutate dal Comune: «Le domande che ci devono guidare quindi adesso sono due: come rendere il sistema sociale più equo, eliminando spese ingiustificabili? Come salvaguardare i posti di lavoro limitando al massimo i disagi che scaturiranno nel prossimo futuro?», si domanda.
«Se da un lato quindi capisco il pressare del tempo e la ricerca di una risposta/soluzione al problema – conclude – , dall’altro vi dico qui stasera che abbiamo intenzione, per il rispetto che dobbiamo al problema stesso e alle categorie che questa tematica rappresenta, prendere il tempo necessario per comprendere quale possa essere il percorso più efficace per arrivare alla soluzione, tenendo ben presente che l’oggetto della tutela sono gli anziani dell’intero territorio comunale e i lavoratori del settore».

 

LE OPPOSIZIONI UNITE – Il consiglio comunale sulla situazione delle Rsa era stato voluto dalle opposizioni unite e, quindi, unitario è anche il commento, firmato da Fabio Barsanti;
Massimiliano Bindocci; Remo Santini; Giovanni Minniti; Simona Testaferrata; Serena Borselli; Enrico Torrini; Marco Martinelli; Cristina Consani; Samuele Cosentino
e Nicola Buchignani. «Il consiglio comunale di ieri sera ha mostrato tutti i limiti di una maggioranza, che governa la città senza idee e progetti, ma solo imponendo a colpi di maggioranza la propria linea – dicono -. La questione delle RSA, le residenze sanitarie per le persone anziane che necessitano assistenza, è stata posta con un consiglio comunale straordinario chiesto dalle sole opposizioni perché delle tre strutture, due sono state date in concessione lo scorso anno con traumi occupazionali e problemi legati alla riduzione del servizio, e la terza Villa Santa Maria è in appalto con proroga (14 volte) fino al 31 Dicembre 2017».
Per l’oppposizione, la preoccupazione per il personale è altissima, «si teme – dicono – sia l’ipotesi della concessione, per la riduzione del servizio che imporrebbe, in analogia con quanto già successo alla Pia Casa ed a Monte San Quirico, che l’ipotesi della chiusura della struttura che comporterebbe un taglio di personale ancor maggiore e per gli ospiti la ricollocazione altrove con tutti i traumi conseguenti».
«La scelta di rendere marginale Villa Santa Maria è stata evidentemente perseguita già da anni, si pensi che oggi ci sono 34 ospiti, mentre in passato ce ne stavano quasi 70, ed al di là dei progetti sul futuro oggi ci sono molte persone in lista di attesa, è quindi evidente la volontà di risparmiare sulle cure degli anziani».
Le opposizioni, poi, rimarcano che «per quanto riguarda i dipendenti, oggi sono circa 50 per cui sono molte le famiglie preoccupate, e trattandosi di occupazione prevalentemente femminile il problema è ancora più complesso».
«Come opposizioni abbiamo chiesto un impegno a garantire il servizio, mantenere i posti di lavoro e recuperare un servizio migliore anche nelle due strutture già in concessione. Ma la amministrazione non ha voluto prendere questo impegno, e la cosa ha creato molto malumore tra le operatrici cui erano state promesse altre cose in campagna elettorale.
Per affrontare e dare un indirizzo nella soluzione di questi problemi abbiamo presentato un ordine del giorno, in Consiglio ci sono stati diversi interventi, anche di esterni tra cui si è distinto quello della rappresentante sindacale interna della Uil della struttura di Villa S.Maria che, con parole toccanti, ha letto una lettera delle dipendenti alla amministrazione.
La assessore competente Del Chiaro ha replicato dicendo banalmente di cercare la “soluzione migliore”, mentre parlava le quaranta lavoratici presenti in sala si sono alzate e sono uscite per protesta, deluse dalla assoluta mancanza di idee della amministrazione a solo un mese e mezzo dalla fine dell’appalto
».
E proseguono: «È stato costretto ad intervenire lo stesso sindaco che ha spiegato in modo più preciso le cose, cercando però di scaricare le responsabilità sulla legge regionale e sulla mancanza di risorse, e prospettando la soluzione della concessione con riduzione di servizio o addirittura della chiusura con ricollocazione degli ospiti. Per cui non più le promesse elettorali, ma traumi per gli ospiti e tagli occupazionali.
Come opposizione abbiamo chiesto di aggiornare la seduta per dar modo alla amministrazione di capire meglio il da farsi e riprendere il confronto quando sará chiaro il percorso che si sarebbe seguito, sentite anche le dichiarazioni disarmanti dell’assessore. Ma la maggioranza anziché cercare di condividere la questione, ha voluto mettere ai voti un nuovo ordine del giorno generico con cui si dava una cambiale in bianco alla amministrazione sul tema, forse per evitare di tornare in Consiglio ad affrontare il tema. Come opposizione ci siamo rifiutati di partecipare a quel voto farsa, e siccome non lasceremo soli i nostri anziani e le dipendenti delle strutture, visto che la scadenza della proroga è il 31 Dicembre, richiederemo nuovamente la convocazione di un consiglio comunale straordinario, per evitare che la questione sia gestita alla meno. Dunque il Consiglio Comunale di ieri ha palesato una amministrazione messa all’angolo dalle opposizioni, che ne hanno svelato la assoluta inadeguatezza, e che dopo ben 14 proroghe continua a lasciare nell’incertezza malati anziani e lavoratrici
».
MARTINELLI: ‘SUPERARE GLI STECCATI’ – L’opposizione aveva chiesto questo consiglio straordinario e, Marco Martinelli presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, è intevenuto durante il dibattito invitando «a superare gli steccati ideologici e a cessare il clima di scontro aperto per un obiettivo che sia il più ampiamente condiviso: garantire certezze agli ospiti delle strutture alle loro famiglie e ai lavoratori».
«Non è giusto – ha proseguito Martinelli-  nei confronti delle persone che vivono sulla propria pelle questa situazione di grave difficoltà e incertezza creare un clima di contrapposizione netta su una questione di primaria importanza che riguarda nostri concittadini. Purtroppo da parte della maggioranza ho ascoltato interventi che non sono andati nella direzione di dare risposte chiare e concrete a chi da tempo chiede maggiore disponibilità al dialogo e soluzioni. L’amministrazione da parte sua sta infatti portando avanti una politica che non ha messo al centro al centro la persona. Gli aspetti economici hanno avuto un peso dominante sugli aspetti qualitativi del progetto con un drastico abbassamento dei livelli di assistenza per gli ospiti delle strutture. E’ vero che l’ordine del giorno delle opposizioni non sarà risolutivo – ha continuato Martinelli- ma è chiaro che può essere un punto di partenza, come è stato quello di portare qua in consiglio comunale stasera come un anno fa un argomento di grande importanza come questo. Invito i colleghi della maggioranza a venire incontro ad un ordine del giorno che prova ad incanalare un percorso e definire un binario che dia delle speranze e delle certezze a chi sente solo delle parole da tempo».

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1 Commento

  • Gigino
    17 novembre 2017, 16:44

    Per i clandestini cellulari, bicirette (chissà se rubate), soldi, vitto e alloggio, per i nostri anziani che hanno lavorato e pagato tasse una vita il rischio d’essere messi in mezzo a una via. Politici mi fate evacuà!

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