La musica che...

giovedì, 9 febbraio 2012

Roberto Vecchioni dà vita a una serata sospesa tra poesia e musica sotto le stelle cadenti

Roberto Vecchioni

11-08-2010 / on stage / Paolo Ceragioli

CASTELNUOVO GARFAGNANA (Lucca), 11 agosto - Fa sempre una strana (ma buona) impressione trovarsi a un concerto all'aperto, sotto le stelle di San Lorenzo e vedere il pubblico seduto o sdraiato sull'erba di una tribuna naturale. Erano qualche centinaio, ieri sera, 10 agosto e, sicuramente, Roberto Vecchioni si sarà piacevolmente meravigliato di vederli in questo luogo sospeso dal mondo. Proprio come il suo "In Cantus" tour per voce, poesia, prosa, canzoni e quartetto d'archi.

Per tutto quello di cui sopra, solo i veri fan del cantautore-scrittore-professore milanese si sono spinti fin qui. Un concerto che inizia giustamente con una mezz'ora di ritardo per permettere agli ultimi ritardatari di affrontare la salita di accesso alla fortezza. Niente chitarra, niente basso, niente batteria. Oltre agli archi solo un piano e insieme ad alcuni dei brani storici ("L'uomo che si gioca oil cielo a dadi", "Luci a San Siro", "Milady", "Voglio una donna", ecco "Vissi d'arte" di Puccini e "Lascia ch'io pianga" di Haendel.

Poesie di Catullo e di Borges, musiche di Rachmaninov (per altro ben copiato da parecchi brani pop: tra i primi che vengono in mente "All by myself" di Eric Carmen e "Music" di John Miles, ma chissà quanti altri!), recitati e cantati con rispetto ma anche leggerezza, giocando su toni medi certamente più dd teatro che da spazio aperto.

Ma in questo spazio ha funzionato e gli oltre novanta minuti di spettacolo se ne sono andati in un soffio. Bravo a mettersi in gioco e a trovare strade nuove, attraversando territori colti che non dovrebbero mai rimanere ignoti nemmeno al grande pubblico.

Questa è la vera lezione del professor Roberto Vecchioni...

 

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