Un sogno chiamato "Parco del terziario ecosostenibile"
04-09-2010 / Progetti e investimenti / Stefano Giuntini
LUCCA, 4 settembre - “Lucca fuori. Il parco del terziario ecosostenibile”. È il progetto di “riqualificazione tematica” che farà dei Poli fieristico e tecnologico e di tutta l’area ex industriale di Sorbano un vero e proprio parco tematico per la valorizzazione delle funzioni legate alla sostenibilità ambientale nell’ambito del terziario avanzato. Un progetto che è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi nello stand che Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lucca hanno deciso di allestire all’interno di InFiera. Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, con l’assessore allo Sviluppo Economico, Francesco Bambini, il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, e il presidente della Camera di Commercio di Lucca, Claudio Guerrieri.
Il progetto rappresenta la corretta evoluzione di una vicenda – quella del polo fieristico – che oggi, alla luce di nuove, importanti prospettive, vede anche la Provincia interessata a diventarne co-protagonista, in partnership con il Comune di Lucca, la Camera di Commercio, l’Associazione Industriali ed altri soggetti pubblici e privati, tra cui Lucense. Il tutto, naturalmente, sulla base di accordi e protocolli d’intesa che definiscano compiutamente il ruolo di ciascun ente.
“Tengo a sottolineare la stretta collaborazione che oggi unisce gli enti e le imprese locali, decisi a portare avanti il ‘parco del terziario ecosostenibile’, un progetto importante in cui la Camera di Commercio crede ed in cui è presente in modo forte – ha detto il presidente Guerrieri, ideatore del progetto -. Si tratta di un progetto di riqualificazione determinante per la città, testimone di un rapporto virtuoso tra innovazione e ambiente a Lucca”.
Il progetto
Lo studio è stato realizzato da un gruppo di lavoro che ha visto la partecipazione di Comune, Camera di Commercio e Provincia, di Lucca Fiere & Congressi Spa e Lucca Polo Fiere & Tecnologia spa, di Polis spa, Associazione Industriali, Lucense, Banca del Monte di Lucca, di Finanza per le Infrastrutture spa, della Scuola superiore di Sant’Anna, dell’Università di Milano Bicocca, della fondazione Campus, dell’Università di Pisa e di alcuni consulenti del settore.
; Le idee-guida
- Parco del ‘terziario eco-sostenibile’, testimone di un rapporto virtuoso tra innovazione e ambiente a Lucca;
- Parco come un’area pilota e simbolo, che trasmetta stimoli all’innovazione e il piacere di una qualità di vita migliore a tutti i cittadini, in grado di offrire occasioni di sensibilizzazione dei visitatori e del pubblico nei confronti delle soluzioni tecniche e gestionali di frontiera per lo sviluppo sostenibile e, nel contempo, rappresenti un laboratorio “vivo” di educazione ambientale per i cittadini;
- Parco come modello di integrazione sociale tra attività economiche e funzioni ricreative;
- Parco come ambiente ‘inclusivo’ (aperto al pubblico) e non esclusivo (aziende ‘chiuse’ nei loro recinti), che offra opportunità di interazione fra questi due soggetti mirate a valorizzare il reciproco contributo per il perseguimento di uno Sviluppo più Sostenibile;
· la PERSONA al centro del progetto.
I temi progettuali del Master Plan
- Collegare il Parco alla città, creando vie di comunicazione dirette, facilità di accesso e di parcheggio ed elementi di comunicazione percettiva, sia dal Parco verso la città, sia dalla città verso il Parco. Indicare i parcheggi con le varie suddivisioni (addetti, frequentatori e visitatori del Parco in genere, espositori del Polo fiere, pubblico) con evidenza ed adiacenza al cuore del Parco del posteggio per biciclette (bike sharing) anche elettriche.
- Utilizzare l’autostrada come segno forte della presenza del Parco ed insieme della città e arteria di servizio direttamente collegata con il Parco stesso, studiando un’area di servizio ad hoc.
- Creare un luogo centrale nel Parco stesso, un cuore pulsante collegato con i tre edifici ed in grado di svolgere le funzioni di meeting point e “piazza” di relazioni e di attività.
- Progettare i possibili adeguamenti interni ed esterni all’edificio fieristico-congressuale, per una migliore utilizzazione e valorizzazione degli spazi esistenti e proporre ristrutturazioni, sia all’edificio principale che a quelli secondari, soprattutto al ristorante\mensa ed ai locali interrati, mirati a migliorarne la compatibilità ambientale anche nella prospettiva dell’eccellenza rappresentata dalla qualifica di Area Ecologicamente Attrezzata.
- Disegnare un sistema logistico per il carico e scarico e gli allestimenti del Polo fiere, con piazzale di movimentazione, magazzini e via d’accesso propria e non interferente con il flusso degli espositori e dei visitatori, integrabile con il sistema logistico per il carico e scarico e per fruizione in generale del Polo Tecnologico
- Tenere conto nella redazione del progetto dell’innesto di eventuali ampliamenti della superficie fieristica in continuità con l’esistente.
- Eventuali ampliamenti del Polo tecnologico in direzione Sud.
Foto di Laura Casotti per LoSchermo.it
 
Commenti
Il contenuto dei commenti non costituisce notizia giornalistica
04-09-2010 / filippo
tutto ok, solo un "piccolo" dubbio ... al polo fieristico si arriva unicamente da una stradina di campagna.
05-09-2010 / Sir Pente
l'idea è ottima purché non sia un trucchetto per continuare a buttar soldi in quella cloaca succhiasoldi che si chiama Polo Fieristico
05-09-2010 / nicodemo
Leggendo i "temi", sinceramente rimango deluso. Vorrei concretezza, e l'impressione è di un entità che non ha carattere ne ossatura. Un insieme di contenitori e opere che non funzionano, che vorrebbero seguire "pensieri complessi", ma che di fatto (ne riparleremo tra 2 anni) rimarranno quello che sono. Prima polo tecnologico, ora parco del terziario....Insomma un mucchio di parole ad effetto, alla ricerca di una via di fuga. Merita allora continuare questa avventura? Si! Ma con i piedi per terra. Questo cavolo di polo và collegato concretamente alla città ed al territorio. Questo cavolo di polo và saputo gestire. Lì si deve portare un distretto dell'università di Pisa o Firenze, portare gente, gioventù, conoscenze tecnico/umanistiche e voglia di fare, nel senso che ci vuole gente, e tutti i giorni. Lì debbono essere "regalati" gli spazi a società che vogliono investire nello sviluppo. Lì debbono essere organizzati corsi di aggiornamento per le imprese e i professionisti lucchesi. Andrebbero messi gli ordini ed i collegi. Traspostati qui la confesercenti, la confartigianato. Ci vuole gente, che cammini, parli, veda, si informi e cresca. Chi gestisce questi spazi dovrebbe essere garante di iniziative costanti e continue, ecc.., ecc... Basta spendere in contenitori. Pertanto chiudiamo le porte ai discorsi che enunciano e proclamano il "niente", e siamo un pò più concreti. Non ho più voglia di sentire parole come "polo", "parco", "ecosostenibile"... e poi vedere tutto fermo, immobile con compensi stratosferici a chi di fatto, niente fà o produce per la società lucchese.
Credo che questo, un pochino ce lo meritiamo.
Saluti.
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