Capitolo quarantaquattresimo - La resistibile ascesa di Tazio Benelli
Romanzo a puntate : Un'imprevedibile concatenazione di eventi
del 06/09/2009 di Ciumeo.it
Nei capitoli precedenti: Un uomo, Enea Pretori, giace esanime in casa sua dopo una tremenda caduta. I rapporti con il vicino Salvo De Santis non sono ottimi, quelli con l'amico di lui, il teologo Ugo Calmeri, sono inesistenti. Eppure proprio questi, nel tentativo di soccorere Enea, scoprono che è una loro vecchia conoscenza, a cui molti anni prima hanno combinato un pesante scherzo. Mentre Enea rinviene e comincia a guardarsi attorno, il pianeta affronta una crisi finanziaria causata dalla morte improvvisa del noto magnate Edmondo Brooks, e un giornalista di razza - Camillo "Jena" Ruggeri - si mette alla ricerca di uno scoop, scatenando l'intero mondo dei media e un gruppo di curiosi anziani.Nei tempi relativamente bui di cui andiamo raccontando, nel bel mezzo di un'estate epicamente afosa, fra roboanti rivolte popolari, grotteschi incidenti diplomatici e terrificanti sconvoglimenti dell'ecosistema, accaddero, più o meno dalle parti dei luoghi cui tanto siamo interessati, alcuni fatti ulteriori davvero singolari. Il più critico dei lettori potrebbe a questo punto alzare la mano...
...e con buon senso obiettare che qualsiasi evento, localizzato come è nel tempo e nello spazio da complessi riferimenti e coordinate, è singolo e peculiare. A quell'impavido che osasse esordire con una tale affermazione si potrebbe controbattere che, se pur vero è che ogni cosa ci appare come unica e irripetibile, non è altrettanto certo che essa risulti essere fuori dall'ordinario. Ogni goccia di pioggia parrebbe altrimenti a questo incauto contestatore un segno irripetibile, il che condurrebbe ogni cosa nell'ambito del fantastico, e tutto il nostro amabile discutere si trasformerebbe, esso stesso, in un evento irripetibile e certamente incomprensibile, un farfugliare che di inezia in inezia ogni cosa trasforma in miracolo. Insomma, un pandemonio dal quale non usciremmo più. Chiarito quindi questo punto e non volendo addentrarci oltre in una discussione che potrebbe risultare altrimenti sterile e nient'affatto originale, unica o irripetibile, e soprattutto essendo oggetto di questo narrare le imprevedibili concatenazioni dei succitati eventi, si tornerà a parlare di fatti singolari. Essi ebbero luogo nell'ormai ben nota Luno, ed ebbero come protegonista un nuovo personaggio nonché illustre e facoltoso cittadino della cittadina, rispondente al nome di Tazio Benelli. A voler essere tassonomici, il Benelli era molto più illustre che facoltoso. Propietario di una fabbrica di cinture in similpelle di serpente e dotato di un nome e un cognome con echi motoristici leggendari, era assurto agli onori della cronaca per aver acquistato, qualche anno prima degli eventi a noi cari, il locale squadrone di calcio, che navigava all'epoca nelle acque basse e malsane di una delle più infime categorie della lega calcio. Nel medesimo anno dell'acquisizione, in particolare, la squadra era stata radiata dall'albo calcistico per continui tentativi di corruzione del corpo arbitrale. Una brutta storia che il Benelli si era sforzato di far finire nel dimenticatoio, donando alla città, in occasione del Natale seguente, un pino di trenta metri di altezza, con finta neve annessa, da esporsi nella piazza più importante di Luno.
Passati alcuni anni, il Benelli - trovandosi in serie difficoltà economiche - volle riprovare la strada della scalata sociale, grazie anche agli scandali che dal gotha del mondo finanziario si erano espansi colando giù giù fino alla base della piramide, coinvolgendo in una dolce e inarrestibile melassa financo l'amministrazione di una piccola e operosa capitale di provincia d'impero quale era Luno. Fu così che divenne - il Benelli, con una ascesa che molti ritennero prodigiosa e fulminea quanto non priva di ombre - primo cittadino. Impresa, quella dell'ascesa politica, alquanto temeraria in un periodo in cui il mondo, tutto il mondo, era diviso in due fazioni: quelli che se la stavano dando a gambe e quelli che ricorrevano alle intercettazioni per mantenere le proprie posizioni o scardinare le altrui. Il Benelli, uomo scaltro e d'ingegno fino, considerò come anche da quella situazione caotica si sarebbe potuto trarre un certo vantaggio. In breve, essendo l'intero Comune di Luno in bancarotta, ed essendo i principali responsabili irreperibili o guardati a vista da alcuni rozzi secondini, il Benelli realizzò una campagna elettorale sfrontata, all'insegna del più triviale populismo, promettendo qualsiasi cosa potesse strappare un voto o almeno un segno di vita dell'elettorato. Divenne in breve una sorta di caudillo, vincendo le elezioni in quanto ousider, riverniciato da uomo nuovo, e sopratutto perché i pochi oppositori che lo contrastavano erano vessati da pesanti legami con il fallimentare e recente passato. Tazio si fece subito notare per gli atteggiamenti anticonformisti e innovativi in tempi di crisi, quali l'istituzione di una patente di circolazione per tutti gli animali domestici e l'obbligo per tutti i dipendenti comunali di portare un cintolino in similpelle certificato da un ufficio speciale istituito nel comune stesso. Ma fu in particolare nel campo dissestato della politica economica che il lavoro del Sindaco Benelli si fece notare e apprezzare per l'eco mediatica senza precedenti. Clou della sua azione di tagli al bilancio - in tempi di vacche magre bisogna dimagrire, aveva detto profetico alla sua investitura - fu il razionamento elettrico, una misura che molti cittadini di Luno avrebbero ricordato fra le bestemmie per gli anni a venire e che, per una inconsueta serie di coincidenze, cambiò in modo imprevedibile il corso della nostra storia e del mondo intero.
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