Attualità

giovedì, 9 febbraio 2012

Wind

Quei monelli degli artisti di strada

Charlie Chaplin ne 'Il monello'

30-08-2010 / Cronaca / Stefano Giuntini e Brunella Menchini

LUCCA, 30 agosto – La notizia è rimbalzata d'agenzia, su web e cartaceo: la già (tristemente) famosa città del “divieto ai kebab” torna alla ribalta per un'ordinanza comunale emessa dall'altrettanto famoso primo cittadino Mauro Favilla. Stavolta nel mirino sono gli artisti di strada. Un'altra bufera multimediale per la già precaria immagine democratica della città? Non del tutto. A fronte di articoli roboanti, infatti, la realtà della “nuova regolamentazione” è molto più blanda di quanto si possa immaginare, seppur non indolore per i giocolieri.

Vediamo nello specifico, andando con ordine, di approfondire l'argomento affrontato.

L'artista di strada (in inglese busker) è un performer che si esibisce in luoghi pubblici (piazze, zone pedonali, strade) gratuitamente o richiedendo un'offerta. A titolo esemplificativo, si possono individuare come ot;buskers" spettacoli di giocoleria, musicali, clown, mimo (con le statue viventi), arte circensecantastorie.

Quella dell'artista di strada è un'attività riconosciuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali che, con un decreto del 2005, che la comprende a pieno titolo nelle attività dello spettacolo viaggiante, “Se esercitata con un'apposita licenza rilasciata dal Comune di residenza”.

In precedenza la materia era regolamentata dall'articolo 121 del Tulps, che recitava: Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di scritti o disegni, di cenciaiolo, saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza”.

Tale articolo fu abrogato nel 2001, creando di fatto un vuoto normativo, che è stato colmato dai Comuni stessi.

Anche il Comune di Lucca si è quindi adeguato alla gestione del fenomeno attraverso ordinanze specifiche, l'ultima delle quali, ossia quella “incriminata” è datata 17 agosto 2010 (numero di protocollo 50185).

Motivo del clamore sarebbero, secondo alcuni organi di stampa, le nuove misure restrittive che essa impone, fra cui“niente casse, niente mangianastri stereo, niente percussioni, niente piatti, niente trombe, niente tromboni e perfino niente sax”.

In realtà sono due le differenze fra la vecchia disciplina, risalente al 2006 (numero protocollo 53805), a firma del commissario Francesco Lococciolo.

La prima e la più clamorosa, oggetto di polemica, è quella che impone che “Lo stesso artista o gruppo non può esibirsi per più di due giorni consecutivi e può tornare ad esibirsi solo dopo un intervallo di 10 giorni”.

In pratica si chiudono le porte della città a una categoria professionale secondo criteri puramente arbitrari, visto che la presenza di artisti di strada nel centro storico non è tale da giustificare l'emissione di un'ordinanza restrittiva.

Un "provvedimento preventivo" che, visto lo scenario, appare inutile e che, per la cronaca, ha precedenti in altre città italiane. Fra queste citiamo il caso di Trento dove, nel 2008, a causa di un'ordinanza simile, i busker si riunirono davanti al municipio per una clamorosa protesta dovuta al fatto che il tetto massimo di permanenza/performance entro il territorio comunale era stato fissato a 40 giorni.

A Lucca, come abbiamo visto, siamo a dieci giorni di "esplulsione" dalle performance ogni 48 ore di permanenza.

La seconda e ultima differenza tra il nuovo regolamento e quello già esistente, è il dimezzamento dei tempi delle esibizioni, che da 60 minuti passano a 30, con imposizione di intervalli di mezz'ora tra uno spettacolo e l'altro. Il tutto da conlucdersi comunque entro le 17 (orario invernale) e le 19 (per il periodo estivo).

La determinazione di orari e di spazi appositi è ovunque la norma, come confermato dai regolamenti di Firenze, Genova, Torino e di tutte le maggiori città italiane. Ma in nessuno di questi si parla di soli 30 minuti.

A questo punto - per dovere di cronaca - è bene anche demolire i luoghi comuni riguardo alla figura delll'artista di strada, per lo più considerato dalla cultura popolare come un "accattone nomade che vive di espedienti".

In realtà i buskers sono rappresentati dalla Fnas, Federazione Nazionale Artisti di Strada, attraverso un vero e proprio statuto, dei corsi di formazione e addirittura un sistema previdenziale.

Da sottolineare anche che sono molte le città che investono sulla presenza dei Busker come risorsa turistica e culturale: solo in Toscana, infatti, si contano 20 festival tematici, che attirano turisti e curiosi di ogni età. Il più famoso è probablimente t;Mercantia", a Certaldo, che attira ogni estate migliaia di visitatori, incrementando l'economia locale.

Gli artisti di strada, le cui origini si perdono nella notte dei tempi (La prima legge che li regola risale all'antica Roma: nel 462 A.C. le leggi delle dodici tavole prevedevano, come forma di reato, eseguire pubblicamente delle parodie o canti diffamatori nei confronti di qualcuno, pena la morte, ndr), sono da sempre presenti praticamente in tutte le città del mondo occidentale.

Hanno un passato da buskers anche artisti stranieri, come Jon Bon Jovi, e italiani, come Biagio Antonacci.

Il loro è uno stile di vita fatto di dignità ed espressione. Concetti forse oggi astratti, eppure reali quanto la vita. E l'essere umani.

Però sono privi di "potere contrattuale", soprattutto nei confronti di una certa classe politica.

Non portano voti alle urne e non vivono di mandati elettorali quinquennali. Niente lobbismo o scambi di favori.

Forse è per questo che è facile colpirli, perché all'interno di certe logiche "civiche" sono "gli ultimi". I più deboli, in pratica.

Il problema è che mai - e per tutte le ragioni più vere del mondo - dovremmo permettere che la forza si esprima attraverso la prevaricazione nei confronti dei più deboli.

La vera forza, anche se ai nostri politici non andrà mai di capirlo, si dimostra con chi è nostro pari. Anzi: con chi è addirittura più forte.

Parafrasando Heinrich Boll, infatti, si può dire che i buskers alla fine sono clown e vivono di attimi. Magari spettacoli sotto la loggia di Palazzo Pretorio.

Ma non ci sarebbero a Lucca ben altri pagliacci e ben altre logge di cui preoccuparsi, prima di loro? Gente che magari non si esibisce in strada, ma a palazzo.

E soprattutto, signor sindaco, visto il numero di gaffes a cui Lucca è stata sottoposta sotto la sua amministrazione, non sarebbe l'ora anche per Lei di smetterla di dare spettacolo?

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Commenti

Il contenuto dei commenti non costituisce notizia giornalistica

31-08-2010 / Sandrocchio

Condivido al 100% il contenuto di questo articolo.

31-08-2010 / enrico nencini

Grazie per l'approfondimento ai due giornalisti. Grazie a sindaco e collaboratori per quest'ennesima prova di pura follia: solo un altro tassello nel complicato mosaico di disastri che causerà la (ormai prossima) rovina dell'amministrazione comunale, la peggiore degli ultimi 30 anni.

31-08-2010 / Giorgio

Non è una gaffe ma un ordinanza giusta,spesso questi artisti da strada sono rom o persone dedite alla criminalità e dietro di loro c'è il racket,e poi chiedono i soldi con insistenza e quindi recano disturbo. Perchè a chi non va bene l'ordinanza non li ospita nei propri giardini?? oppure mandiamoli a suonare al ciocco???

31-08-2010 / alberto

bel ragionamento giorgio... dire 'spesso sono rom' dimostra razzismo (che problema c'è se sono rom e basta?)
poi aggiugni 'o dedite alla criminalità' (quel 'o' indica che se sono rom non importa che siano dedite alla criminalità per essere un problema..basta proprio siano solo rom!!)
ma anche sta affermazione che dietro c'è un racket... dove l'hai letta? io conosco tantissimi giocolieri e ragazzi artisti che alle spalle non hanno nessun racket...
e in ogni caso piuttosto si combatte il racket che è il problema, e non l'artista di strada!
è come se in america dicessero 'dietro i ristoranti italiani spesso c'è la mafia, quindi chiudiamo i ristoranti italiani' ...

chiedono i soldi con insistenza poi non si capisce proprio..voglio vedere come un artista mentre suona o fa il giocoliere...come fa a chiedere con insistenza soldi... forse giorgio ha un po' di confusione in testa e pensa agli accattoni...boh

31-08-2010 / Irene

Giorgio, forse non hai letto bene l'articolo, a parte che il racket, la criminalità e il Ciocco non c'entrano veramente niente, l'ordinanza è rivolta a regolamentare le esibizioni degli artisti di strada "regolari", categoria professionale che esercita "con un'apposita licenza rilasciata dal Comune di residenza".
A Lucca purtroppo gli artisti di strada non si sa nemmeno cosa siano...

31-08-2010 / elena colombini

Completamente d'accordo. Complimenti alla redazione.

31-08-2010 / Massimo

Giorgio, almeno leggiti gli articoli.
Se sono "persone dedite alla criminalità", cosa si risolve con questa ordinanza? Ora probabilmente andrai a leggertela e ti renderai conto che hai cannato in pieno l'argomento.

Invece che queste ordinanze, sarebbe molto più bello e interessante che venissero organizzate giornate (o serate) apposite, con esibizioni di vari artisti i varie piazze del centro. Perlomeno si animerebbe un po' sta città e anche i commercianti della zona ne trarrebbero beneficio.

Niente trombe, niente rumori, niente esibizioni nelle ore del pisolino dei vecchi. E' una città a misura di 90enni.

31-08-2010 / enrico nencini

No gente, ma ancora state a cercare di spiegare a Giorgio queste cose? Ormai dovreste averlo capito che è un troll: e la cosa migliore da fare coi troll è ignorarli.

31-08-2010 / Sandrocchio

O Giorgio!!!
Ma di cosa stai parlando?
Svegliati! Vai un po in giro per il mondo!!!!
Metti il naso fuori da queste mura!!!

31-08-2010 / Zorba

Anche oggi il servo Giorgio ha impedito ai commentatori di concentrarsi sulla notizia piuttosto che di dibattere la notizia, e cioè un regolamento per gli artisti di strada laddove gli artisti di strada non ci sono e quindi probabilmente fatto ad hoc per punire la gente durante i comics ;-)

31-08-2010 / Epistemologico

Un mix sapiente - complimenti - di giornalismo puntuale e livore critico, che denunciano l'Inequivocabile Stupidaggine. Accuratamente pianificata.

01-09-2010 / Andrea

Un'altra ordinanza stupida..
Frutto, probabilmente, di una grande ignoranza verso il fenomeno degli artisti di strada che nulla hanno a che vedere con gli accattoni!!
Qui da noi, poi, grazie ad un gruppo di ragazzi che da tempo organizza corsi di giocoleria e clowneria, non sono pochi i ragazzi che si avvicinano a queste belle discipline e che poi, magari, scelgono di continuare all'interno di ospedali come clown dottori..
Per l'ennesima volta, il Sindaco e il suo gran consulente Chiari (le panchine messe in piazza S. Francesco, quelle si che deturpano la citta!!) hanno perso l'occasione di dimostrare un briciolo di intelligenza.

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