Cultura e Spettacolo

giovedì, 2 settembre 2010

A colloquio con Ilide Carmignani, curatrice degli incontri sulla traduzione alla Fiera del Libro di Torino

Ilide Carmignani con Sépulveda

09-05-2008 / Interviste / Gianni Quilici

LUCCA - Dal 2000 Ilide Carmignani è consulente per la traduzione letteraria della Fiera internazionale del Libro di Torino, dove cura incontri e seminari. Quest'anno, come si desume dal programma, ci saranno conversazioni, tra l'altro, con intellettuali di primissimo piano come Edoardo Sanguineti, Tullio De Mauro, Marino Sinibaldi su  come tradurre i classici, i libri per ragazzi, sulle “traduzioni possibili”.... Ma chi è Ilide Carmignani?

 

Ilide Carmignani, nata a Lucca e residente nel paesino di Torre,  traduce da molti anni letteratura spagnola e ispanoamericana. Autori come, per citarne alcuni, Jorge Luis Borges, Luis Sepúlveda, Luis Cernuda, Carlos Fuentes, Almudena Grandes, Gabriel García Márquez, Mayra Montero, Pablo Neruda, Octavio Paz, Arturo Pérez-Reverte, Roberto Bolaño. Nel 2000 ha ricevuto il primo premio di traduzione dell’Instituto Cervantes. Oltre a curare gli incontri sulla traduzione letteraria per la Fiera del Libro di Torino, organizza, insieme a Stefano Arduini, le “Giornate della traduzione letteraria” all’Università di Urbino. È professoressa a contratto nel Corso di laurea specialistica in traduzione letteraria dell'Università di Pisa e ha tenuto e tiene corsi e seminari di traduzione letteraria in università italiane ed europee. Le abbiamo fatto alcune veloci domande, mentre si accingeva a partire per le Asturie, per un seminario promosso da Sepùlveda; per poi, da lì, raggiungere Tori no. 

Quanto la traduzione sia importante per cogliere il senso di un'opera credo che non ci sia bisogno di motivarlo. Il problema di sempre è come riuscire a mediare una lingua, una cultura con un'altra lingua e cultura.... Ci possono essere regole generali e/o occorre di volta in volta crearsele?
 
«Credo che regole generali non ce ne siano per il semplice motivo che ogni traduzione è solo una delle tante possibili interpretazioni di una certa opera letteraria, una lettura condizionata dalle strategie di mediazione in voga nel periodo, dal tipo di rapporto esistente fra le due culture coinvolte, dal genere di testo e dalla funzione che esso avrà all’interno del sistema socioculturale in cui è destinato a collocarsi, dal prestigio dello scrittore, dalla natura del committente e, non ultimo, dal lettore cui ci si rivolge. Insomma, ci sono mille variabili che rendono impossibile la cristallizzazione di regole universali. E' un po' come per la critica letteraria».
 
Sulla base della tua già considerevole esperienza (di Torino) sono utili questi incontri?

«Sì, sono utilissimi e riscuotono sempre un successo di pubblico che stupisce i non addetti ai lavori. La ragione sta nel fatto che il traduttore non va in ufficio, lavora dove vuole e quando vuole ma sempre in solitudine, ed è in momenti come questi che scambiamo le nostre esperienze con i colleghi, con gli editori e gli scrittori. C'è sempre il piacere di ritrovarsi, un clima di festa, nessuno vuol mancare».

Se tu dovessi descrivere una giornata tipo di lavoro come la visualizzeresti?

«Lavoro in uno studio molto piccolo, pieno di libri. Sugli scaffali ci sono tanti vocabolari ma in realtà ormai si usano quelli elettronici e la rete. Davanti ho il computer e, oltre, una finestra con la campagna di Torre. A sinistra, foto dei miei figli e di scrittori con cui ho lavorato. A destra una stampa dell'America Latina. D'estate mi capita di tradurre in giardino o anche in spiaggia. I ritmi sono sostenuti, il lavoro invade spesso la vita privata, ma anche la vita privata invade spesso il lavoro, i ragazzi tornano da scuola, entrano, chiedono, vanno. A volte dico: altri dieci minuti poi stacco, e senza accorgerme passa mezz'ora. Il livello di specializzazione richiesto è alto, può essere davvero faticoso e frustrante, ma non smetterei di tradurre per nulla al mondo. Come dice Paolo Nori: "È un lavoro orribile, ed è pagato malissimo, ed è un lavoro bellissimo".».
 
PROGRAMMA
Venerdì 9 maggio 2008 • ore 14.00 •  Pagoda
TRADURRE PER I RAGAZZI NON È UN GIOCO DA RAGAZZI
Fiammetta Giorgi (Mondadori Ragazzi), Beatrice Masini (Rizzoli)
Paola Mazzarelli, Mariagrazia Mazzitelli (Salani)
Coordina: Ilide Carmignani
 
Sabato 10 maggio 2008 • ore 14.00 • Spazio Autori
QUAL È IL TUO NOME, BAMBOLA?
Il tradiano, il traduttese e l’italiano contemporaneo

Giuseppe Antonelli,  Massimo Bocchiola, Giuliana Garzone,
Giorgio Pinotti (Adelphi), Alberto Rollo (Feltrinelli),
Coordina: Ilide Carmignani
 
 
Sabato 10 maggio 2008 • ore 17.00 • Sala Rossa
EDOARDO SANGUINETI
Tradurre i classici

Domenica 11 maggio 2008 • ore 12.00 •  Sala Azzurra
TULLIO DE MAURO
Sette tipi di traduzioni possibili
 
Si segnala inoltre:
 
Sabato 10 maggio 2008 • ore 12.00 • Padiglione 2 •  Spazio Regione Puglia
Besa Editrice presenta il libro:
GLI AUTORI INVISIBILI
INCONTRI SULLA TRADUZIONE LETTERARIA
di Ilide Carmignani
Susanna Basso, Renata Colorni, Marino Sinibaldi
 
Per informazioni http://www.fieralibro.it/

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