I ciclo-amatori della domenica spesso sono un pericolo per la circolazione.
05-09-2010 / Inchiesta / Domenico Bertuccelli
LUCCA, 05 settembre - I fine settimana e i giorni festivi soprattutto nella stagione estiva, vedono le strade di grande comunicazione, provinciali e comunali, trasformarsi in veri e propri circuiti di gare ciclistiche.
Non passa fine settimana che le cronache non riportino notizie di incidenti in cui sono coinvolti cicloamatori. Fermo restando che il ciclista è, assieme al pedone, l'elemento debole tra tutti gli utenti della strada, l'aggregazione di più ciclo amatori in gruppi che variano da quattro o cinque elementi fino anche ad oltre cinquanta elementi, che sfogano il loro spirito agonistico sui pedali, trasformano l'allegra pedalata domenicale in vere e proprie gare di velocità su strada al pari delle gare ciclistiche ufficiali, con la sola differenza, che mentre per le gare sportive le strade sui cui si svolgono vengono chiuse al traffico, queste “pseudo pedalate non agonistiche” si snodano nel traffico normale, con altissimo rischio di incidenti.
Uno, due od anche a tre ciclisti che procedono correttamente in fila indiana sul margine destro della carreggiata, non rappresentano un “ostacolo” rilevante per la circolazione e si possono superare in sicurezza, soprattutto per loro. Ma quando il gruppo si fa nutrito e come accade sempre, i componenti non procedono mai in fila indiana, il sorpasso diventa una manovra rischiosissima per tutti.
Ignorando le più elementari norme di sicurezza e del codice della strada, infischiandosi spesso anche con arroganza, che dietro di loro si formano code di decine e decine di veicoli, non si rendono conto che creano un nervosismo che sale man mano che queste code si allungano e che sfociando nella esasperazione incitano ad azzardare manovre di sorpasso fin troppo pericolose che a volte trasformano in tragedia quella che doveva essere una gita spensierata.
 
Commenti
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06-09-2010 / Andrea
E' vero, molti ciclisti sono indisciplinati... ma è altrettanto vero che spesso anch'io, pur andando per la mia strada vicino al ciglio, vengo sfiorato da automobilisti "spericolati" che spesso ti superano e ti girano a destra davanti ed altre manovre a rischio.
Anche se i grupponi fanno girare le scatole, ricordatevi sempre che fra i due, quello che rischia di più è il ciclista.
06-09-2010 / Dario Giorgi
da fastidio anche a me sta cosa... pur avendo "svariate" bici e macinando molti km con la bici da strada... anche un gruppo di 15-20 persone in fila indiana si sorpassa male, ma questo non vuol dire che si possa stare affiancati o prendere l'intera carreggiata...
06-09-2010 / cris
Meglio prendersela con i ciclisti che danno fastidio a chi deve correre sulle strade e pensa che comunque abbia il diritto di superare i mezzi "inferiori" e non può assolutamente perdere trenta secondi per un misero ciclista (utente della strada allo stesso modo degli automobilisti). Se invece li perde per un trattore, camion, mezzi parcheggiati con le quattro frecce in posizioni "artistiche" allora va bene. Per non parlare poi degli automobilisti che sorpassano un solo ciclista sul ciglio della strada anche se non c'è lo spazio sufficiente e in senso inverso provengono altre vetture, rasentando pericolosamente il ciclista e a volte facendolo cadere senza neanche accorgersene... Diceva totò:" ma mi faccia il piacere...
06-09-2010 / zioMarco
Ritengo l'articolo di Bertuccelli un po' esagerato, soprattutto nel finale.
Da ciclista assiduo frequentatore anche di strade mi chiedo infatti: chi tra il ciclista e l'automobilista ignora di più il codice della strada? Chi tra i due ignora di più precedenze e limiti di velocità?
Inoltre: che vuol dire che i ciclisti "...creano un nervosismo che sale man mano che le code si allungano...e son causa di azzardate manovre di sorpasso?...".
Quest'ultima affermazione mi pare veramente esagerata.
06-09-2010 / Attanasio Cavallo Vanesio
Ma che inchiesta è questa qua? Qua c'è l'opinione di uno secondo il quale i ciclisti sono un pericolo. I commenti poi hanno preso la piega di automobilisti vs ciclisti, insomma una roba inutile dal momento che il problema è che tutte le strade della provincia sono mulattiere strette ingolfate da suv, tir e quant'altro e dove quindi qualsiasi cosa, anche un pedone, rompe i marroni e crea un pericolo.
06-09-2010 / simo
Direi che la penultima foto, dove sono ben visibili due macchine parcheggiate sotto il cartello DIVIETO DI SOSTA, si commenti da sola.
06-09-2010 / Dario Giorgi
Caro ZioMarco è vero, hai ragione, certo se tutti i cliclisti andassero "appalla" invece di andare a 20km/h questi problemi non si porrebbero... certo che trovarsi un gruppo di ciclolenti la domenica mattina sul monte quiesa, incontrarli a maggiano ed accompagnarli fino a viareggio, non piace a nessuno... no? da qui al dire che è un problema che causa nervosismo etc etc, beh, ce ne corre...
06-09-2010 / sergio
buongiorno
Sono Sergio Berti ex ciclista anni 60.
è vero noi ciclisti quando siamo in tanti siamo un intralcio alla circolazione. Ci vorrebbe un pò più di educazione da ambole parti, sia da parte dei ciclisti ,che dagli automobilisti, e tutto andrebbe meglio.
06-09-2010 / paolo
ben vengano i ciclisti!!! ma non siano ciclisti slo per sport ma utilizzino il mezzo al posto della macchina. Coloro che fanno questo per me hanno sempre ragione. Coloro che invece usano la bici solo per sport non possono accampare diritti. I diritti li puo' rivendicare chi ha fatto della bici una filosofia di vita. Che ci sia la neve la pioggio o l'arsura onore a quelli che si spostano con la bicicletta che e' la piu' grande invenzione di tutti i tempi!!
06-09-2010 / Libero Pensatore
@ SIMO
Forse non sa che il divieto di sosta inizia dopo il cartello e non prima... quindi, visto che sotto il cartello non c'è nessun'altra indicazione, le auto nella foto sono parcheggiate correttamente.
Comunque, l'indisciplina di alcuni automobilisti ed il traffico non autorizzano di certo i signori ciclisti a fregarsene altamente del codice della strada, a pedalare a gruppi e non in fila, a non dare le precedenze o ad attraversare gli incroci con il semaforo rosso...
Come al solito, tutti abbiamo la macchina, tutti non sempre ci comportiamo correttamente al volante, ma siamo sempre pronti a puntare il dito contro l'"automobilista"!
06-09-2010 / MASSIMO
L'unico commento sensato mi pare quello di Sergio Berti, i problemi nascono sempre nel momento in cui si dimentica il rispetto del prossimo.
Rassegnamoci quindi perchè il maleducato esiste ed esisterà sempre; l'unica cosa che possiamo fare in concreto è di iniziare noi stessi ad essere corretti e non predicare bene e....
06-09-2010 / simo
@libero pensatore
la prima macchina sembra proprio parcheggiata sotto il cartello, ma forse è solo un inganno della prospettiva.
Il mio voleva essere un commento ironico, verso il sig. Bertuccelli autore dell'articolo.
Per il resto, quoto in toto il suo commento :)
@sergio
ha perfettamente ragione, un pò di educazione e buonsenso da ambo le parti risolverebbero i problemi...
06-09-2010 / e.n.
La cosa ganza è che alla fin fine i maleducati contro cui ci scagliamo, siano essi in bici o in auto, siamo noi :(
06-09-2010 / ioetuttacolpadellatv
questa è solo una delle due realtà del problema.
Questa "patata bollente" è da lanciare tra le mani dei nostri amministratori, che sono anche pagati per risolverli i problemi, perché se questo tipo di soluzioni le si cerca tra i giudizi dei singoli cittadini benpensanti, con le teste paralizzate dal naso in su che ci sono aggiro, si rischia di farla finire come sempre in rissa e, come per tutto il resto, la situazione rimarrà invariata ancora per secoli.
Tanto si soffre noi! che non riusciamo a convivere e che siamo quelli obbligati a condividere una lurida lingua di asfalto con Tir, auto, furgoni, moto, cicli, tricicli e pedoni... tutti insieme, appassionatamente!
da noi si fanno le piste ciclabili solo nei paraggi dei centri commerciali...
06-09-2010 / paolo
condivido l'ultimo commento. Quando parliamo additiamo sempre gli altri come maleducati. Se stessimo a sentire tutti i maleducati sarebbero sempre gli altri. Ci vorrebbe un po di esami di coscienza in più, meno presunzione e più umiltà perchè tutti sbagliano, tutti hanno le loro ragioni che però non sempre coincidono con le ragioni degli altri!
06-09-2010 / renzo
Invito i ciclisti a fare come me, e tanti altri: comprate una mountain bike e andate sui sentieri tra i boschi, limitando al massimo il percorso su
asfalto.
Si gode di più,MOLTO di più, e di solito se ci si fa male è solo ed esclusivamente colpa nostra!!!!!
Io comunque quando sono in automobile e incontro i ciclisti per strada faccio di tutto per rispettarli , a costo di creare la fila dietro di me, perchè la strada è di tutti, anche di chi va a piedi o in bicicletta.
07-09-2010 / paolo
Renzo sono d'accordissimo con te!! La Mountain bike e' la cosa piu' bella che ci sia. Si pedale nei boschi, si respira aria pura, ci si puo' fermare a guardare il panorama, non si inquina e non si da fastidio a nessuno!! In strada invece e' diventato troppo pericoloso, non si gode il panorama, si respira piombo e benzene e ci si ammazza!! Il problema e' che le colline lucchesi hanno delle belle pendenze toste e bisogna essere ben allenati!!! :-))))
07-09-2010 / Dario Giorgi
.... e chi ha già la mtb ma va anche su strada? che deve fare? ci vorrebbero più centri commerciali così ci sarebbero più piste ciclabili, eh già...
16-09-2011 / Carlo
Si parla tanto di sicurezza stradale, e poi si permette ai muri umani (così vengono definiti i ciclisti) di transitare sulle strade extraurbane. E si signori, ai ciclisti dovrebbe essere assolutamente vietato di circolare sulle strade extraurbane, in quanto sono un pericolo costante per le loro manovre e per la bassa velocità (15/20 kh); tanto che un veicolo a motore non si rende conto di quanto poco tempo gli occorra per raggiungerli e per non colpirli è costretto a frenare bruscamente od a scartare. ricordo che una domenica di un annetto fa, facendo una gita fuori porta (transitavamo per Vicovaro, un paesetto sito sulla Tiburtina Valeria) ci imbattemmo con dei ciclisti che tranquillamente viaggiavano a passo d'uomo creando un muro umano senza dare la possibilità di passarli. Per farla breve, venni tamponato da un'altra auto che non mi vide perchè la curva era cieca, per di più si sentì anche male per lo spavento. I signori in bici si girarono e videro l'accaduto ed inconsapevoli che la causa di tutto erano stati loro, proseguirono la loro passeggiata non modificando la loro formazione in strada. Ora mi chiedo, ma perchè in Europa c'è tutt'altra educazione e la polizia si comporta più severamente con questi presunti assi del pedale, mentre in Italia sono intoccabili? A questo punto credo che una legge che ne inpedisca la circolazione sulle strade extraurbane, sia la soluzione più diretta e giusta (si parla tanto di sicurezza stradale e non si capisce che questi ciclisti sono un vero pericolo pubblico). Inoltre, per una volta saremo finalmente i primi in Europa a fare una cosa buona per la comunità
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