Capannori invia a Napolitano emendamenti al "decreto rifiuti"
11-12-2010 / Ambiente / La redazione
CAPANNORI (Lucca), 11 dicembre - Partono da Capannori le proposte di emendamento sul Decreto Rifiuti emanato dal Governo in recepimento della Direttiva Comunitaria 98/2009. Proposte che l'Associazione dei Comuni Virtuosi, l'Associazione Rifiuti 21 Network, insieme alla Rete Italiana Compostatori Domestici e al Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori hanno inviato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al Governo dopo averle elaborate proprio a Capannori alcune settimane fa in occasione di un Seminario Nazionale sui rifiuti.
Il documento, ideato nel Convegno su Rifiuti Zero svoltosi il 20 e 21 novembre ha coinvolto i maggiori esperti di rifiuti a livello nazionale e ribadisce l'importanza della raccolta differenziata, dell'autocompostaggio chiedendo una maggiore chiarezza normativa. Al centro dell'iniziativa le preoccupazioni di tutte le Associazioni dei Comuni sensibili all'ambiente che vedono le variazioni normative del Governo Berlusconi come preoccupanti in un quadro dove l'emergenza ambientale cresce sempre più. Nelle variazioni al Decreto 152 si elimina l'obbligo stringente per i Comuni di raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata. Sarebbe un tornare indietro di 20 anni nella legislazione ambientale, sicuramente in controtendenza rispetto alle politiche europee e uno smacco per quei tanti Comuni che invece credono fermamente nella virtuosità delle politiche attente all'ambiente e al riciclo.
Nel documento inviato a Napolitano in premessa alla puntuale descrizione degli emendamenti proposti, i firmatari ribadiscono "l'importanza della raccolta differenziata sottolineando come passo indispensabile l'efficiente separazione a monte degli scarti organici al fine di evitare le peggiori conseguenze ambientali che mettano a rischio e creino disagi insanabili alle popolazioni aggravando l'onerosità e la difficoltà di gestione delle discariche" e inoltre chiedono di "dare maggiore forza alle politiche di riduzione degli scarti a partire dalla riduzione degli imballaggi e dal riconoscimento dell'auto-compostaggio alle utenze domestiche e non domestiche per trasformare in risorsa gli scarti di materia organica".
"Mentre città come S. Francisco con milioni di abitanti hanno adottato l'Obiettivo Zero al 2020- si legge ancora nel documento - in Italia oggi siamo ancora a discutere di nuovi impianti di smaltimento che irrigidiscono i flussi di materia non più verro i ricicli, ma a incenerimento".
Capannori si conferma sempre più capitale di sostenibilità, luogo d'incontro tra comuni, esperti, enti locali, centri di ricerca, università e associazioni per costruire un futuro sostenibile, attento alle buone pratiche, al riciclo e alle creazione di un modello di sviluppo più attento ai limiti del pianeta e alle future generazioni.
Commenti
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12-12-2010 / Alessandro "Ristoratore"
Sono d'accordo con la politica avviata dal comune di Capannori riguardo al riciclaggio dei rifiuti.Mi trovo, ahimè ad un crocevia: da una parte di cittadino democratico ed attento all'ambiente e dall'altra quella di ristoratore. Il mio problema è quello di una bolletta sempre più cara e sempre più tassata (tasse comunali, regionali, statali, iva). Avendo colleghi situati sul comune di Lucca con una bolletta sui rifiuti emanata da un altro operatore il confronto con un amico è stato immediato!!! A parità di metrature e con una crisi sempre alle porte io pago quasi 1800 euro all'anno e lui solo 600. Alla fine nel 2010 bisognerebbe anche aggiornare i parametri sui quali fissare gli oneri alle attività commerciali, che non sono miniere d'oro, magari come 40 anni fa', e distribuire meglio il fardello dei conti pubblici!!! Comunque sia resto sempre un cittadino democratico e rispettoso all'ambiente ed un'esercente sempre più infelice.
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