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domenica, 5 febbraio 2012

Ci sarà anche Lucca Animation in mezzo al Comics & Games

Screenshot da un'animazione di Bill Plympton

29-07-2010 / Lucca Comics & Games / Gianluca Testa

LUCCA, 29 luglio - Alla fine ci sarà anche un po’ di Lucca Animation in questo Comics & Games 2010. Il festival di animazione, che tanto bene aveva fatto nelle prime due edizioni, quest’anno è saltato a causa della scarse risorse economiche. E un festival che parte, si sa, ha bisogno di investimenti. Nei giorni del salone lucchese, cioè dal 29 ottobre al primo novembre 2010, Lucca Animation troverà però un suo spazio. Certamente non proporrà retrospettive e calendari ricchi di opere raffinate e d’élite (che speriamo siano riprese la prossima primavera) ma avrà ugualmente il suo concorso internazionale. Sul sito ufficiale è già stato pubblicato il nuovo bando di adesione (scheda di iscrizione da inviare entro il 12 settembre 2010). La selezione verrà completata entro il 30 settembre e la lista dei film ammessi sarà resa nota on-line. Quel che sappiamo, poi, è che il Gran Premio Lucca Animation 2010 non sarà decretato da una giuria specializzata. Conterà solo il voto del pubblico. E questo non è affatto male, soprattutto considerando la competenza e la passione dei tanti visitatori del festival.

Tornando a Lucca Comics & Games 2010, quello che ancora non è stato detto è che le mostre espositive di Palazzo Ducale (Ausonia, Max Frezzato, Gary Frank, l’antologica sul Libano e l’underground americano col grande assente Robert Crumb) saranno inaugurate il 16 ottobre 2010. E che quest’anno, dopo il 2009 sabbatico e austero che è valso l’aquisto della Marvel per ‘soli’ quattro miliardi di dollari, tornerà in fiera anche la Disney.

Quel che non finisce mai di stupire, però, è l’area Games. Ora che il gioco intelligente è approdato anche al festival di San Diego (“…17 anni dopo Lucca”, precisa il direttore della srl Renato Genovese), Lucca rilancia aprendo anche a Nintendo e De Agostini. E portando a Lucca il re della narrativa fantasy Terry Brooks, l’illustratore James Gurney e il game designer Steve Perrin (RuneQuest). Per la prima volta, poi, quest’anno ci sarà un premio per le migliori opere multimediali interattive con gli OMI Award (in collaborazione con AIOMI). Di Lucca Junior, invece, si è detto che il tema principale sarà lo sport. Ma non si è detto che ci sarà spazio per la mostra di Gianni De Conno (Palazzo Ducale), per lo spettacolo teatrale della Pimpa, per i cartoni animati sportivi che negli anni Ottanta hanno tenuto inchiodati alla tv quella generazione di giovani e giovanissimi con Mila e Shiro, Holly e Benji e molti altri.

Torniamo alla conferenza stampa di presentazione. Ecco, c’erano tutti. Sia i rappresentanti istituzionali sia la summa del Comics & Games. Non c’era invece nessuno a nome del Muf, ma questo già lo sappiamo. Del resto dopo il caos-biglietti del 2009 e il dibattito a distanza sulle iniziative per celebrare l’Unità d’Italia, un reciproco silenzio è il minimo che si possa avere. Nessuno ha cercato nessuno. E così ognuno va per la sua strada.

Il vicepresidente della Provincia di Lucca Patrizio Petrucci, nonché assessore al turismo, crede che “solo le 140mila presnze ottenute lo scorso anno nei giorni del festival basterebbero a sostenere questo evento, capace di offrire eventi culturali di alto livello”. Iclio Disperati, direttore dell’Apt lucchese, parla poco ma è decisamente chiaro: “Questo, per la città, è l’evento più importante”.

Della crisi che colpisce il settore – e le casse di Lucca Comics & Games – hanno parlato il presidente Francesco Caredio, il responsabile dell’area Comics Giovanni Russo (“Gli editori decidono di puntare su Lucca per i nuovi lanci”, ha detto) e soprattutto il direttore Renato Genovese. “Il ruolo di Lucca è insostituibile” ha detto. “Per il momento presentiamo un programma di massima. Che, essendo ancora al lavoro e in definizione, comunicheremo nel dettaglio a settembre. Ci interessa però ribadire l’importanza di investire sia sulle attività culturali sia su quelle commerciali (senza le quali non potrebbe esistere il primo dei due aspetti). Siamo consapevoli che questa è una fiera di settore che eroga anche servizi. Non possiamo permetterci il lusso di essere solo una manifestazione culturale. E neppure possiamo essere una manifestazione esclusivamente commerciale. Le due cose devono convivere”.

Poi Genovese parla dei collaboratori come dei nuovi ‘manager culturali’ che lavorano per il consolidamento delle opinion leadership, soprattutto per quel che riguarda i Games. Sulla Crisi? “L’abbiamo registrata, soprattutto attraverso gli espositori” racconta Genovese. “Ma il settore tiene. Tant’è che abbiamo circa 400 espositori e una settantina di nominativi fermi in lista di attesa. Questo problema si risolverebbe facilmente moltiplicando gli spazi espositivi”. Ma la superficie resta quella a disposizione nel centro storico. Una collocazione ideale per una manifestazione come questa che potrebbe trovare nuove opportunità nell’attuazione dei progetti Piuss.

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