Capannori: “Per avere aiuto devo ricorrere a gesti estremi?”

Capannori: “Per avere aiuto devo ricorrere a gesti estremi?”

CAPANNORI – <<Non so se per vedere risolto il mio caso e di mia madre devo fare come hanno fatto al Centro d’accoglienza il Gelsomino a Roma per avere una ricarica telefonica, ovvero creare disordini e barricarmi da qualche parte.

 

Ovviamente sono disposta anche a questo, perché il mio problema non è la ricarica telefonica, ma sopravvivere dignitosamente. Dopo tanti sacrifici per studiare e crearmi una posizione professionale, nel 2012 ho dovuto chiudere la mia attività, non potendo più sostenerne i costi.

 

La mia famiglia (io, mio padre e mia madre) tirava avanti grazie alla pensione di mio padre, mentre io cercavo occupazione attraverso l’iscrizione alle liste di collocamento e anche facendo, quando potevo, lavori saltuari e discontinui.

 

Con il decesso di mio padre , avvenuto il 17 Dicembre 2017, la situazione è precipitata, anche perché la burocrazia è impietosa e per la successione , anche se di pochissima entità come la nostra, ci sono tempi lunghi.

 

Tutto questo mi ha portato semplicemente alla disperazione : ho dovuto ricorrere a amici per acquistare il cibo e pagare bollette e affitto. In ogni caso, da qui in poi, avremo sempre più problemi a tirare avanti. Oltretutto vogliamo restituire tutto quello che ci hanno prestato perché saremo anche poveri ma onesti fino in fondo.

 

Naturalmente mi sono rivolta all’istituzione più vicina , ovvero il comune di Capannori. Ho parlato con diversi amministratori che mi hanno indirizzato verso uffici che mi hanno ascoltato. Purtroppo, però, oltre che una umana comprensione, non ho ricevuto alcun tipo di aiuto, di nessuna natura.

 

Preciso che oltre agli aiuti previsti dalla legge per situazioni come la mia, ho chiesto in modo particolare che mi aiutassero a trovare una occupazione, anche se non adeguata al mio titolo di studio e anche part-time, per risolvere autonomamente queste problematiche. In pratica non voglio assistenza, ma la possibilità di avere una vita dignitosa.

 

Non nascondo che la mia amarezza nel vedere tanta indifferenza mi ferisce. La mia famiglia ha sempre lavorato nell’onesta’, pagando le tasse e non avendo mai nemmeno preso una multa. Anche gli amministratori pubblici dovrebbero avere più rispetto per questi casi>>.

 

Enrica Linari

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