Cultura e Spettacolo

giovedì, 2 settembre 2010

“Cambiamenti culturali a Lucca? Una minaccia all’ordine pubblico”

Sebastiano Mondadori

14-11-2007 / Interviste /

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LUCCA - A parlare è Sebastiano Mondadori, scrittore e insegnante di scrittura a Campus, che lamenta una scarsa attenzione nei confronti del Premio della Società dei Lettori, della cultura e della scrittura da parte della città.

 

Senza parlare dei giovani che - secondo Mondadori - sembrano scomparsi, mangiati da quei clichè-realtà che li vogliono presi da attività più accattivanti della lettura e della scrittura. Insomma, secondo l'autore de Gli anni incompiuti e Sarai così bellissima (entrambi editi da Marsilio, ndr) le Mura segnano i confini fisici e culturali di Lucca, configurando un paradiso della chiusura. E se parliamo di risveglio? Secondo l'autore milanese arriverà con la Edison e passerà anche attraverso la Scuola di scrittura creativa Barnabooth, voluta da Marialina Marcucci, che dirige al Campus.


Come vede la situazione culturale a Lucca?
"Mi sembra la riproduzione in scala ridotta delle antiche rivalità tra comuni italiani, tante piccole cerchie chiuse nelle loro piccole mura che non comunicano tra di loro, anzi, spesso si ignorano del tutto. Invece la cultura è per definizione apertura alle differenze, un'incessante mescolanza di spinte e contaminazioni, un equilibrio instabile di tradizione e cambiamento. Mentre ho l'impressione che a Lucca la tradizione sia trattata come una reliquia intoccabile e il cambiamento additato come una seria minaccia all'ordine pubblico.
Per restringere lo sguardo alla letteratura, mi stupisce che un premio che proprio quest'anno compie vent'anni come il Premio della Società dei Lettori abbia una visibilità tanto limitata e stenti a coinvolgere i più giovani, forse perché erroneamente la scrittura non viene associata al divertimento: non è solo quello, ma ogni forma espressiva nasce da una carica di euforia, passione e libertà - cosa c'è di più giovanile di questo? Mi aspetto invece delle iniziative più a largo raggio dalla Fondazione Tobino. E mi auguro che l'apertura della libreria Edison, che è anche un punto di incontro con la caffetteria, avvicini i più giovani ai libri senza quell'aura di sacralità che li tiene alla larga.
Non ho dubbi sul fatto che a Lucca ci siano tutte le potenzialità, le persone, per non parlare dei luoghi, per allargare l'offerta culturale. L'importante è che tutti siano pronti a confrontarsi con tutte le voci di chi ha voglia di dire la sua"
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Crede che a Lucca ci sia spazio per giovani narratori?
"Premesso che in qualsiasi posto del mondo un narratore il posto se lo deve conquistare con tanta fatica e tantissima fortuna, se si pensa a Milano o a Roma le occasioni a Lucca sono molto poche. Ma per proseguire con la vis polemica, ho anche l'impressione che quando ci sono non vengono sfruttate appieno. Sembra quasi che nel fondo i lucchesi siano fin troppo soddisfatti della propria vita per aspirare a cambiarla sul serio. Davanti alle novità prevale la diffidenza, la curiosità porta con sé troppe insidie".

Cosa può fare un lucchese che vuole scrivere? Dove può rivolgersi?
"Iscriversi alla Barnabooth, la scuola di scrittura creativa che ho creato al Campus grazie alla visione lungimirante e alla voglia di rischiare di Marialina Marcucci. Non va dimenticato né ci si deve vergognare a ripetere che per promuovere delle iniziative culturali bisogna essere disposti a investire soldi e tempo. Solo così è possibile costruire progetti sul lungo periodo. Se ci si aspetta un tornaconto immediato allora è meglio aprire un fast food.
Per avere le informazioni sulla Scuola basta andare a vistare il nostro sito, dove troverete tutte le informazioni. Le iscrizioni sono aperte fino al 26 gennaio, quando cominceranno i corsi. Abbiamo dodici docenti tra scrittori, editor, critici e giornalisti, tutti provenienti dal mondo dell'editoria, già di per sé un'occasione per entrare in contatto con delle figure professionali altrimenti irraggiungibili. Le lezioni si terranno al Campus tutti i mercoledì e giovedì dalle 18 alle 21, un orario scelto apposta per venire incontro sia gli studenti universitari sia i lavoratori, con alcuni appuntamenti speciali il sabato mattina"
.

E lei come mai ha scelto di venire a Lucca? Che cosa rappresenta la città per lei?
"Sono venuto a vivere a Lucca l'ottobre di un anno fa con mia moglie e i nostri tre figli, che sono parte in causa di questa scelta insieme al progetto della scuola di scrittura in cui credo molto. La città per me rappresenta una via di mezzo tra l'ispirazione e la vacanza. Lucca è una città che ti accoglie ma allo stesso tempo ti fa sentire un estraneo. Viviamo dentro le mura dietro a piazza san Michele, e quando d'inverno porto fuori il cane la sera - alle nove o a mezzanotte cambia poco - passeggiando da solo in questa meraviglia cristallizzata nel tempo ho la sensazione di attraversare un luogo incantato - irreale".

Come porta avanti questo progetto? Quali sono i suoi prossimi impegni?
"Dopo aver organizzato la programmazione dei corsi, stiamo lavorando a una campagna promozionale che scovi tutte le persone che amano leggere ancor prima di scrivere, ma soprattutto i giovani: pur battendo i locali del centro, non ho ancora capito bene dove si nascondano. Stiamo anche organizzando una serie di incontri con scrittori e registi di alto livello per animare la scena culturale lucchese e riflettere su alcuni argomenti importanti. Dovrebbe venire l'autore di Romanzo criminale Giancarlo De Cataldo, che ci fornirà il pretesto di parlare della questione della giustizia insieme ad alcuni magistrati di Lucca, e aspettiamo la data definitiva dell'arrivo di Mario Monicelli, un grande del nostro cinema. Ma ce ne sono altri che non vi posso anticipare perché manca l'ultima conferma. L'anno scorso tra gli altri sono venuti Sandro Veronesi e Alessandro Piperno, e la risposta della città è stata contraddittoria: stavolta siamo più attrezzati alla sfida.
L'ambizione finale è quella di creare con la Scuola Barnabooth una sorta di Scuola Holden del centro Italia, un punto di riferimento per tutti coloro che si vogliono avvicinare alla scrittura non solo in Toscana ma anche nelle Marche o in Umbria. Ripetendo fino alla morte che il talento non si insegna, la tecnica per raggiungere la consapevolezza e il controllo dei propri mezzi invece sì.
Il mio prossimo impegno come scrittore è un nuovo romanzo di cui ho scritto quasi la metà, mentre nei ritagli di tempo penso al saggio su Bernardo Bertolucci per cui ho ricevuto un anticipo ma di cui ho perso un po' di entusiasmo. Prima o poi lo devo finire, se non altro per riconoscenza verso l'editore che ha investito su di me. Gli ho promesso di dargli cinquanta pagine quando verrà per tenere una lezione alla Barnabooth"
.

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