Economia e Politica

giovedì, 9 febbraio 2012

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"Marcia indietro di Lucca sui Kebab": filantropia o rispetto della legge?

31-08-2010 / Commercio / Brunella Menchini

LUCCA, 31 agosto - “Al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo dei Centri storici di cui al c. 6 non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse. Anche in caso di subentro in esercizi già esistenti, non può essere variata la tipologia di somministrazione con quella di etnie diverse”.

Così recita il testo del “Regolamento sugli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande”, promulgato il 22 gennaio 2009, all’articolo 9 comma 7, dal titolo “Requisiti igienico sanitari”. Premesso il fatto che l’etnia possa essere un requisito igienico sanitario, è cosa tutta da dimostrare, comunque la norma, pur fra mille polemiche – la notizia finì anche sulla stampa nazionale - venne approvata con una delibera del consiglio comunale ed è tutt’ora in vigore.

Questo fino a ieri, perché in una nota inviata dal Comune si legge: “Come già deciso nei mesi scorsi, la giunta propone di modificare alcuni passaggi compreso quello relativo alla ‘cucina etnica’, che potevano dare l’impressione di un carattere discriminatorio, non corrispondente alla volontà dell’amministrazione”.

Questa improvvisa filantropia del Comune di Lucca ha in realtà un’origine molto prosaica.

Ripercorriamone l'iter: nel 2004, la Commissione europea presenta la cosiddetta Direttiva Bolkestein, dal nome del suo curatore, la quale intende semplificare le procedure amministrative, eliminare l'eccesso di burocrazia e soprattutto evitare le discriminazioni basate sulla nazionalità per coloro che intendono stabilirsi in un altro paese europeo per prestare dei servizi.

Dopo vari emendamenti, la direttiva viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (L 376) il 27 dicembre 2006 ed è stata recepita dall'Italia mediante il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2010, il quale recita “L'accesso ad un'attività di servizi o il suo esercizio non possono essere subordinati al rispetto dei seguenti requisiti: a) requisiti discriminatori fondati direttamente o indirettamente sulla cittadinanza (…)”.

Quindi il riferimento ad “Etnie” non solo “poteva dare l’impressione di un carattere discriminatorio”, ma è diventato illegale per la legge nazionale dall’aprile di quest’anno.

Ovviamente "Pur cambiando i termini, non varierà il contenuto del provvedimento", continua la nota del Comune: sulla base della legge regionale del 2005, e facendo appello alla salvaguardia dei prodotti tipci, "verranno mantenute le vecchie prescrizioni, peraltro comuni a molti regolamenti di altre città toscane".

Concludiamo ricordando che, in tempi non sospetti, LoSchermo.it aveva già sposato la linea dell'ignoranza dell'amministrazione in fatto di comunicazione, dedicando alla grave evidenza un editoriale, datato 27 gennaio 2009 e dal significativo titolo di "L'importanza di prendersi la responsabilità delle parole".

Quella responsabilità non se l'è mai presa nessuno, nel frattempo. E mentre maggioranza e opposizione si scontravano sul terreno della demagogia pura, il nostro giornale scriveva: "Perché alcune parole, una volta scritte o pronunciate, non si possono più cancellare e creano situazioni eccessivamente imbarazzanti, come quella che stiamo osservando adesso: una città e tutti i suoi cittadini ridicolizzati da un'intera nazione (e non solo)".

E ancora (in riferimento alle tante  accuse di mala interpretazione dell'ordinanza da parte del Comune): "parlare di cattiva interpretazione di un provvedimento pubblico non è onesto da parte degli amministratori, che si devono prendere la totale responsabilità delle parole che usano sugli atti pubblici, senza scaricare al grido dell' “avete capito male” la “patata bollente” su chi dà alle parole il significato che oggettivamente hanno".

Che dire: alla luce (anche) delle ultime azioni della UE viene da pensare che gli unici che avevano mal interpretato le parole dell'ordinanza fossero proprio coloro che l'avevano redatta e approvata.

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Commenti

Il contenuto dei commenti non costituisce notizia giornalistica

31-08-2010 / FILIPPO

Ancora una volta dobbiamo constatare che, questa amministrazione Favilla,l'unica cosa che sà fare bene,con i suoi regolamenti ed ordinanze, e quella di rendere ridicola Lucca e i sui cittadini anche in Europa.Speriamo che certi fatti ,almeno, contibuiscano alla strategia per la promozione turistica facendo accorrere i turisti incuriositi dalle tante particolarità amministrative di questa città.

01-09-2010 / nicodemo

Personalmente rimango in linea con il Regolamento del 22 gennaio 2009. I centri storici, anche nell'offerta gastronomica, dovrebbero rappresentare il gusto, la cultura e design locale o/e italiano, pertanto io contingerei le licenze (poche). Dicesi anche per tutti i generi di prodotti quali messicano, tirolese e vari oggetti cinesi. Per questi lo spazio nella periferia ce nè tantissimo, come del resto supermarket, grandi distribuzioni ed outlet. Magari perchè non pensare ad uno spazio apposito tipo camden town a Londra.

Saluti.

01-09-2010 / giulio

Mi sembrerebbe opportuno vedere anche cosa si fa in provincia e porre anche questa amministrazione sotto i riflettori visto che sono prossime le elezioni.Baccelli non vi interessa o chi dovrebbe svolgere questo servizio non è interessato?

01-09-2010 / Tradizione

Sono d'accordo con Nicodemo. Escluderei anche dalla nomenclatura locale espressioni poco confacenti alla nostra storia e cultura, tipo yoghurteria, internet point (da quando in qua esistono queste attività
nella nostra cultura?) e bar (che avevano taverna e mescita che non andavano bene?). Credo anzi che i negozianti tutti dovrebbero essere anche abbigliati con i costumi tipici medievali, in omaggio alla nostra Tradizione. E perché no, anche i cittadini.

01-09-2010 / alberto

vero nicodemo...
e come la mettiamo con i mille negozi di mutande o calze? quelli "rappresentano il gusto, la cultura e design locale o/e italiano"? anche se la linea è americana e le cose prodotte in cina?

ma sopratutto, il tempo passa, il mondo è vivo...perchè bisogna fare le corse a rimanere sempre relegati nel passato?
che bello c'è?
se la globalizzazione ha alcune cose belle una è proprio la possibilità di conoscere altre culture in tanti modi senza i grandi costi di una volta...
e invece no!
non capisco...

01-09-2010 / Attanasio Cavallo Vanesio

Mi sembra che questa amministrazione rispecchi fedelmente il grado intellettuale della cittadinanza che la elegge.

01-09-2010 / Paolo

Ha ragione Attanasio al mille per mille. Favilla and Friends vinceranno/vincerebbero altre 100 volte.

01-09-2010 / ANTONIO

Ho la vaga impressione che gli anni del "ventennio"siano rimpianti da molti in questa città."Ordine e disciplina" sembra essere tornato il motto di certi amministratori.Altri vorrebbero tornare ad un regime di autarchia locale con regolamenti discriminatori per altre razze o culture.Quando questi amministratori si renderanno conto che anche Lucca dovrà necessariamente affrontare il problema della globalizzazione ? L'economia locale dipende, oltre che dal turismo, anche da una attenta politica d'integrazione priva di preconcetti tendenti ad elevar barriere.

01-09-2010 / e.n.

Ma sì: "potevano dare lR17;impressione di un carattere discriminatorio". Giusto quello. Cioè: il provvedimento è e resta discriminatorio (perché quello fa: prende una categoria di persone e le esclude dalla possibilità di aprire un punto ristoro fondato sulla loro cucina)... però a distanza di mesi gli cambiamo la forma, perché FORSE (forse?!) "suonava" discriminatorio. E questo non va bene, giusto?
Bah, secondo me se il provvedimento "poteva dare lR17;impressione di un carattere discriminatorio" questa nota dà invece l'impressione di un carattere farsesco e un po' strafottente: perché in qualche modo sottintende che per essere davvero discriminatorio (e non dare solo "l'impressione") il provvedimento avrebbe dovuto esplicitamente usare termini tipo "negri di m***a" o "terroristi arabi del ca**o" o altre espressioni borgheziane analoghe...
Ma tra un paio d'anni torneranno sui loro passi anche per la "legge" sugli artisti di strada, magari dicendo cose sul tono "poteva dare l'impressione di un carattere anticostituzionale e liberticida"... un provvedimento che - non si sa nemmeno come sia applicabile, nei fatti - intende tenere fuori dalla cinta muraria per 10 giorni quanti si siano già esibiti fermandosi in città per 2gg... e chi li controlla? Chi la fa rispettare una simile ordinanza (probabilmente contraria a un sacco di leggi nazionali e comunitarie e lesiva di diritti talmente elementari che vien da piangere)? Chi se la sente? Ma soprattutto: perché?
Boh, che poi una cosa è l'accattonaggio e par pure giusto mettere le mani avanti, ma altra cosa è colpire un'intera categoria in modo indiscriminato. E in ogni caso voglio vedere come si fa a tenere qualcuno fuori dal territorio senza l'intervento del prefetto o chi per lui con emissione di apposito foglio di via, e in questo caso vorrei sapere quali e quanti leggi/diritti si stanno ignorando.

Comunque l'amministrazione comunale dà l'impressione di un carattere triste e pesantemente prono agli interessi di qualche vecchio boiardo in andropausa.

01-09-2010 / ikaro83

non capisco perche' tutti prendono le difese dei kebab in centro,mentre se si vuol aprire un mcdonald in citta' sono tutti daccordo ad andare contro il mc.sembra quasi che una certa parte politica preferisce difendere i kebab solo perche' sono gestiti da stranieri nonostante il kebab sia un fastfood.

ma proibire un mcdonald non e' anche questa discriminazione visto che si tratta di cibo non nostrano!

ah forse si vuol andare contro la multinazionale brutta e cattiva che spaventa i bambini

01-09-2010 / alberto

eccerto ikaro perchè l'impatto di un mac donald in via fillungo in un locale storico, con le dimensioni che avrebbe un mc donald, con tutti i suoi colori e tavolini fuori... doveva essere veramente una cosa paragonabile al kebabbaro in via elisa... effettivamente non vedo tutta sta differenza... hahahah.

01-09-2010 / Ugo

dai vostri commenti credo che nessuno di voi abbia letto il regolamento, altrimenti vi sareste accorti che i problemi colossali del regolamento sono altri e che non sono stati risolti dall'aggiustatura pietosa del dott. Volpi.
Il nostro giovane assessore Candelise, strumento delle associazioni di categoria aveva infatti messo a punto un regolamento grottesco nella forma e disastroso nella sostanza,che impedisce praticamente l'apertura di qualsiasi esercizio di somministrazione...scaricatelo dal sito del comune prima che,per pudore, lo tolgano e leggetelo la sera a veglia perchè è un testo dalla comicità esilarante.E un altro punto a favore se lo sono assicurato le nostre protezioniste associazioni di categoria che a Lucca comandano da sempre...

01-09-2010 / Precisino

Caro Ikaro guarda che a parlare di kebab sono proprio i tuoi amichetti. Eccoti un breve estratto delle prime mosse che alla fine hanno condotto a questa bella figuretta nazionale:

Adunanza del 22.1.2008
Deliberazione n. 27

Oggetto: Deliberazione Giunta Comunale n. 28 del 31.1.2000 - Parziale modifica - Approvazione.

La Giunta Comunale

Omissis il verbale fino alla presente delibera

A questo punto risultano entrati nel frattempo gli Assessori Leone e Moschini ed entrato lR17;Assessore Bandoni e il Sindaco, che assume la presidenza, per cui sono presenti n. 10 componenti,

presa visione della proposta di deliberazione avente per oggetto R20;Deliberazione Giunta Comunale n. 28 del 31.1.2000 - Parziale modifica - Approvazione.R21;, conservata in atti al fascicolo,

Premesso che:

con deliberazione della Giunta Comunale di Lucca n. 28 del 31.1.2000 si era provveduto, tra lR17;altro, ad individuare una serie di attività, appartenenti al settore commerciale, artigianale e della somministrazione di alimenti e bevande che, per la specifica tipologia di attività risultano incompatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-ambientale e di qualificazione della zona del centro storico di Lucca;

anche a seguito della entrata in vigore delle norme che consentono il consumo immediato sul posto degli alimenti ceduti, anche presso gli esercizi del commercio al dettaglio del settore alimentare, si è verificato nellR17;ultimo anno un fenomeno di proliferazione di nuovi esercizi commerciali che esercitano tale attività con prodotti ed allestimenti non riferibili alla tradizione italiana e toscana;

unR17;Associazione di categoria, tra le più rappresentative per la Provincia di Lucca, ha chiesto lR17;accertamento e la dichiarazione di incompatibilità delle attività di preparazioni gastronomiche e vendita di kebab o similari con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio, architettonico, storico, e della tipicità del centro storico di Lucca;

tale tipologia di offerta è ormai presente nel centro storico in numero sufficiente a garantire il soddisfacimento della domanda a ciò particolarmente indirizzata, dato che nel corso degli anni 2006 e 2007 si sono avute nuove aperture di esercizi volti al servizio di tali particolari prodotti e una ulteriore loro crescita comporterebbe un depauperamento della tipicità degli esercizi di ristoro del centro storico di Lucca ed un impoverimento delle qualità architettoniche e di conservazione ambientale, dovute alla particolarità degli arredi e delle attrezzature necessarie a tale tipo di vendita e somministrazione;

si ritiene opportuno provvedere, quindi, ad integrare la previsione di incompatibilità di attività particolari, individuate con la deliberazione n. 28 del 31.1.2000, con le esigenze di tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e di tipicità del centro storico di Lucca, zona che presenta la massima sensibilità e vulnerabilità sotto il profilo culturale e turistico, in applicazione dellR17;art. 7 del regolamento regionale n. 4 del 26.7.1999 e successive modifiche ed integrazioni;

quanto sopra premesso,

dato atto che con la presente deliberazione non si assumono impegni di spesa e, pertanto, non è necessario il parere del responsabile del servizio finanziario;

visto il parere favorevole del responsabile del servizio interessato in ordine alla regolarità tecnica del presente provvedimento, richiesto ai sensi dellR17;art. 49 del D.lgs. 18.8.2000 n. 267 e riportato sulla proposta di deliberazione;

visto lo Statuto comunale;
visto lR17;art. 48 del D.lgs. 18.8.2000 n. 267;
con n. 10 voti favorevoli su n. 10 presenti e votanti;

d e l i b e r a

1 di integrare lR17;art. 3 lettera C) (Attività incompatibili zona Beta) della deliberazione della Giunta Comunale n. 28 del 31.1.2000, con la voce:
R20;V. Attività di preparazioni gastronomiche e vendita di kebab o similari, esercitate anche come attività accessoria rispetto alla prevalente.R21;


No, giusto pee essere precisi.

01-09-2010 / paolo non paolo

a mio avviso in centro non solo non ci devono stasre i kebabbari e altri esercizi in franchising ma anche tutti quegli esercisi pseudo nostrani che spacciano per cucina locale vera e propria spazzatura che i turisti, vista la loro non proverbiale finezza di palato, ingurgitano ringraziando! Meglio a mio avviso un sano kebabbaro che non una trattoria osteria che serve prodotti scadenti (riscaldati a microonde o precotti) spacciandoli con i nomi della tradizione!!!

02-09-2010 / Lore

D'accordo su una cucina tradizionale di qualità,punto!
Non voglio una centro storico che in nome dei pari diritti e pari opportunità sia invaso da ristoranti cinesi,arabi,mc donald ecc.
Tutto con moderazione,quando di kebab in centro ne troviamo 3/4...basta.
Sulla vai pesciatina ne è stato aperto uno di recente....è sempre vuoto!
Basta con pari diritti anche quando non ce nè bisogno,poi ripeto,sono d'accordo anche in un controllo serio su chi spaccia cucina lucchese delle autentiche porcherie.

02-09-2010 / ikaro83

ma che discorsi sono,allora visto che i kebab non danneggiano l'immagine della citta' apriamone a frotte.

x paolo

sano kebab?

io ho mangiato il kebab,un panino riempito di patatine,montagna di carne,olioso,con maionese una goduria per fegato.meglio un panino al prosciutto.

ah dimenticavo bisogna essere aperti e solidali ,in questo caso andiamoci a rovinare il fegato in nome dello scambio culturale.

ci vorrebero i controlli dei nas anche nei kebab,ha no altrimenti offendiamo il diverso.

02-09-2010 / Stefano Stagi

Ma qualcuno crede che il kebab ci incastri con la tradizione culinaria lucchese?

02-09-2010 / paolo

x icaro.

la mia voleva essere una critica a quei ristoratori nostrani che curano solo l'apparenza (ossia il locale, le sedie etc) ma non la sostanza del cibo. Stanno proliferando enoteche osterie e trattorie veramente oscene che si ammantano di essere casareccie e rustiche ma di rustico hanno solo la scomodità delle sedie e la mancanza di tovaglie! Per il resto cibo scadente e indigesto per non parlare del vino che nemmeno i barboni si berrebbero! A questo punto mi sembra più coerente un kebabbaro, anche se io sono contro i kebabbari in linea generale!

02-09-2010 / ARTIGIANELLI

La tradizione culinaria lucchese polenta strusciata sul salacchino,erbi sfritti con salciccia,pancotto,lesso di terza,uova affrittellate,polenta di neccio,riso con le brachette,zuppa di pane,cioncia,farro e polpette di Baralla,gallonzori,pane strusciato con pomodoro e sale,aringa arrostita...o Stagi lascia perde le tradizioni vai... che fame pativano i gioivani lucchesi..meno male che c'era la refezione...altrimenti sai che lorda.

02-09-2010 / filippo

il kebab è un cibo che costa poco e che da fastidio ai vari ristoranti/bar che vendono panini ... perchè ci nascondiamo dietro una fantomatica difesa delle tradizioni (allora via anche le pizze ed il rum) e dietro il decoro urbano???

03-09-2010 / Andrea

a modena da quando hanno dato il via ai kebab e phone center c'è pieno di senegalesi, marocchini, albanesi etc etc.
Le ragazze hanno paura a girarci vicino in quei posti.
E ora modena è in mano a loro grazie alla solita amministrazione comunale modenese di sinistra, che da più diritti a loro che ai propri cittadini italiani.
Pregate che Lucca resti com'è...

03-09-2010 / Massimo

Andrea, ho amici e amiche a Modena e quello che scrivi non è assolutamente vero. Anche per esperienza personale.

E basta con sta storia del "Lucca resti com'è"! Han ragione quelli che sottolineano l'ipocrisia di non dire una parola sul proliferare di negozi di mutande o di scarpe per bimbiminkia tamarri per poi scagliarsi contro un paio di kebab con argomentazioni a casaccio per nascondere ben altre motivazioni.

C'è una misura in tutte le cose ovviamente. Giustamente non si possono aprire 700 kebab in centro, ma nemmeno si può tenere Lucca sotto-cellophane.
Ed è anche giusto quanto sottolineano in molti sul proliferare di pseudo-ristorantini/osterie di "prodotti tipici".

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