La notte della coscienza: Morgan, Litfiba e Elton John artisti censurati
18-08-2010 / words / Federica di Spilimbergo
Strana estate, quella del 2010. Un’estate in cui, per la prima volta, la musica, anzi, chi la fa, per fatti che poco c’entrano con l’arte, viene vessato. Viene impedito all’artista di essere tale, a causa della sua vita personale o del suo pensiero politico. Morgan. I Litfiba. Elton John. Tre artisti molto diversi tra loro per genere di musica, ma accomunati dalla ‘censura’ patita per qualcosa che con la loro musica non ha niente a che vedere.
Fatti gravi che rischiano di passare inosservati, persi tra le colonne dei quotidiani, soverchiati dalle love-story estive di questa o quella velina, con questo o quel calciatore.
Innanzi tutto Morgan. E’ ancora lui a far parlare di sé, ma questa volta in maniera assolutamente involontaria. I fatti: il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, decide di negare l’Arena di Verona a Marco Castoldi, in arte Morgan, perché ‘si droga’. Per i più disattenti, nell’inverno scorso, Morgan aveva rilasciato un’intervista nella quale ammetteva di fare uso di crack. I moralisti saltarono tutti in piedi, fino ad ottenerne l’esclusione dal Festival di Sanremo e, probabilmente, da X-Factor dove era stato giudice per le prime tre edizioni.
Un’ammissione, quella di Morgan, che gli è costata fin troppo, dal punto di vista professionale e umano. Adesso, dopo un periodo non certo facile, è in tour con l’Ensemble Symphony Orchestra di Massa Carrara: un concerto che, ovunque abbia fatto tappa, ha messo d’accordo critica e pubblico nell’affermare le qualità musicali e artistiche di Castoldi.
Ma a Verona questo non basta. A Verona, per suonare, è necessario fare il test anti-droga. Oppure – in classico stile 'fariseo' – drogarsi e non dirlo. Già, perché questo è il punto: Morgan non è senz’altro il solo musicista a fare uso di stupefacenti, ma è il solo a pagare per questo, avendo avuto il coraggio, la sfrontatezza o l’incoscienza di dirlo.
Archiviato il caso di Verona, scendiamo a sud e ci spostiamo nella sempre bellissima Sicilia, che ha dato i natali a tanti artisti presenti e passati. Qua hanno fatto tappa i Litfiba. Ed è così che il concerto di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo, diventa ‘pietra dello scandalo’.
I fatti: Pelù, ha aperto il concerto salutando «il popolo della Trinacria e gli spiriti liberi, a chi crede che Dell’Utri ci ha rotto il cazzo, giusto per mettere in chiaro subito le cose’» ed ha dato il benvenuto nello ‘stato libero di Litfiba’. Durante il concerto ha, poi, parlato della ‘morte della P2’, ha salutato 'la nascita della P3' e, naturalmente, ha ancora citato Dell’Utri, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra e 'papi-Silvio Berlusconi'.
Accostamenti che non sono stati graditi dall’assessore provinciale alle Politiche giovanili, l’azzurro Eusebio Dalì, di soli 34 anni, esponente del Pdl-Sicilia di Micciché, il quale non ha perso l’occasione per stare zitto e ha affermato che la band di Pelù e Renzulli «ha offeso l’intelligenza dei giovani siciliani, almeno di quelli, e sono proprio tanti, che sanno ascoltare buona musica, senza farsi fuorviare da squallidi messaggi populisti e demagogici».
Grave? Abbastanza, ma non troppo. Ad essere grave è qualcos’altro: la minaccia – forse qualcosa di più concreto – espressa da Dalì di non far più esibire gruppi ‘come i ‘Litfiba’ in Sicilia. Affidando le sue parole a un comunicato, l’illuminato assessore invita: «l'incolpevole sindaco Vasta e tutti i primi cittadini della Sicilia a non ospitare più artisti che hanno come unico scopo il pontificare, predicare e fare lotta politica, servendosi di quella potentissima arma che è la musica e la sua capacità di penetrare le giovani sensibilità, di formarle o di plagiarle a seconda dei casi». Ma non si limita a questo, invita il gruppo fiorentino «a chiedere scusa alla Sicilia, ai siciliani che sono per la stragrande maggioranza persone oneste e libere, a fare solo e semplicemente musica, lasciando stare la volgare propaganda, che tocca temi e concetti che di fatto disconoscono».
La follia di questa presa di posizione, in realtà, si commenta da sola. E’ imbarazzante perfino dover parlare di queste parole. Se gli auspici dell’assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Palermo saranno accolti, la regione Sicilia non avrà più modo di ascoltare nessun gruppo che, oltre a fare musica, pensi ed esprima le sue opinioni.
Affermazioni che definire gravissime è ancora eufemistico. Forse solo le dittature sudamericane possono vantare amministratori più liberali e illuminati di alcuni nostri esemplari.
Ultimo caso: Elton John. A lui potrebbe essere vietato di esibirsi a Trani, perché gay. Ora, che Elton John sia omossessuale è una notizia abbastanza risaputa anche nel più remoto angolo del mondo. Che per questo, nel Terzo Millennio, nella civilissima Italia, debba essere penalizzato e non possa suonare, fa onestamente accapponare la pelle.
I fatti: ad innescare la bomba, questa volta c’ha pensato il Vaticano, o meglio, un suo eminente esponente, il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, che, attraverso il web si scaglia contro gli omossessuali. Il sito è www.pontifex.roma.it, da dove la sua voce si eleva stentorea: «I cattolici farebbero bene ad occupare la piazza della cattedrale di Trani per protesta contro Elton John. Incredibile che canti davanti ad una chiesa. Non se ne può più degli omosessuali».
Comune e Curia di Trani per ora tacciono, ma che il concerto, già cambiato di location, dalla piazza principale della città, dove si affaccia il duomo, al piazzale del monastero di Colonna, sia in forse è una voce che rimbalza con sempre maggiore forza dal web ai giornali. Insomma: nel Terzo Millennio, a Trani non ci si esibisce di fronte alle chiese se gay. Dichiarati ovviamente.
Tre storie, diverse, ma accomunate dall’assurdità. Tre storie che raccontano l’Italia in cui viviamo e che ci fanno comprendere come l’ipocrisia sia alla base di tutto in questo Paese. Si faccia di tutto: ci si droghi, si sia gay o si abbia qualsiasi idea, purché questo non venga mai espresso in maniera chiara, palese, forte. Perché così le coscienze potranno dormire.
E allora.... Buonanotte, coscienza.
 
Commenti
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18-08-2010 / Federica E.
Vorrei dire che siamo al fascismo, ma purtroppo ci siamo da tempo.
Che schifo.
Lega, PDL, Vaticano: tre associazioni a delinquere senza le quali vivremmo meglio!
18-08-2010 / Francesco
Perché è lecito permettere ai Litfiba di dire le peggiori idiozie e non tollerare lo sdegno di Dalì? Due pesi e due misure, come al solito. w la libertà di parole e di critica, no al pensiero unico dell'odio politico.
18-08-2010 / loretta
articolo condiviso....almeno non facciamo passare nel silenzio queste cose. grazie.
19-08-2010 / giorgia
Cara Federica dai tuoi articoli si capisce da che parte stai ma devi capire che se PELù avesse fatto un bel concerto e le sue esternazioni politiche le avesse fatte in altro contesto non avrebbe avuto quelle reazioni.La libertà di parola non è a senso unico ed è lecito reagire alle provocazioni.Riguardo a Morgan non se ne può più è lui che si è messo in quella situazione non è stato un esempio positivo.Chi fa informazione ha il dovere di essere obbiettivo se vuole essere credibile e rispettare le idee di tutti anche se non le condivide.
19-08-2010 / lucida degli specchi
@francesco
perché i Litfiba sono un gruppo musicale, che, al massimo, parlando, può far riflettere qualcuno. L'assessore provinciale alle Politiche Giovanili, Dalì, ricopre un ruolo e una carica pubblica che gli danno un peso e una sostanza molto più forte, soprattutto a livello decisionale. Pertanto, i pesi sono diversi e le misure *devono* essere diverse.
19-08-2010 / enzino
LITFIBA incassano 120 milioni di euro a concerto
altro che fascismo.
19-08-2010 / Massimo
Si, 500 milioni incassano! Vienvia, se devi spararla, almeno sparala veramente grossa! :)
Avevo letto che, sempre in Sicilia, la chiesa aveva fatto pressioni per bloccare un festival di musica metal (con le solite storielle del demonio, ecc) e a 3 giorni dall'evento il comune ha revocato la concessione.
Fortunatamente, in seguito a numerose proteste, la concessione è stata riassegnata e il festival è stato fatto normalmente.
Quelle dell'articolo sono tre storie una peggiore dell'altra:
Ogni volta che vedo Borghezio o Calderoli mi chiedo se siano normali così o se anche loro non si diano un ?aiutino".
La cocaina gira ovunque, probabilmente anche in parlamento, ma poi fanno tutti i puritani e crocifiggono chi ha il coraggio di ammetterne l'uso come Morgan.
Dalì mi sembra il classico giovine del pdl che vuole mettersi un po' in mostra. Vorrei capire quale sarebbe la "buona musica". I Litfiba sono stati, almeno fino ad un certo periodo, una delle migliori band italiane.
Non ho ben capito che c'entra il vescovo di grosseto con Trani, ma penso che la cosa si commenti da sola e che queste "uscite" siano un po' vergognose.
Comunque complimenti per l'ottimo articolo!
19-08-2010 / marzio
i litfiba prendono 120 mila euro a serata....e non sono pochi
21-08-2010 / daniele
@francesco
perche dali non si é limitato a rispondere alle accuse dei litfiba, dicendo che erano delle grandissime idiozie?
sarebbe stato un caso di libertà di parole e di critica. un confronto.
arrivare con le minaccie di non far piu suonare certe band...solo perche non piace cio che dicono e come sono, mettendo la propria idea come unica ed assoluta verità, purtroppo si chiama solo abuso di potere.
24-08-2010 / Attanasio Cavallo Vanesio
Cara Di Spilimbergo se vuoi parlare di censura devi anche spiegare cos'è, questa censura. Tutti, specie a sinistra, si riempiono la bocca con la parola censura dimenticandosi che in questo paese di capre ignoranti almeno il 50% della popolazione (e credo di esser stato stretto) non ha la più pallida idea di cosa sia la cultura liberale e la libertà di espressione.
Secondo la stragrande maggioranza degli italiondi se io giro in fillungo narrando storie a sfondo erotico sulla madonna sono un pazzo criminale la cui bocca va immediatamente tappata (eppure c'è chi gira il fillungo dicendo preghiere a voce alta ma a nessuno verrebbe mai in mente di tappargli la bocca), così come se io sono un cantante - magari anche un cantante ridicolo (come pelù e morgan tra l'altro) - e c'è gente che paga o vuole sentirmi cantare, siccome sto su un palco è normale nella cultura illiberale italica che io mi vesta di qualche responsabilità e allora non parli male di nessuno, specie di mafiosi e chiesa, altrimenti sono da mettere a tacere.
Se invece sono un potente, un politico, allora mi è permesso tutto, cioè arringare da qualsiasi canale e soprattutto facendo in modo che le mie minchiate arrivino a tutti, anche chi non mi ha scelto. E' ovviamente impossibile in questo contesto di lobotomizzati estendere il concetto che tutto è politica (v.Pasolini) e che ogni dichiarazione politica ha pari dignità e importanza, sia di un tamarro come pelù che di un contadino come larussa che mia o tua o vostra.
Che il popolo sia capra della peggior risma lo dimostrano proprio queste censure, e non tanto perchè son censure, ma perchè ci si accanisce sul nulla, sull'illiberalità, quando ad esempio a una pippa per medioman come elotn john una cittadinaza civile lo prendeva a calci in culo quando si fa prendere le bizze tipo non calpestare la strada e passeggiare solo su tappeti rossi (ne sanno niente a lucca?), oppure quando annullano concerti già pagati perchè strafatti (vero morgan?), o magari quando presi da deliri di onnipotenza si credono di esser diventati artisti o cantautori e intraprendono carriere soliste che fanno ridere (ops, pelù?).
E invece i veri schiavi mediocri perdonano tutto a tutti, qualsiasi arrosto artistico e qualsiasi affronto al pubblico, salvo poi sparlare, giudicare e decidere su base politica o razziale, proprio come nelle vere società degradate che si credevano soppresse dalla cultura, quella stessa cultura che non ci ha evitato un nuovo medioevo in cui io me la rido e vi t****o la moglie.
24-08-2010 / fan
viva i liftiba
24-08-2010 / leo
Cara Federica PELU è un rockettaro tanto caro ai giovani e va ricordato che il suo mestiere è quello di fare concerti e non deliri politici.Apprezzare la sua arte non vuol dire condividere le sue idee e perciò facesse quello per cui è pagato per il resto abbiamo già Grillo che si è arricchito predicando bene e razzolando male.
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