Blitz della polizia al campo nomadi di Maggiano: cinque arresti per 6 furti in abitazione a Lucca tra settembre e dicembre

Blitz della polizia al campo nomadi di Maggiano: cinque arresti per 6 furti in abitazione a Lucca tra settembre e dicembre

LUCCA – Vendevano fiori per fare i sopralluoghi, scegliere le case migliori e quindi colpire. Sono cinque le persone finite in manette al termine di un’articolata operazione della questura di Lucca che ha stroncato un giro di furti in abitazione, terminato con il blitz di questa mattina al campo nomadi di Maggiano.

 

L’indagine della Squadra Mobile è partita da un furto in una casa a Sant’Alessio, avvenuto lo scorso 8 ottobre, quando venne notata un’auto nei pressi dell’abitazione colpita: si trattava di un’Audi A3 che, grazie al numero di targa, sebbene parziale, è stata individuata come un’auto usata da alcuni personaggi che vivano nel campo nomadi di Maggiano. E, infatti, la polizia ha trovato la macchina con le chiavi nel cruscotto e le portiere aperte, nelle vicinanze del campo nomadi. Il giorno dopo, una delle protagoniste di questa banda Rejhan Asanova ha denunciato il furto dell’auto, ma gli inquirenti non hanno creduto alla denuncia e hanno iniziato una serie di indagini stringenti, tanto da portare il gip a dichiarare l’esistenza nei confronti della donna di gravi indizi di colpevolezza per simulazione di reato e favoreggiamento.

 

E’ stato questo episodio che ha portato gli investigatori a risalire al gruppo sinti: per riuscire in questo sono stati necessari appostamenti e pedinamenti, ma, al termine ce l’hanno fatta a individuare anche il modus operandi di questa ‘banda’. In pratica, le donne individuavano gli obiettivi da colpire, si avvicinavano alle abitazioni e, con la scusa di vendere dei fiori ai proprietari, facevano dei veri e propri sopralluoghi.

Il secondo step era decidere chi degli uomini del gruppo avrebbe effettuato il furto: loro, le donne, infatti, non volevano bruciarsi e, quindi, non mettevano a segno il colpo vero e proprio.

 

A finire in manette, quindi, sono stati Monali Glaudi (Lucca 1976); Monica Satori (Lerici 1963); Rejhan Asanova (Macedonia 1979); Ismaele Lebbiati (Lucca, 1997) e Mauro Rossetti Busa di 60 anni, recentemente tornato alla ribalta della cronaca per il doppio attentato di stampo anarchico al distributore Eni e in via Michele Rosi.

Tutti sono già noti alle forze dell’ordine, nella maggior parte dei casi per precedenti specifici e adesso dovranno rispondere dei reati di furti in abitazione, ricettazione, favoreggiamento e simulazione di reato. Tutti si trovano in carcere tranne Asanova, che, essendo madre di un bambino di 2 anni, è stata posta agli arresti domiciliari.

 

Gli arresti sono stati eseguiti stamani, nel corso del blitz effettuato dalla Squadra Mobile di Lucca, diretta dalla dottoressa Silvia Cascino, in collaborazione con le pattuglie del reparto Prevenzione Crimine della Toscana e un equipaggio del Reparto Volo di Firenze.

Secondo gli inquirenti, il sodalizio sarebbe responsabile di ben sei furti in abitazione, avvenuti tra i mesi di settembre e dicembre dello scorso anno a Sant’Alessio, Sant’Anna e Santa Maria a Colle, quando sono stati portati via dalle case prese di mira oltre a oggetti di elettronica, anche numerosi monili d’oro e preziosi.

 

Inoltre, la polizia contesta a questo gruppi anche due furti: il primo è avvenuto il 24 novembre nelle vicinanze del cimitero di Vecchiano quando è stata presa di mira un’anziana signora che aveva posato la borsa nel cestello della bicicletta e le è stata sottratta. Il 30 dicembre, invece, sempre al cimitero di Vecchiano avrebbero preso di mira un’auto, infrangendo un vetro e portando via la borsa che si trovava all’interno della macchina.

 

Durante l’indagine, il 7 dicembre Asanova e Rossetti Busa sono invece stati arrestati dalla Squadra Mobile lucchese per tentato furto aggravato in concorso ai danni di un’abitazione in via Sarzanese.

 

Sempre al gruppo, o meglio ad Asanova e a suo figlio Ismaele Lebbiati, è attribuito un furto avvenuto il 3 settembre a Lucca, quando è stata presa di mira una casa a Sant’Alessio, da dove portarono via ben cinque chili di monili e gioielli in oro.

 

Ma non ci si ferma solo a questo: nelle intercettazioni ambientali, la polizia ha anche verificato che, durante una violenta lite tra Asanova e Glaudi – che convivevano – l’uomo ha malmenato la donna e le ha fratturato un braccio.

 

 

 

 

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter

Creocoworking