Attualità

giovedì, 2 settembre 2010

LoSchermo.it è il primo quotidiano italiano a usare Linux sui computer di redazione

'New journalism' (la redazione de LoSchermo.it vista dall'obbiettivo di Carlo Cianti)

21-03-2010 / Editoriale / Stefano Giuntini

LUCCA, 21 marzo – Il termine chiave è “open source”, sorgente aperta. Indica tutto quel software libero da licenze commerciali che si sta diffondendo sempre di più, in questi anni, sulla spinta della propaganda di Internet. Si contrappone al cosiddetto “software proprietario”, che ha il suo più illustre esponente nel pacchetto Windows di Microsoft, diffuso al livello globale e, in Italia, spesso anche nella pubblica amministrazione.

LoSchermo.it, in linea con la sua filosofia editoriale, ha deciso per tutta una serie di ragioni più o meno opportunistiche di adottare il sistema operativo libero Linux su tutti i computer della sua nuova redazione, divenendo di fatto il primo quotidiano italiano a procedere concretamente nella direzione del software libero e traendo spunto da ciò per tutta una serie di considerazioni che, in tempo di crisi, assumono particolare valenza e significato.

Mentre infatti dalle colonne di tanti quotidiani si leggono proposte prive di senso riguardo a possibili svolte positiviste della “cosa pubblica” noi ci limiteremo a porre questa semplice, concreta domanda: perché le amministrazioni non adottano il software libero abbattendo i costi di quello a pagamento?

Insomma, se da una parte è difficile quantificare le cifre spese ogni anno dagli Enti pubblici a favore delle “tasche” di Bill Gates & Co. (molto spesso il software viene catalogato nelle spese di hardware in quanto i pc al momento dell'acquisto montano già il pacchetto Windows, stessa cosa vale per i corsi di aggiornamento dei dipendenti sulle singole applicazioni), più semplice è immaginarne i numeri attraverso le cifre di mercato.

In genere ogni computer presente negli uffici pubblici spesso viene acquistato già completo di una licenza Windows Oem, che incide sul costo della macchina, e questa è la prima spesa. Per lo svolgimento del lavoro poi è generalmente molto diffusa la suite Microsoft Office, con costi dai 457 euro - standard, a 778 euro Iva esclusa per postazione.

Windows è poi molto soggetto ad attacchi hacker o a ricevere virus dalla navigazione in rete, richiedendo quindi l'installazione di un antivirus (peraltro obbligatorio per le arcaiche leggi italiane in materia, apparentemente più attente a favorire le vendite che a permettere di ottimizzare i costi); gli antivirus di rete hanno costi che possono andare dai 35 ai 60 euro iva esclusa per postazione (con Linux, l'antivirus non è necessario).

Se poi c'è bisogno di un software per la grafica i prezzi lievitano e si va oltre i mille euro, per non parlare di moltissimi altri programmi che in base alle esigenze potrebbero rendersi necessari (software per la masterizzazione, per la compressione dei file, traduttori, eccetera). Tutti programmi, da Office (Open Office) alla grafica (Gimp) che esistono per Linux in versione Open Source. Sia chiaro che il fatto che siano gratuiti non significa affatto che siano meno efficienti (anzi...).

Il “software indispensabile”, in poche parole, costa più del computer stesso. Se a questo aggiungiamo anche gli aggiornamenti, sembra lapalissiano che anche a un qualsiasi medio o piccolo Ente pubblico, risparmiare oltre mille euro per computer farebbe sicuramente molto comodo, anche in considerazione del momento congiunturale.

D'altronde, mentre all'estero abbiamo l'esempio di un'intera nazione, il Brasile, che ha abbandonato i costi fissi del software proprietario di Microsoft, i numeri parlano chiaro: qua in Italia il precedente è costituito dalla politica illuminata della Provincia di Bolzano dove grazie all'intervento di un dipendente argentino si è progressivamente abbandonato Windows a favore di Linux abbattendo i costi del software e della manutenzione di circa un milione di euro all'anno, come testimonia anche un'inchiesta della trasmissione “Report” che vi alleghiamo in video a questo editoriale

Certo, anche il passaggio da Windows a Linux comporterebbe qualche spesa, come i corsi di aggiornamento dei dipendenti, però sarebbero considerabili come “una tantum” e quindi facilmente ammortizzabili nel tempo attraverso i risparmi in bilancio sui software a pagamento.

D'altronde, rispetto a Windows, con Linux cambiano i nomi dei programmi, ma per il resto è tutto molto simile: basta abituarsi.

E a testimonianza di questa semplicità c'è sempre l'esperienza dell'Alto Adige, dove i sistemi informatici di tutte le scuole (elementari e medie) in lingua italiana della Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, sono stati aggiornati con il sistema operativo libero FUSS-Soledad GNU/Linux, una personalizzazione realizzata da un team di esperti della più conosciuta distribuzione Debian GNU/Linux.

Il progetto si chiama “Free Upgrade Southtyrol's Schools” (FUSS), è stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo e coinvolge, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 16mila ragazzi al lavoro su circa 2500 PC nei quali gira solo ed esclusivamente software libero. 

Certo, in giro per il mondo troviamo altre esperienze pionieristiche di questo tipo, come in Germania, dove il sistema statale sta progressivamente passando da Windows a Linux e quindi, a maggior ragione, risulta assai surreale trovare argomentazioni valide per giustificare l'enorme spesa che i contribuenti italiani, già penalizzati da un servizio internet veloce frammentario e a pagamento (cosa che non avviene all'estero), devono sostenere attraverso gli Enti pubblici per pagare un software che già esiste gratis.

Da qui la nostra proposta, concreta e fattibile: perché non abbandonare i pacchetti a pagamento a favore di quelli liberi? Avete idea di quando potrebbe risparmiare lo Stato?

Pensateci, intanto noi de LoSchermo.it diamo l'esempio, impegnandoci anche a relazionare in rete gli sforzi di qualsiasi Ente pubblico che avesse il “coraggio” di seguire l'esempio della Provincia di Bolzano, che sta lì a testimoniare che la cosa può funzionare.

Perché, parafrasando una celebre frase di Obama, non resta che ammetterlo: “Yes, we can”.

 

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Commenti

Il contenuto dei commenti non costituisce notizia giornalistica

21-03-2010 / Ricky

GRANDISSIMI!!!

21-03-2010 / lucida degli specchi

Non mi sarei aspettata niente di meno!

21-03-2010 / Lorna N.

impossibile non sottoscrivere totalmente l'editoriale e non complimentarsi senza riserve con tale redazione illuminata!!

21-03-2010 / Beppe

sarebbe una figata se l'incalzante campagna elettorale aiutasse il passaggio di un messaggio così importante come quello lanciato prima da report e poi ripreso così con stile dallo schermo..

21-03-2010 / andrea

una sola obiezione, ma l'assistenza a linux chi la fa? questa è una delle cose per cui non si diffonde linux. Oltre al fatto ovviamente che non c'è informazione al riguardo, né tantomeno si capisce il risparmio che ne deriverebbe.

Fra parentesi, ho provato ubuntu più e più volte ma mi trovo sempre meglio con il mac. certo non è libero. linux è un pò macchinoso diciamolo. anche per i più smanettoni.

quando linux sarà semplice come il mac, lo adotteranno tutti.

22-03-2010 / Armand

se qualcuno fa la manutenzione a Bolzano e in tutto il brasile allora non vedo perché,secondo le regole di richiesta di un eventuale mercato che si andrebbe a sviluppare,non potrebbe essere fatta ovunque.e di certo non è che sarebbe più problematica o dispendiosa della manutenzione di windows..

22-03-2010 / Nicodemo

Così si fà
GRANDI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

22-03-2010 / leone2000

bravi, scelta coraggiosa ed efficiente che dimostra che si può lavorare anche senza finestre sul pc! :-) l'unico aspetto che, secondo me, potevate far notare di più è la libertà insita nel software libero, la libertà nei formati dei file, la libertà della conoscenza dei sorgenti stessi (certo, per chi sa fare a metterci le mani! :-)): per es. tu scrivi un documento e lo salvi in formato .xyz che è prodotto da abc e lo puoi aprire solo con il suo software... domani abc fallisce e tutto finisce, il suo programma non viene più sviluppato, non puoi più installarlo e non puoi quindi più riaprire il TUO documento! se il formato fosse stato libero qualcuno avrebbe potuto implementarlo e riaprire liberamente il file! l'esempio è molto semplificato e banalizzato ma è per rendere l'idea.

la libertà del free software (free as a free speech, not free as a free beer) non sono solo concetti più o meno informatici, sono le cose più importanti legate al software libero, soprattutto in ambito aziendale e, ancor di più, in ambito di pubblica amministrazione; per capire meglio questi concetti può essere utile dare un'occhiata a http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html

22-03-2010 / Alex

Ho provato piu' distribuzioni di Ubuntu negli ultimi 2 anni, ma purtroppo, per chi non vede, la strada per poter comprare un pc e montare esclusivamente Linux è ancora molto lontana. L'unico screen reader che al momento supporta abbastanza bene l'ambiente gnome è Orca, ma purtroppo questo programma non ha sufficienti sviluppatori per poter competere con i corrispondenti pacchetti commerciali in ambito Windows. I software utilizzabili sono molto pochi e non senza poche difficoltà di manovra. Ad esempio, al momento non si riesce sotto Linux ad usare Skype, software che se ben gestito farebbe risparmiar eun altro bel po' di soldini nelle comunicazioni anche agli enti pubblici. Openoffice spesso va in crash per problemi legati appunto ad Orca. Fra una versione di Ubuntu e l'altra spesso si sono fatte modifiche ai driver audio che hanno creato problemi anon finire nell'uso dei componenti di sintesi (vedi espeak). Vediamo cosa accadrà con le prossima versione, che dovrebbe uscire a fine Aprile.
Ma al momento, pur sperandoci, sono ancora molto scettico.

22-03-2010 / Tux

Un grazie sentito alla redazione de Lo Schermo!

22-03-2010 / Lo spietato

Linux è una bella utopia, lo utilizzo a casa per divertimento, è giusto che ci sia ma lavorando da 30 anni nel settore informatico posso tranquillamente affermare che in ambito professionale non si diffonderà. Le aziende hanno bisogno di software certificato e sicuro e non di geek con la coda e la maglietta alternativa che giocano agli hacker e che poi spariscono alle prime vere difficoltà. (esperienza vissuta ;-)

22-03-2010 / leone2000

@lo spietato: senza scendere in guerre di religione e/o flame vari il tuo discorso mi sa un po' di trollone... linux non esiste da 30 anni e in 30 anni il mercato cambia, in azienda, soprattutto su molti server, linux ed il software libero c'è già da parecchi anni, anche molte aziende che producono software proprietario certificano i loro prodotti su distribuzioni linux. Se poi parliamo della sicurezza... probabilmente se parli di 'geek con la coda e la maglietta alternativa che giocano agli hacker e che poi spariscono alle prime vere difficoltà' hai paura che, col tempo, tali geek ti portino via il lavoro e allora spargi del fud... ;-)

ps: non dimentichiamoci che la stragrande maggioranza dei servizi internet gira su piattaforme linux o, comunque, con software libero (l'acronimo LAMP ti dice nulla...?); una della prime aziendine che ci ha costruito la sua fortuna si chiama google inc...

22-03-2010 / Tron 2.0

Alex ma che dici che su linux non si usa skype? c'è proprio anche la versione scaricabile! ( http://www.skype.com/intl/it/download/skype/linux/ )
per non parlare poi di openoffice che ovviamente ogni tanto crusha (a me non è mai successo) ma non credo sia possibile arrivare ai livelli di malfunzionamento di excel per esempio, capace di ingripparsi anche solo per un copia incolla su macchine potentissime! poi a quanto vedo orca è una applicazione per ipovedenti etc e francamente non saprei che dire, sarà vero che funziona male, ma generalizzare su linux/skype/openoffice o la mancanza di programmi linux non mi sembra veritiero.

22-03-2010 / Lo spietato

Leone2000, per carità niente "trollate", mi spiace che il mio pacato commento abbia scatenato la tua reazione tipicamente "fanboyistica", per usare un termine (come troll) tanto amato dai geek coduti.

Apprezzo linux per quello che è: un OS di nicchia con numerevoli vantaggi e altrettanti svantaggi.

Per il discorso dei formati *.xyz saprai meglio di me che tutti i produttori si stanno orientando verso i formati Open, (microsoft con Open Xml).

Pausa pranzo finita...

22-03-2010 / leone2000

@tron: alex si riferiva a tecnologie per ipovedenti, orca è uno screen-reader.

22-03-2010 / Compassionevole

@spietato
Criticare un OS (o qualsiasi altro strumento) perché di nicchia, mi pare da fessi. La bontà di un OS non è determinata dal numero di utenti (opinione personale: MacOSX è lì a dimostrarlo). In secondo luogo, TUTTI i sistemi operativi (e qualsiasi altra cosa ti venga in mente) hanno dei pro e dei contro. Criticare qualcosa perché ha dei pro e dei contro non mi pare una gran critica... Infine, ogni OS ha dei campi di applicazione in cui eccelle, altri in cui eccelle meno. La gran parte dei siti che visiti quotidianamente gira su linux. E se questa è utopia....

22-03-2010 / leone2000

@lo spietato: se io sono un fan boy il tuo pacato commento è tipico di un uomo del marketing che fa un po' di pubblicità negativa alla concorrenza, probabilmente per paura di perdere i clienti (l'acronimo fud tanto in voga tra i geek da te citati ti dice nulla?); oltretutto si dimostra questa cosa per il fatto che spacci tue opinioni come dati informatici e tecnologici.

riguardo ai formati aperti: openxml è nato dopo opendocument proprio per la paura di microsoft di perdere il controllo sui formati dei file e dopo che mezzo mondo ha incoraggiato lo scambio di informazioni che superino il .doc.

ps: mi dispiace per te ma non sono geek e, ahimè, tantomeno coduto.

22-03-2010 / Frank Frattaglia

Gratuito, non conosce (quasi!) virus, più veloce della concorrenza, non occorre MAI deframmentare, un bug qualunque viene scovato in non più di due-tre giorni e non occorre aspettare service pack, sui portatili allunga la durata delle batterie... Ecc.ecc... Avete fatto bene, magari risparmiando anche costosi upgrade dell hardware, contribuendo ad allungare la vita operativa di un computer (meno spazzatura elettronica...).

Scelta razionale e al passo coi tempi!

22-03-2010 / Giusy

tanto la politica che controlla le amministrazioni come minimo sarà collusa con il signor Gates,considerando le cifre astronomiche su cui si assesta il mercato.anzi:il monopolio.

22-03-2010 / WarGames

@Tron2.0
Credo che il commento di Alex e i problemi rilevati si riferissero integralmente alla possibilità per i non vedenti di passare fattivamente a Linux (Oo si inchioda se usi Orca, a quanto ho capito, e idem per skype), e credo (dal poco che so) che abbia ragione: il supporto migliore, in questo caso, ce l'ha probabilmente Windows (quello di MacOsX non sembra male ma la localizzazione in italiano mi pare inutilizzabile), e se su Linux è carente credo sia proprio perché il parco utenti (intesi come comuni navigatori vedenti o non vedenti etc.) è troppo ridotto, per giustificare investimenti in questo senso, e sul fronte OpenSource e software gratuiti dipende un po' "da come gira". Confido che in futuro la situazione cambi, qualche community che si metta a lavorarci seriamente salterà fuori.

22-03-2010 / Tron 2.0

Si si wargames c'hai ragione. pensavo che alex dato che usava il termine linux generalizzasse sul so mentre invece stava evidentemente parlando di ciò che linux offre per i non vedenti, argomento di cui non so assolutamente niente.

22-03-2010 / NewLinuxUser

Il problema casomai, anche per l'uso domestico è la mancanza di verà disponibilità da parte dei lug locali. Io vengo da Empoli e mi sono trovato benissimo con il quel lug. Qui a Lucca putroppo non vedo altrettanta vivacità da parte del Lug locale. Ho provato più volte a contattarli, ma non ho ricevuto molta disponibilità. Per carità magari sono stato sfortunato io. Ma insomma, sveglia!!! Perché linux si diffonda ci vuole più presenza sul territori! Quindi complimenti alla redazione per questa scelta coraggiosa. Un saluto a tutti.

22-03-2010 / Maurizio

Mi spiace deludere qualcuno, ma sono il titolare di uno studio legale, con 10 postazioni pc più un server, che dall'anno 2006 ha abbandonato Windows ed è passato a Linux (Ubuntu, per la precisione).
Al di là dell'avere personali conoscenze informatiche che mi consentono di non far entrare alcun tecnico in studio, devo dire che la quantità di lavoro necessaria per tenere "in forma" i pc è praticamente dimezzata.
Addio deframmentazioni, addio service pack che devastano i pc, addio file di registro mastodontici che rallentano progressivamente il pc fino a renderlo inutilizzabile.
Tutto questo per dire che, salvo utilizzi particolari, per il 90% degli uffici Linux è già più che maturo. Se poi si diffondesse, anche le software house avrebbero interesse a sviluppare software e quel 90% sarebbe destinato ad aumentare.
Saluti, Maurizio.

22-03-2010 / you are the best

COMPLIMENTI REDAZIONE PARTE DA LUCCA LA SVOLTA ITALIANA!!!!!!!!!!!!!!

EDITORIA: 'LOSCHERMO.IT' ADOTTA PIATTAFORMA
LINUX =

(AGI) - Lucca, 22 mar. - Il quotidiano telematico lucchese

'LoSchermo.it' e' il primo in Italia ad adottare la piattaforma

gratuita Linux come sistema operativo per i computer della sua

redazione. "LoSchermo.it - dice il direttore Stefano Giuntini -

in linea con la sua filosofia editoriale, ha deciso di adottare

il sistema operativo libero Linux su tutti i computer della

redazione, diventando, di fatto, il primo quotidiano italiano a

procedere concretamente nella direzione del software libero".

Nato nel 2007, il quotidiano LoSchermo.it si e' attestato come

una realta' editoriale, oramai affermata nel panorama non solo

locale. (AGI)

Cli/Sep

221700 MAR 10

22-03-2010 / Lucia

senza parole....siete davvero degli ENORMI!

22-03-2010 / pubblicamministrazionologo

su linux esistono gratis e girano senza problemi tutti i programmi utili in un ufficio e per la navigazione in internet.

però non funzionano la maggior parte dei videogiochi quali ad esempio the sims o leisure suite larry.

è lapalissiano quindi che nella pubblica amministrazione linux non va bene perchè il 90% dei dipendenti non saprebbe più cosa farci col computer se non ci può videogiocare.

22-03-2010 / Lavinia

un grande applauso alla redazione dello schermo per l'iniziativa e il risalto che ne è derivato:una bellissima iniziativa,da emulare oltre che un vanto per la città di lucca.

22-03-2010 / loretta menchini

Bravissimi. A casa mia utilizziamo tutti UBUNTU e ci troviamo benissimo... qualche disagio ogni tanto ma superabilissimo con un po' di buona volontà... e poi tutto gratis e senza la paura dei virus...

03-04-2010 / max

Complimenti!
Da parte mia, che utilizzo linux da ormai da un po' di anni (ho iniziato con mandrake 7.1), non posso che confermare che Linux è oramai pronto per il grande salto.
Secondo me quello che veramente manca per l'affermazione del software opensource è una politica commerciale efficace, essendo una moltitudine di aziende con un'offerta frammentaria ed eterogenea... ma sono convinto che è solo questione di tempo.

13-04-2010 / johnj

ci vuole meno monopolio basato su trucchetti come i formati, l'installazione in bundle o la mancanza di drivers per linux
l'unico altro freno è la mancanza di informazione, ma pochi anni fa sembrava folle cercare alternative a explorer o a office... grazie ad iniziative come questa poco alla volta si potrà scegliere con consapevolezza.

23-04-2010 / Akira

Magari le amministrazioni pubbliche adottassero il pinguino... Meno soldi di spesa pubblica e quelli che restano da spendere per maggiore necessita' di assistenza andrebbero in lavoro nuovo per l'Italia invece di andare ad ingrassare societa' oltreoceano.

Io lavoro con i pc e principalmente sviluppo applicazioni multimediali interattive e utilizzo GNU/Linux per tutto, dal lavoro all'intrattenimento fino ai videogames, ci sono un sacco di giochi open e quello che non ce' o gira sotto wine o gira sotto crossover, quello che non gira .... se mi rivogliono come cliente che facciano versioni linux!

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