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giovedì, 9 febbraio 2012

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I partigiani con le stellette dimenticati

05-09-2010 / Storia / Nazareno Giusti

ROMA, 5 settembre - Otto settembre 1943: dopo la proclamazione dell’armistizio da parte del maresciallo Badoglio, la fuga di Vittorio Emanuele III e del governo a Brindisi, i militari italiani, abbandonati al loro destino, si trovarono di fronte alla scelta di stare con il re o con il duce. Seguirannoore febbrili, durante le quali i tedeschi si impadroniranno facilmente di gran parte della Penisola. Contro di loro ebbe inizio la Resistenza, non quella che ben conosciamo degli uomini e delle donne che presero la strada delle montagne combattendo i tedeschi (che sarà attiva soprattutto dal giugno 1944), ma una Resistenza sconosciuta, quella degli uomini con le stellette, di quei militari che, in obbedienza agli ordini ricevuti e mantenendo fede al giuramento prestato, rifiutarono di arrendersi ai nazisti e morirono combattendo, non solo in Italia ma anche nei Balcani, a Lero, in Jugoslavia, in Albania, in Corsica, nelle isole dell’Egeo e nelle altre lontane località presidiate dalle nostre truppe. Sono oltre 90 mila i “resistenti con le stellette” morti e poi, dimenticati. Oggi grazie a un bel libro di Arrigo Petacco e Giancarlo Mazzuca, edito da Mondadori, dal titolo “La Resistenza Tricolore” viene resa giustizia a questi uomini.

La prima resistenza contro i tedeschi dopo l’8 settembre 1943- spiega Petacco-  fu condotta esclusivamente da quei militari che, invece di sbandarsi, obbedirono all’ordine del governo Badoglio di resistere agli eventuali attacchi dell’ex alleato tedesco per questo furono chiamati 'badogliani'. Poi, quando si scoprì che il Maresciallo non era, in fin dei conti, tanto meglio di Benito Mussolini, si chiamarono 'ribelli' per distinguersi dai 'repubblichini' che avevano aderito alla Repubblica di Salò. Il termine più consono di 'patrioti' fu invece rifiutato perché la retorica fascista aveva troppo inflazionato il patriottismo. Lo mantennero invece gli Alleati, tanto è vero che il famoso diploma Alexander, rilasciato a guerra finita a chi aveva combattuto contro i tedeschi, è testualmente definito 'Certificato al patriota'. I soldati con la divisa dell’esercito italiano, con la bandiera italiana, che hanno combattuto con gli Alleati, si chiamavano Corpo di liberazione nazionale. Era un esercito nazionale italiano affiancato agli anglo-americani e prese parte alla campagna d’Italia."

Io li chiamo 'partigiani con le stellette' perché anch’essi combatterono contro i tedeschi; li definisco 'resistenza tricolore' per distinguerli dalle bande comuniste che, in realtà, facevano la resistenza con il proposito di costruire in Italia una repubblica comunista. Per questi 'partigiani con le stellette' determinante fu il giuramento prestato al re… Per lo meno, una difesa dell’onore e dei principi nazionali dell’Italia. Tanto è vero che portavano il tricolore e non il fazzoletto rosso al collo.”

Con l’ausilio di documenti storici e testimonianze dirette di coloro che si trovarono a vivere quelle ore cruciali, Petacco e Mazzucca, ridanno voce, “ai partigiani con le stellette”, “ospiti non graditi”, di una memoria di parte perché, come scriveva Mario Pannunzio, “il Pci si era sollevato sopra tutti gli altri partiti nella lotta contro il fascismo espellendo dal condominio dei vincitori tutti gli ospiti non graditi”.

Ospiti non graditi” come i duemila marinai che, al comando dell’ammiraglio Carlo Bergamini, si trovavano a bordo della nave da guerra “Roma”: la sera dell’8 settembre, senza una sola diserzione, raggiunsero i loro posti di combattimento nella squadra navale che salpò da La Spezia diretta a Malta e fu attaccata dai tedeschi durante la navigazione o come i 10.000 soldati italiani combatterono contro i tedeschi e morirono a Cefalonia.

In nessun altro posto come Cefalonia- sottolinea Petacco-ci fu una battaglia così cruenta tra soldati italiani e tedeschi. Furono massacrati e poi dimenticati. Solo tanti anni dopo, grazie a Pertini e a Ciampi in particolare, quei ragazzi sono stati ricordati”.

Oltre a loro, 600 mila soldati italiani (che preferirono languire e morire nei lager piuttosto che aderire alla Repubblica di Salò) furono deportati in Germania.“Dimostraste che la patria non era morta. Anzi, con la vostra decisione ne rafforzaste l’esistenza. Su queste fondamenta risorse l’ Italia” dirà Carlo Azeglio Ciampi ad alcuni reduci dei campi di prigionia rientrati a casa molti mesi dopo la fine della guerra in condizioni pietose. Tra le migliaia di deportati anche, Alessandro Natta (futuro segretario del Pci) che nel 1954 scrisse un libro sulla sua vicenda che il suo partito giudicò “non opportuno” per la pubblicazione. ( per la cronaca Natta riuscirà a pubblicarlo, col titolo “L’altra Resistenza”, solo nel 1997. Il “Muro” era caduto da un pezzo.)

Tra quei 600 mila uomini in grigio verde c'era anche Giovannino Guareschi che proprio nel suo “Diario Clandestino” ricorderà la terribile esperienza del campo di prigionia. In una delle prime pagine del suo libro il ricordo della mattina del nove settembre quando un maggiore delle SS urlò contro i militari “banditen” allora un vecchio ufficiale gli rispose “se per bandito intende partigiano si documenti meglio le nostre sono uniformi del regio esercito italiano, l'unico al quale sotto giuramento dobbiamo ubbidienza” e alla richiesta di arruolarsi nell'esercito tedesco si opposero con un secco no che li portò dritti in Germania, ben sapendo la sorte che li aspettava. Di questa pasta erano fatti quegli uomini che qualcuno volev dimenticare.

Sempre Guareschi, prima “antimilitarista” scriverà pagine toccanti e sentite sulla sua scelta: “queste piccole stellette me le sento avvitate alla carne e perdele sarebbe come rinunciare a un po' di me stesso. Perchè queste stellette non rappresentano soltanto 'la disciplina di noi soldà' ma sopratutto le sofferenze e i dolori miei, di mio padre, dei miei figli, dei miei fratelli. Per questo le amo come parte di me stesso e con esse voglio ritornare alla mia terra e al mio cielo.”

Ci auguriamo allora che il libro di Petacco e Mazzucca sia un primo, grande, passo per poter tutti guardare quello stesso cielo che, si racconta, sia quello con il maggior numero di stelle perchè “quando un militare muore le sue due stellette vanno in cielo ad aumentare di due gemme il firmamento” per far divenire il 25 aprile e la memoria della Resistenza una celebrazione veramente condivisa, da tutti.

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Commenti

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06-09-2010 / paolo

onore ai partigiani che combatterono senza colore, senza fare stragi di rappresaglia contro chi aveva aderito al partito fascista! E' ora che l'Anpdi ammetta che gran parte dei partigiani del nord erano manovrati dal partito comunita al solo fine, non di liberare l'italia, ma di eliminare tutti i cittadini che non la pensavano come loro e preparare il terreno perche' l'Italia divenisse una Repubblica Sovietica! Grazie ai partigiani onesti, puri e anaideologici nonche' ai soldati della X flottiglia mas che morirono per un REALE amor di patria!

06-09-2010 / Rapid

Mi sembra una bella forzatura assimilare i partigiani alla X mas.

I partigiani combattevano dalla parte che ha liberato l'Italia, la xmas dalla parte della dittatura, e per questo è bene non associare i loro nomi.

06-09-2010 / grazie redazione

un bell'articolo per spalare un po' di merda storica.
E 0 ARTICOLI SULLA LIBERAZIONE DI LUCCA, SULLA BELLA FESTA DELL'ANPI DI IERI, SUGLI EROI CHE HANNO SALVATO LA CITTA'.

w i patrioti italiani della resistenza, TUTTI!!

lo schermo, l'informazione livera dal dire la verità!

06-09-2010 / paolo

mi spiace rapid ma la gente della decima mas ha combatutto a fianco anche dei partigiani buoni coi quali ha anche fatto delle alleanze per respingere i tedeschi. La cosa che non è stata perdonata alla decima è che non si è mai schierata con i partigiani comunisti che hanno sempre avuto odio nei confronti di questi militari che in alcune occasioni hanno assassinato nella maniera più vigliacca e schifosa (attirandoli in trappole vere e proprie). La realtà è che la vera liberazione d'italia è stata fatta dai partigiani senza colore e dai soldati della x mas che si sono schierati contro tutti gli invasori, americani e tedeschi senza mai prendere alcuna posizione politica. La X mas è stata sicuramente meno politicizzata delle brigate partigiane comuniste! Questa è la realtà storica!

06-09-2010 / Rapid

La realtà storica è che la xmas era contro gli alleati anche dopo lo sbarco. Poi se tu hai idee controverse su chi fossero gli alleati e chi gli invasori non riguarda la storia.

I tedeschi occupavano l'italia compiendo stragi, molto spesso guidati dai fascisti, e "rastrellavano" tra la popolazione. Gli americani e gli inglesi insieme ai partigiani la liberavano: questi sono i fatti. Vai a Firenze a chiedere chi l'ha liberata, vai nelle campagne del nord, vai a Roma, e chiedi, leggi, ascolta le itnerviste (le trovi anche su internet), leggiti gli atti raccolti dagli investigatori inglesi, scoprirai tante cose non scritte sui libercoli del revisionismo di destra.

07-09-2010 / Massimo Filippini

Riporto a titolo di commento quanto ho detto per telefono a Petacco e per iscritto al coautore del libro (La Resistenza Tricolore) Mazzuca, i seguenti chiarimenti su Cefalonia:
1- i Militari della div. Acqui combatterono perchè fu loro ordinato di farlo dal Comando Supremo riparato a Brindisi con il seguente messaggio:"N. 1029 CS (Comando Supremo). Comunicate at generale Gandin che deve rispondere con le armi at intimazioni tedesche di disarmo a Cefalonia Corfù et altre isole.
Firmato gen. Francesco Rossi Sottocapo di Stato maggiore".
2- L'Ordine venne inviato ben sapendo di non poter inviare alcun aiuto e soprattutto SENZA AVER DICHIARATO GUERRA alla Germania con il risultato di provocare, a resa avvenuta, la fucilazione degli Ufficiali -tra cui mio Padre- come 'Partigiani' e capi di 'Franchi tiratori'
2- I Caduti in combattimento e Fucilati dopo la resa furono 1.639 (MILLESEICENTOTRENTANOVE) di cui circa 1300 in combattimento e circa 300/350 fucilati vilmente dopo la resa e quasi tutti Ufficiali. come riportato dall'Ufficio ALBO D'ORO del Ministero Difesa.

I Documenti che provano quanto sopra sono custoditi negli Archivi Militari (Uff. Storico Esercito e ALBO D'ORO Ministero Difesa).

Ricordare i fatti come frutto di SCELTA autonome dei Soldati e come massacro di 9/10.000 uomini -che Petacco e Mazzuca sanno che non avvenne- è una falsità che si ripete da decenni perchè i Documenti che la smentivano (leggi Relazione del col. Picozzi ed altri) furono secretati (leggasi 'insabbiati) per 50 anni e solo dopo il sottoscritto li ha rinvenuti presso detto Uffici.
avv. Massimo Filippini
Orfano del magg. Federico Filippini Com.te il Genio della Div. Acqui fucilato il 25 settembre 1943 a Cefalonia.

PS Chi non crede a me è pregato di andate a via Sforza 4/b Roma a consultare l'Albo d'Oro dei Caduti c/o il Min. Difesa.

07-09-2010 / marco

non fa una piega....
purtroppo sig. Filippini la storia in questo paes è stata sempre travisata,e politicizzata..purtroppo

07-09-2010 / filippo

@paolo : cito "... soldati della x mas che si sono schierati contro tutti gli invasori, americani e tedeschi senza mai prendere alcuna posizione politica". Dove hai letto questa falsità ? la X mas, dopo l'8 settembre, decise di rimanere alleata con la germania e di difendere i valori del fascismo. veramente non capisco dove tu possa aver capito una cosa del genere!

08-09-2010 / tarabaralla

i partigiani italiani, senza l'intervento degli alleati e della mafia, potevano giusto liberare i prati di montagna dalle erbacce.

"...la resa dell'Italia fu uno sporco affare. Tutte le nazioni elencano nella loro storia guerre vinte e guerre perse, ma l'Italia è la sola ad aver perduto questa guerra con disonore, salvato solo in parte dal sacrificio dei combattenti della RSI..."

da Diario di Guerra" di Eisenhower, Comandante supremo delle Forze U.S.A. nello scacchiere europeo.

08-09-2010 / luca

tarabaralla
i "valorosi"combattenti della rsi , che secondo te avrebbero salvato l'onore dell'Italia(...), senza la macchina da guerra nazista neppure sarebbero esistiti!

08-09-2010 / tarabaralla

non solo secondo me, evidentemente.

08-09-2010 / luca

beh, secondo me non hanno salvato l'onore dell'italia, anzi, tutto il contrario!

08-09-2010 / camillo

Onore a chi ha combattuto ed è morto per l'onore d'italia e questi non sono certo i partigiani comunisti,campioni di imboscamento e furti di galline prima del 25 aprile criminali spietati dopo il 25...

08-09-2010 / Lucchese d.o.c.

Onore ai partigiani che hanno salvato l'Italia dai partigiani comunisti, dunque...

09-09-2010 / luca

onore a tutti i partigiani (comunisti,socialisti,azionisti,liberali,cattolici,monarchici) che hanno combattuto contro il nazifascismo.

09-09-2010 / aquileotto

Intanto il 25 settembre alle ore 10 in loc. Castellaccio di Aquilea sarà effettuata una piccola cerimonia di commemorazione della battaglia del castellaccio avamposto e punto d'osservazione fortificato della linea gotica . Siete tutti invitati ci sarà anche un piccolo spuntino

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