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I caldi ritmi di Ricky Martin scaldano la folla di piazza Grande

Ricky Martin (Foto di Laura Casotti)

16-07-2007 / Musica / Federica di Spilimbergo

LUCCA - Un Ricky Martin coinvolgente travolge il pubblico del Summer Festival, facendolo ballare per tutta la durata di un concerto spettacolare e curato in ogni dettaglio.

 

Un momento dello spettacolo in piazza Napoleone (Foto di Laura Casotti)

E piazza Napoleone si trasformò in un'enorme festa latino-americana. Questa è stata la magia di Ricky Martin che si è esibito questa sera al Summer Festival, con un palco speciale, che si allungava tra il pubblico su due lati, per permettere al cantante portoricano ed ai suoi (tanti) ballerini e musicisti, di andare in mezzo alla folla.

Certo, pensare di andare a sentire musica di alta classe o qualità, è senz'altro utopistico, ma quello che un concerto del genere regala è il passare una serata divertendosi, ballando ed assistendo ad uno spettacolo che non lascia spazio alla noia.
Quello che Ricky Martin ha portato a Lucca, infatti, è uno show nel senso più letterale del termine: non è mancato nemmeno un ingrediente per far divertire il pubblico: ha anche cercato di parlare in italiano, o come dice lui in "Espagnialiano", una sorta di via di mezzo tra lo spagnolo e l'italiano, facendo discorsi probabilmente uguali in ogni angolo del globo, ma che quanto meno danno al pubblico la sensazione che chi è sul palco sa dove si trova ed ha piacere di interagire con il pubblico. Una cosa che spesso viene data per scontata, ma che è meno scontata di quanto si creda e che in fondo fa piacere trovare.

Lo spettacolo inizia con un'introduzione etnica: tamburi ed immagini di Ricky Martin sugli schermi scaldano il pubblico per l'entrata del cantante portoricano e dei ballerini che lo accompagneranno spesso durante lo show e si parte con "Pegate" e "This is good".

Una ballerina in costume indonesiano introduce altri tre brani "Jaleo", "I don't care" e la celebre "Maria", rivisitata ai ritmi asiatici che caratterizzano questo questo set.

La particolarità di Ricky Martin - che non lesina balli e ancheggiamenti - è il cambio di abito ad ogni set: pantaloni e camicia marrone all'inizio, t-shirt bianca e jeans strappati al secondo set e così via, ogni volta, un abito diverso e un diverso approccio alla musica, esplorando ritmi diversi tra loro: dalle sonorità asiatiche nel set aperto dalla danza indonesiana, alla parte più melodica, che ci regala un Ricky Martin più intimista, seduto su uno sgabello, tra le luci soffuse del palco, mentre sulla piazza cala il buio e si diffondono le note romantiche di "Vuelve", "Gracias", "Fuego de noche" e "She is all I ever had".

L'incanto è presto rotto e si torna a ballare con un Ricky Martin vestito di nero e con occhiali neri che intona "Revoluccion", seguita da due delle canzoni più note della sua produzione: "It's all right" e "La vida loca". Ed ancora balli anche con l'ultimo set, che apre con il "rave intro" e nel quale Martin dà decisamente il meglio di sé, facendo ballare e cantare tutto il pubblico, che dirige spostandosi da una parte all'altra delle propagini del palco. "Drop it on me", "Lola", "La bomba" "Por arriba" e "Maria" in versione originale sono i pezzi di chiusura.

Chiusura virtuale, visto che torna sul palco e esegue un altro pezzo prima di scomparire, non senza aver detto "Alla prossima Lucca" - frase che peraltro ripete spesso nell'ultima parte dello spettacolo - e le luci della piazza si accendono, al termine di un concerto senz'altro breve (è terminato poco dopo le 23), ma per lo meno divertente.

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