“Lucca 50 anni in foto” di Alcide: una storia della città attraverso l'obiettivo fotografico
01-01-2008 / Fotografia / Gianni Quilici
LUCCA - "Erano i primi giorni del maggio 1949 - ha scritto Stefano Giuntini- quando nella storica galleria al numero 104 di via Fillungo inaugurava un nuovo negozio di fotografia. Ad aprirlo fu il venticinquenne Alcide Tosi”. Oggi nelle sale dell'Associazione industriale è in corso una sua mostra “Lucca 50 anni in foto”, che ci offre, attraverso 50 anni di scatti, immagini in B/N di una città e di una comunità, per alcuni versi, profondamente cambiate.
Colpisce subito l'allestimento sobrio, ma funzionale: ogni anno, una foto. Foto grandi, ben illuminate, didascalie informative e sintetiche, percorso circolare.
Sono foto che fanno parte di quel patrimonio prezioso che i fotografi professionisti lucchesi (su tutti il grande Ettore Cortopassi) hanno lasciato alla città e che le istituzioni cittadine potrebbero, a mio parere, valorizzare di più di quanto hanno finora fatto.
In tutte le foto di Alcide c'è un filo comune: rappresentare per ogni anno un fatto significativo della città, compresi personaggi famosi che l'hanno attraversata. Alcuni di questi celebri visitatori sono colti nel paesaggio urbano o in attimi significativi (Chet Baker, Jacqueline Kennedy, Raul Bova, Marcello Mastroianni, Bettino Craxi, la Regina Madre d'Inghilterra, Karol Wojtyla); altri in foto di circostanza (Mike Bongiorno, Claudio Villa, Gina Lollobrigida, i ministri europei con Rumor...), che hanno un valore di pura testimonianza.
Sono tuttavia diverse nella Mostra di Alcide le foto che vanno al di là della, sia pure importante, documentazione. Facendo una breve carrellata: il venditore di angurie con gli occhi degli astanti (tutta gente del popolo) in circolo intorno alla carretta, che guardano, si guardano, sono guardati; il rifacimento di Piazza Napoleone, ripresa in campo totale con le geometrie della pavimentazione e la perimetrazione dei platani, con i corpi schiacciati dall'alto in bici e a piedi nella loro pura essenzialità; il passaggio del motoraduno da S. Maria Foris Portam con le moto che irrompono, tra loro distente, sulla piazza, qualche bici, le persone, ai lati, curiose e una macchina, soltanto come presagio forse dei tempi a venire; i panettoni di Piazza del Giglio a formare una diagonale, con l'uomo che li attraversa; il distinto ombrellaio all'ingresso di corte del Pesce, piccola immagine di storia sparita, ma da quello scatto immobilizzata, come pure il famoso “Quartuccio”.
Una mostra fotografica, insomma, da visitare: piacevole, informativa e espressiva. Ingresso gratuito con il catalogo a 14 euro.
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