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giovedì, 9 febbraio 2012

Multa a chi non soccorre un animale

22-08-2010 / Animali / Anna Benedetto

LUCCA, 22 agosto  - Anche gli animali hanno diritto al soccorso in caso di incidenti stradali. È dovere del responsabile dell’incidente prestare loro soccorso. E chi si occupa della loro cura urgente non può essere sanzionato se per raggiungere un ambulatorio veterinario viola il Codice della Strada. Lo ha stabilito l'articolo 32 delle Disposizioni in materia di sicurezza stradale nel maggio scorso.

“È stato equiparato l’aiuto ad un animale in gravi condizioni di salute a quello che si deve ad una persona e l’obbligo di fermarsi in caso di incidente che finora si doveva anche per il solo danneggiamento di cose - spiega Gianluca Felicetti, presidente della LAV - il Parlamento ha così aggiunto un altro tassello al riconoscimento dei diritti degli animali”.
Grazie a questa modifica vengono anche equiparati i mezzi di soccorso veterinari e di vigilanza zoofila a quelli di ambulanze, Vigili del Fuoco e Polizie.

Questa riforma riconosce di fatto, e di diritto, per la prima volta gli animali come “esseri senzienti”, principio in vigore dal gennaio scorso con il Trattato dell’Unione Europea.
Colui che, responsabile di un incidente, non si fermerà o non si adopererà per assicurare un tempestivo soccorso agli animali coinvolti tramite chiamata ad ambulanza veterinaria o trasporto diretto verso un centro veterinario, rischierà una sanzione amministrativa da 389 a 1559 euro.

Se si è comunque coinvolti in un incidente e non si chiama aiuto per gli animali coinvolti si rischia la sanzione amministrativa da 78 a 311 euro. Questa modifica interessa anche gli oltre 1,6 milioni di animali selvatici che, secondo la Lipu, ogni anno in Italia vengono uccisi dalle auto. 

Le stime di “road mortality” – sottolinea la LIPU - parlano di oltre 15mila animali per provincia che trovano la morte lungo strade e autostrade, ma si tratta senza dubbio di una stima al ribasso. Quelle coinvolte negli incidenti sono spesso specie protette dalla legge nazionale 157/92 di cui alcune di elevato interesse per la conservazione della biodiversità (come martore, camosci, lupi, ecc.).
“Le nuove norme rappresentano un segno tangibile di civiltà che ci avvicina al resto dell’Europa, da tempo sensibile e attenta ai diritti e alle esigenze degli animali e della natura, proprio nell’Anno internazionale della biodiversità proclamato dalle Nazioni Unite – ha dichiarato Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana LIPU-BirdLife Italia -. Ora occorre intensificare la sensibilizzazione degli automobilisti, estendendo le campagne educative che la LIPU ed altri enti e associazioni hanno già avviato da alcuni anni, ma soprattutto serve un impegno tangibile e costante da parte delle autorità che progettano e gestiscono le infrastrutture di trasporto, in primis le amministrazioni provinciali e le società di gestione delle autostrade”.

La LIPU rafforzerà il suo impegno per ridurre gli impatti di strade e autostrade sulla fauna selvatica con un corso di formazione sulla progettazione di infrastrutture ecologiche, che si terrà a Pisa dal 14 al 16 ottobre prossimi, e che rappresenterà un momento di crescita tecnica e scientifica per gli operatori del settore.

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Commenti

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23-08-2010 / Roberto Luis Giuntini

Io vivo a Rosario in Argentina, sono figlio di Lucchesi, mi sento veramente orgoglioso del fatto che le leggi di questo tipo sono attuate.
Roberto Giuntini

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