Ha un nome ed era clandestino il taglialegna morto in un bosco a Gallicano

Attualità : Cronaca

del 21/08/2008 di La redazione

GALLICANO (Lucca) - Ha finalmente un nome l'uomo morto mercoledì 20 agosto poco dopo le 13.00 in un'area boschiva nel comune di Gallicano, per la precisione in località 'Canale della Fredda'. Il marocchino, classe 1975, si chiamava Mohamed Maghriby ed era clandestino in Italia da qualche tempo. Adesso entra in azione l'Autorità giudiziaria per capire le responsabilità del titolare della ditta per cui l'uomo lavorava, quasi senza ombra di dubbio al 'nero'.

Il ritrovamento di Mohamed Maghribyera avvenuto mercoledì poco dopo le 13.00 quandodue suoi colleghi taglialegna, marocchini anch'essi, al rientro dalla pausa pranzo l'avevano trovato a terra gravemente ferito. L'uomo, che aveva pranzato da solo nel bosco, era scivolato in un dirupo mentre tagliava legna con una motosega. Dopo un difficoltoso recupero del corpo che ha impegnato il soccorso alpino sino al tardo pomeriggio, adesso entra in azione invece l'autorità giudiziaria per capire le responsabilità del titolare della ditta per cui l'uomo lavorava, quasi senza ombra di dubbio a 'nero'.

Il giovane uomo ha inoltre perso la vita sul colpo a causa delle gravi ferite riportate alla testa. Quest'ultimo dettaglio farebbe pensare che stesse lavorando senza alcuna dotazione di sicurezza, come casco e scarponcini. Sono stati i Carabinieri di Gallicano e Castelnuovo a risalire all'identità del lavoratore, che si era introdotto in Italia in modo irregolare. L'accusa, per il titolare italiano per il quale il marocchino lavorava quasi certamente al 'nero', potrebbe essere quella di omicidio colposo. Sulla vicenda già dopo poche ore erano intervenuti i sindacati locali per esprimere il loro sdegno per tutti i lavoratori costretti alla precarietà. Nella mattinata di giovedì, Michele Massari della Cgil Garfagnana e Mediavalle ha sottolineato in una nota stampa come proprio il settore della forestazione, in cui operava il lavoratore rimasto ucciso, sia sottoposto a una crescente precarizzazione e deregolamentazione del lavoro. Sarebbero molti infatti, e proprio nelle montagne lucchesi, i lavoratori stranieri al 'nero'.

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