Sicurezza sul lavoro? "Un lusso che non possiamo permetterci"
03-09-2010 / Servizi e disservizi pubblici / Domenico Bertuccelli
LUCCA, 3 settembre - Secondo il ministro dell'economia Giulio Tremonti “robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro, ndr) sono un lusso che non possiamo permetterci”. Il ministro forse non sa che tantissimi grandi e piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e tantissimi operai si stanno organizzando per seguire questo suo consiglio (vedi galleria fotografica): caschi, cinture anti-caduta, cartellonistica, guanti, maschere, scarpe di sicurezza, occhiali e visiere, indumenti protettivi e di alta visibilità, sono delle spese inutili che pesano immensamente sui costi di produzione e ancora ci impediscono di allinearci alle modalità di lavoro di paesi come la Cina. E, di conseguenza, combatterne efficacemente la concorrenza sui mercati internazionali.
Perché è noto, ormai, che la prevenzione costa molto di più delle pensioni agli eredi del lavoratore deceduto e di quelle di invalidità sul lavoro.
E così un esercito di lavoratori e imprenditori - evitando l'uso dei dispositivi di protezione individuale o collettiva - riescono a risparmiare fino a cento euro pro capite.
Quando però lo scopo è solo quello di aumentare i profitti senza abbassare i prezzi, infischiandosene della concorrenza, del rilancio del mercato e dell'economia... Ecco, in questo caso abbiamo un problema.
 
Commenti
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04-09-2010 / Andrea
Tremonti vallo a dire ai 686 morti sul lavoro da gennaio
04-09-2010 / Sargon57
Al fine di migliorare la resa economica proporrei di abolire anche guard-rail, muretti di contenimento a bordo strada, cinture di sicurezza, air bag e tutte le altre cianfrusaglie che fanno lievitare i costi di strade, automobili ed aerei.
Si ridurrebbero così (oltre ai costi di produzione) anche le spese per i feriti (con sollievo per le finanze pubbliche) e, incrementando il numero dei morti, si darebbe vigore al settore delle pompe funebri.
Il nostro Illuminato è stato troppo blando nelle sue proposte: dovrebbe prendere esempio dall'Unto del Signore, che le spara grosse oltre ogni limite!!!
04-09-2010 / Maria
Sono indignata profondamente verso questi pseudo governanti. Le morti bianche sono una vergogna per una società che vuole definirsi avanzata, e in barba a chi, come il nostro tenace Domenico, si adopera per realizzare una cultura della sicurezza, questi si permettono di deregolarizzare tutto in nome del profitto e della concorrenza, dando così l'alibi ai già reticenti datori di lavoro.
04-09-2010 / enrico nencini
Al fine di migliorare la resa economica proporrei di abolire anche guard-rail
Fuor d'ironia, i guardarail anderbbero davvero aboliti e sostituiti coi più sicuri "jersey" (quei blocchi di cemento tipo lego che si allineano a bordo strada): da motociclista ho molto a cuore questa tematica. I guardarail classici rappresentano una vera e propria arma dello stato contro il popolo delle due ruote, che a causa loro conta un numero imprecisato ma pauroso di amputazioni, sedie a rotelle e morti. Eppure, quando si fa una strada nuova o si tenta di "mettere in sicurezza" un tratto stradale, vengono spesso e volentieri ancora installati.
04-09-2010 / paolo
aimè le norme a volte vanno a conseguire l'effetto opposto a quello per cui sono state fatte. In parte a mio avviso anche quelle per la sicurezza. E' assolutamente vero che si bada a volte solo alla forma e non alla sostanza facendo spendere maree di soldi per cose inutili tipo cartellonistica varia reti etc anzichè limitarsi a quei materiali realmente necessari alla sicurezza.
04-09-2010 / Rapid x Nencini
IL guardarail si piega e assorbe l'urto
il jersey ci rimbalzi e finisci in mezzo alla via.
Questo il motivo per cui viene scelto il primo, oltre a motivi economici.
IN ogni caso i jersey sono brutti da morire, pesano molto di più sono + difficili da trasportare, e deperiscono alla svelta.
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