Civica popolare, in coalizione con il Pd, presenta i candidati. Le confuse idee di Poggi: ‘Mai con Renzi e il Pd’

Civica popolare, in coalizione con il Pd, presenta i candidati. Le confuse idee di Poggi: ‘Mai con Renzi e il Pd’

LUCCA – «Non sono del Pd e non lo sarò mai. Non sono di sinistra e non lo sarò mai». Ha le idee chiare Francesco Poggi, candidato al plurinominale per la lista della ministra Beatrice Lorenzin, Civica Popolare. Che, guarda caso, appoggia il Partito democratico alle prossime elezioni di marzo.

 

Questa mattina, alla Domus Romana in via Cesare Battisti a Lucca, sono state presentate le candidature lucchesi della lista della Lorenzin: Donatella Buonriposi capolista al Senato, Serena Frediani, anche lei al Senato e, infine, appunto, Poggi alla Camera.

 

Una coalizione che si basa più sulla convenienza di stare assieme in questa tornata elettorale, piuttosto che su idee o concetti di base. Del resto sono loro stessi ad ammetterlo: «Siamo un gruppo di persone animate dalla voglia di fare atti concreti per la nostra società, nonostante la distanza che ci può essere tra le nostre visioni», dice Buonriposi che spiega anche che le parole d’ordine per questa campagna elettorale e questo progetto politico sono ‘concretezza‘ e ‘fattibilità‘.

Questo è certamente vero per Donatella Buonriposi. Da vedere invece se la sua visione sarà poi condivisa anche dagli altri appartenenti alla lista, ma in fondo questo è un altro discorso.

Buonriposi spiega che la sua azione politica è guidata da questi concetti di base che le fanno assumere, anche in consiglio comunale, un ruolo che si pone in maniera concreta e fattiva, appoggiando quelle iniziative che  vanno a favore della città, ma che sono realizzabili, indipendentemente da chi le proponga.

 

Per questo aspetto di Donatella Buonriposi, effettivamente, parlano i fatti e c’è da essere convinti di quello che dice. Meno credibile, invece, questa formazione politica che appare più come una sorta di paccottiglia elettorale, dove destra, sinistra e centro sono insieme solo per rincorrere un seggio a Roma.

Del resto è sempre Poggi che è illuminante in questo senso: «Non ha più senso parlare di centro, di destra o di sinistra. Sono concetti superati. Io mi sono mosso seguendo i miei valori che fondano le radici nel cristianesimo e nell’associazionismo. Non voglio sentire parlare del passato e del fatto che provengo dalla destra: sono vent’anni che non faccio parte di partiti e che ho formato una lista civica per Borgo a Mozzano che guardava ai valori oggi acclamati dai grillini, molto prima che il movimento esistesse. Sono anche andato alla prima Leopolda in qualità di sindaco di Borgo a Mozzano e, oggi, mai e poi mai vorrei che Renzi fosse il nostro premier». Chissà se si è accorto che i suoi voti vanno anche a Renzi. O forse è più importante avere il nome su una scheda elettorale, piuttosto che essere minimamente coerenti con se stessi.

 

Per Donatella Buonriposi invece è il fatto della lista civica ad essere basilare per poter guardare al futuro del progetto politico: «La gente si è allontanata dalla politica proprio perché non la sente più un qualcosa di concreto. Noi vogliamo invertire questa tendenza e pensiamo che la strada migliore sia quella di un movimento civico».

 

E anche sul possibile premier, le idee sono poche e confuse: per Buonriposi un nome accettabile sarebbe quello di Minniti che è riuscito – anche su un tema delicato come l’immigrazione – a tenere insieme due fattori importanti, quello della solidarietà invocata a sinistra e quello dell’ordine acclamato da destra. Poggi, invece, cita un economista, Stefano Zamagni di 74 anni: «il miglior economista in Italia, ma che non viene invitato in televisione e quindi nessuno conosce». Su una cosa però sono assolutamente d’accordo: la soluzione migliore sarebbe un governo tecnico, in modo da potersi organizzare prima di una nuova tornata elettorale e, magari, si suppone, trovare una collocazione più adatta al progetto politico portato avanti. «Del resto esiste una fine fisiologica del leader del centrodestra – spiega Poggi – e il dopo-Berlusconi nel centrodestra è una pagina tutta da scrivere» .

 

Insomma, Civica Popolare rappresenta sicuramente un interessante laboratorio di quella che è la concezione della politica in questo inizio di Terzo Millennio e spiega meglio di tante analisi il motivo per cui l’astensionismo voli a valori inimmaginabili solo pochi anni fa.

 

 

 

 

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1 Commento

  • AMMONIO
    8 febbraio 2018, 01:46

    A me non sembrano idee poi così confuse. Mi pare EVIDENTE che il PD renziano non sia un partito di sinistra, bensì un partito di centro. Questa lista è ancora più al centro che del PD. Che non si definiscano di sinistra e non vogliano stare con la sinistra direi che ci possa stare. Infatti sono alleati del PD, non di LEU. Mi sembra anche chiaro che non appoggerebbero facilmente un governo insieme a LEU, ma preferirebbero una coalizione con Forza Italia, loro stessi e naturalmente il PD. Resta solo da discutere l’affermazione di Poggi. che dice: "…..mai e poi mai vorrei che Renzi fosse il nostro premier….". In effetti Renzi è colui il quale ha traslato il PD dal centro sinistra al centro, per cui questo antirenzismo si capisce il giusto. Comunque, gentile Sig.ra Di Spilimbergo, i voti dati alla lista "Lorenzin", non vanno "a Renzi", semmai si sommano a quelli del PD. Nel sistema istituzionale italiano infatti, nonostante che si parli da anni di fantomatiche seconde o addirittura terze repubbliche, NON SI ELEGGE DIRETTAMENTE IL CAPO DELL’ESECUTIVO. Il capo dell’esecutivo, Costituzione alla mano, lo sceglierà il Presidente della Repubblica visti i risultati elettorali e poi, come noto, ma forse giova ripeterlo, il governo dovrà ottenere LA FIDUCIA DEL PARLAMENTO. Siamo proprio sicuri che il prossimo Presidente del Consiglio sia Renzi?? Penso proprio che Gentiloni, Minniti o altri (la stessa Lorenzin, che sarebbe la prima donna!) abbiano probabilità di ottenere l’incarico quanto e forse più di Renzi.

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