Atti di bullismo all’Itc ‘Carrara’: ieri il giorno delle perquisizioni della polizia e del consiglio di classe

Atti di bullismo all’Itc ‘Carrara’: ieri il giorno delle perquisizioni della polizia e del consiglio di classe

LUCCA – Va avanti su più fronti la vicenda del professore dell’Itc ‘Carrara’ oggetto di atti di bullismo da parte degli studenti. Ieri, infatti, la polizia, su delega del procuratore capo della Procura dei minori di Firenze, Antonio Sangermano, ha eseguito alcune perquisizioni nei confronti degli studenti protagonisti della vicenda.

 

Oltre ai quattro ragazzi ripresi nei video che hanno girato in rete, sono stati indagati altri due studenti, quelli che hanno materialmente realizzato i filmati. Salgono quindi a sei gli indagati per questo episodio di bullismo. Tutti e sei devono rispondere in concorso dei reati di violenza privata e minacce, poiché sono stati ritenuti responsabili di un’azione che, come dice la polizia, era volta e preordinata a umiliare e dileggiare il professore, anche attraverso i video e la successiva diffusione dei filmati mediante whatsapp.

 

Non solo: gli indagati dovranno rispondere anche del tentato furto del tablet con i dati scolastici, che – come si vede in un video – uno di loro ha provato a portare via al docente quando questo si è rifiutato di dargli la sufficienza.

 

Gli investigatori della Squadra Mobile di Lucca e della Polizia postale, dopo la perquisizione, hanno posto sotto sequestra gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, il casco integrale da moto, di colore giallo, usato da uno di loro per colpire più volte il professore, con l’evidente scopo di intimidire e rafforzare lo scherno.

 

Sequestrati anche i cellulari degli indagati e, adesso, il loro contenuto è al vaglio della polizia.

 

Intanto, sul fronte scolastico, ieri si è svolto un consiglio di classe lunghissimo, al termine del quale per i ragazzi implicati negli atti di bullismo viene prospettata la bocciatura e la sospensione, ma con alcuni distinguo. In realtà i provvedimenti che il consiglio di classe proporrà al consiglio di istituto questa mattina saranno cinque (e non sei): uno – il più leggero – prevede la sospensione di 15 giorni per lo studente implicato solo marginalmente nella vicenda ed è già operativo. Per due degli altri quattro viene proposta la sospensione completa dalle lezioni fino alla fine della scuola, in quanto in precedenza erano già stati sottoposti a provvedimenti disciplinari e a percorsi di recupero che si sono dimostrati completamente inutili allo stato dei fatti. E per loro la bocciatura quindi sarebbe sicura. Per gli altri due, invece, viene prospettata una sospensione diversa, che prevede un reinserimento a scopo educativo che, se opportunamente seguita, potrebbe portare anche a non perdere l’anno. Il preside della scuola, Lazzari, infatti, ha sottolineato come questo tipo di provvedimenti non possa e non debba avere valore punito, ma soprattutto educativo.

9 commenti

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9 Commenti

  • Gina Giannotti
    21 aprile 2018, 22:18

    La scuola è un diritto che però dovrebbe essere riservato a chi ne capisce il valore
    Per gli altri ci dovrebbero essere i lavori forzati o il servizio di leva
    Basta giustificare questi comportamenti non consoni a chi dovrebbere prendere la maturità

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  • @Gina Giannotti
    23 aprile 2018, 11:01

    la informo che il servizio di leva, attualmente è sospeso a tempo indeterminato , non c’è più…l’ha tolto proprio l’attuale Presidente della Repubblica, Mattarella; da circa 20 anni…

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  • L'Urlatore
    23 aprile 2018, 16:02

    Dice bene, è sospeso, ma non tolto! Basta un decretino e si riattiva subito! In questi casi speciali, a certi individui gli andrebbe subito somministrato, questa sarebbe educazione alternativa, quando la principale ha fallito!!!!

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    • Marco@L'Urlatore
      24 aprile 2018, 08:38

      se uno di voi arguti commentatori ha tempo, può spiegarmi che c’entra il servizio di leva (che si faceva dai 18 anni in poi) con questo episodio che convolge minorenni?

      grazie

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      • L'Urlatore@Marco
        24 aprile 2018, 11:52

        Siccome sono un ‘arguto’ commentatore allora glielo spiego io: arrivati a 18 anni, si preleva il soggetto coattamente, senza se e senza ma e lo si manda in caserma per un annetto bono bono, grado soldato semplice sotto tutti.
        Ok?

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        • Marco@L'Urlatore
          25 aprile 2018, 09:02

          Arguto Urlatore,
          putroppo non posso fare un disegno. Provo pertanto a spiegarmi a parole.
          Il bullo in questione ha meno di 18 anni; il servizio di leva è svolto dai 18 anni in poi.
          Ora mi siedo in poltrona, prendo una bella tazza di the e lei mi spiega in dettaglio il ragionamento per cui un’attività universale e coatta successiva possa influenza un comportamento precedente.

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      • @Marco@Marco
        24 aprile 2018, 12:49

        arguto fenomeno, basta leggere chi lo ha tirato inutilmente in ballo; son le stesse persone che , magari, in vita loro hanno sempre dissacrato il servizio militare , salvo poi, richiederlo, quando realizzano il totale fallimento del modello di vita alternativo proposto; sarebbe facile la vita eh? il non sapere che è stato tolto da circa 20 anni poi..la dice lunga… Il fatto che appunto non c’entri niente nel discorso generale è assolutamente vero., lo dica a chi lo ha tirato in ballo, non a chi ha risposto. Ganzo… una fallisce il modello di vita che basa sulla famiglia principalmente la educazione dei minori , poi sulla scuola la loro successiva formazione, e fallendo entrambi questi sistemi ( basta vedere…) vorrebbero che il militare risolvesse dopo questi due fallimenti. ! Che fenomeni. Ma che avete studiato ? Fenomologia ? Non è che , in maniera magari umile , uno cerca di capire che il degrado generale della società, i modelli in uso attualmente , portano a questi risultati? non eh? e che la soluzione non può essere nel il militare, nei i lavori forzati, ma l’educazione e il rispetto delle regole, quelle basiche, che si insegnano in famiglia.

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    • Giovanni@L'Urlatore
      24 aprile 2018, 12:29

      Il servizio di leva non ha mai educato.
      I miei ricordi del servizio di leva svolto inizio anni 80 , sono proprio di un periodo dove bulli delinquenti e analfabeti erano mischiati con laureati e persone educate, che dovevano sopportare per un anno e piu’ episodi che se non erano tipo quello del Carrara ci si avvicinavano tanto.
      Se facevi notare questi atteggiamenti ti veniva detto , a chi doveva sopportare questi imbecilli in camerata, che serviva per rinforzare il carattere, quindi punto di vista opposto : il bullismo era utile!

      Non ci vuole il servizio di leva per questi deficienti, ci vuole prima di capire ed educare le rispettive famiglie al rispetto delle regole e dei valori , perche’ se i figli sono cosi’ e’ perche’ non hanno un buon esempio.
      E poi che stiano a casa e perdano l’anno, invece andranno a qualche scuola privata e ripresentandosi se non al Carrara, ma da qualche altra parte ci sta pure che per ripicca recuperino l’anno perso .
      e poi ci dimentichiamo di tutto.

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  • vinnie
    24 aprile 2018, 18:25

    mahhh
    il servizio di leva, come dice il nome è un servizio prestato nei confronti dello stato (oltretutto implica l’utilizzo di armi di vario genere)
    non è una punizione né un istituto con scopi educativi.
    meglio forse sarebbe per alcuni tipi di reato la prestazione di servizi di utilità sociale, possibilmente faticosi e poco gradevoli,

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