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giovedì, 9 febbraio 2012

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Corsanico Festival 2010: bilancio finale positivo

02-09-2010 / Musica / Bianca Leonardi

MASSAROSA (Lucca), 2 settembre - Per il Corsanico Festival 2010, la XXIX rassegna di musica classica il bilancio finale non solo è positivo, ma anche oltre le aspettative previste. La rassegna, considerata una delle più importanti in Italia e riconosciuta a livello internazionale ha infatti registrato un incremento di spettatori rispetto agli anni passati nonostante il periodo di crisi che ha colpito anche la stagione turistica del territorio versiliese.

Il programma di quest'anno prevedeva esibizioni di artisti affermati e gruppi giovanili che oscillando tra musiche del Rinascimento e del Barocco, musiche dell'Ottocento e del Novecento e infine colonne sonore da cinema del sud America, non hanno assolutamente deluso il pubblico presente. Al contrario hanno conquistato il loro gusto e il loro entusiasmo. La prossima stagione, il Corsanico Festival compirà trent'anni e per celebrare questo traguardo, "raggiunto con tenacia e passione", gli organizzatori hanno intenzione di portare artisti di elevatissima qualità.

Alcuni concerti riguarderanno artisti del Teatro alla Scala di Milano, come per esempio, gli Ensemble Archi di Milano (già Ensemble Archi della Scala), ci sarà inoltre Klemens Schnorr, ritenuto uno dei più autorevoli concertisti al mondo, specialista del repertorio romantico tedesco e fine conoscitore della prassi esecutiva della musica antica italiana, nonché Ivano Battiston, la più grande fisarmonica solista, che la critica ha definito "musicista in grado di fare col suo strumento vere e proprie magie”.

Il Presidente della rassegna, Graziano Barsotti, lancia però un appello importante: “Il pubblico ama questo festival, che vanta peraltro il patrocinio del Senato della Repubblica, ed è necessario che banche e fondazioni usino tutte le loro forze per sostenerlo poiché è fondamentale che chi eroga contributi per la cultura non li concentri su poche manifestazioni nazionali ma li distribuisca anche sul territorio affinché questo caposaldo della cultura versiliese non si estingua ma anzi accresca il suo già grande prestigio”.

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