Alluvione, non è Natale nell'Oltreserchio
25-12-2009 / Cronaca / Stefano Giuntini e Carlo Cianti
LUCCA, 25 dicembre - Non ci sono luci di Natale accese, oggi, nell'Oltreserchio. Gli addobbi non lampeggiano dalle finestre delle case perché la corrente elettrica è stata tagliata. I vigili del fuoco altrimenti non potrebbero lavorare, visto che qua è tutto allagato.
L'ondata di piena del fiume Serchio, che fortunatamente non ha fatto vittime, si è portata via anche il telefono e il gas nelle case delle circa 500 persone sotto ordinanza di sgombero, oltre che un pezzo di argine di circa 40 metri staccatosi in blocco come un'enorme fetta di torta per far strada all'acqua del fiume, che ha completamente allagato il paese di Santa Maria a Colle.
L'acqua è ovunque: nelle cantine, nei salotti e sulle strade. Alcuni alluvionati si affollano all'imbocco di ponte San Pietro, chiuso al traffico dalle forze dell'ordine, bagagli alla mano.
"Saranno prelevati a breve da un pulmino", ci dice un Vigile Urbano mentre fa spazio al traporto eccezionale di un'enorme gru che, assieme a quattro camion carichi di pietre, si dirige verso il buco dell'argine. La gente li guarda passare con rassegnazione, o rabbia. Molti hanno paura perché a un certo punto pare che debba arrivare una nuova ondata di piena.
Ad argine aperto.
Eppure nessun bollettino ufficiale segnala ulteriori problemi. "Però non mi fido - ci dice un residente - perché quelli si rendono conto dell'entità dei problemi solo al momento che capitano".
E' tesa l'atmosfera, nell'Oltreserchio. "Nessuno ci dice niente" e le voci si rincorrono fra notizie e smentite (neppure l'ora esatta della rottura degli argini è definita, alcuni dicono alle 3, altri alle 6, eppure sappiamo che è successo alle 6,15). Ci si aspetta di tutto in qualsiasi momento.
Non ci si capisce niente.
Famiglie intere si riversano nelle strade armate di trolley, per "andare ospiti dai parenti". Altre rimangono e osservano dalle finestre e dalle terrazze i lampeggianti dei mezzi di soccorso, per nulla intenzionate a lasciare le loro case, nonostante l'ordinanza di evacuazione.
Passa un elicottero dei carabinieri nel cielo. "Maledetti", si sfoga guardando il cielo un anziano signore che non sa più con chi prendersela per ciò che è accaduto, mentre viene portato fuori casa in gommone.
Altri come lui, ed anche più vecchi, sono stati accolti presso la sede della circoscrizione 5 del Comune di Lucca qualche chilometro più a monte, a Maggiano.
Sono circa 15 lì gli accampati accuditi dai volontari. Fra loro c'è una signora, di almeno 80 anni, che si lamenta sottovoce della casa andata in rovina. Faceva l'infermiera a Maggiano, un tempo, e l'aveva costruita con tanti sforzi assieme al marito. "Adesso è un disastro", dice prima di provare a dormire.
«Le problematiche dell'Oltreserchio sono sempre le solite, ricorrenti - dichiara il presidente della circoscrizione Carlo Bini -, qui non è la prima volta che si finisce sott'acqua. Eppure ogni volta succede. Francamente però ieri il fiume sembrava ancora più basso che qualche giorno prima, quando si era sciolta la neve. Credevamo che il problema vero fosse un altro rio (il Contesora, anch'esso straripato, ndr) e invece d'un tratto quel blocco d'argine si è stranamente staccato». Poi si ferma, forse vorrebbe aggiungere qualcosa, ma non lo fa. «La sede della circoscrizione è aperta a tutti, siamo a completa disposizione della popolazione», chiude.
Però lo spazio non è molto e allora altri 150 letti verranno allestiti al Foro Boario, proprio alle porte di Lucca, nel quartiere di Borgo Giannotti. Non sappiamo in quanti vi si recheranno, al momento, così come ignoriamo molte altre cose. Ma una domanda, su tutte, condividiamo con la popolazione dell'Oltreserchio: davvero non si poteva fare di più?
"Potevano almeno avvertici", è il mantra generale della gente, che si è vista l'acqua entrare in casa senza poter far niente. Senza preavviso. "Avremmo salvato qualcosa".
«Lo sa - mi dice un residente - ne parlavo con altra gente prima di questo, del mancato preavviso, quando è passato un ragazzo di colore, doveva essere africano, che ci ha sentito discutere». L'uomo cambia espressione e poi finisce la storia: «Sa come ha commentato? 'Succede sempre così anche da noi'».
Già, nel Terzo mondo.
(Foto di Carlo Cianti per LoSchermo.it)
 
Commenti
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25-12-2009 / ilario
ore 1:30 di 24/12/09.
io e altri eravamo a Ponte S.Pietro ed osservando l'altezza del Serchio ci siamo resi conto che la situazione era molto critica ma soprattutto instabile. Chi di competenza avrebbe dovuto monitorare meglio gli argini ed avvertire i cittadini nei dintorni degli argini più a rischio.
Zona Casina Rossa con argine al pari del fiume. I cittadini vicini ANDAVANO AVVERTITI prima!!!
Saluti.
25-12-2009 / Francesco
Ho sentito a un emittente locale (va beh non la scrivo x corrrettezza ) che un tipo aveva la protezione civile davanti casa e non hanno nemmeno suonato il campanello per avvertirlo del pericolo, così non ha potuto nemmneno salvare le auto e gli animali domestici.
Roba da chiodi, altro che terzo mondo, qui manca proprio il buon senso.
Ma il sindaco in tutto questo dove è?
25-12-2009 / maurizio consani
in una giornata tragica per tutti, per quelli che ne sono stati colpiti, per quei volontari che per tutto il giorno (di Natale) si son comunque prodigati, per chi ha partecipato ai soccorsi, per chi è stato sommerso dalle critiche, mi sento di fare un commento "positivo":
Abito a S.Maria a Colle, ad ovest della Contesora, zona Chiesa, siamo stati risparmiati dalla furia delle acque, e questo solo grazie all'intervento effettuato negli anni passati, intervento di rinforzo, innalzamento e consolidamento dell'argine della Contesora stessa. In mancanza di tale intervento, e con il livello dell'acqua come era nella nottata, molte famiglie (compresa la mia) avrebbero visto le loro case inondate al pari delle altre.
Il mio piu grosso "in bocca al lupo" alle famiglie colpite.
26-12-2009 / Grazie!
grazie direttore per aver compreso e scritto il senso più profondo del nostro dramma, grazie a tutta la redazione per averci fatto sentire di contare più di quanto è sempre accaduto fino ad oggi...
un'alluvionata
26-12-2009 / da tutti noi
grazie di averci informato in ogni momento e sostenuto alla redazione dello schermo perchè oggi ci eravate solo voi. che ci vengano a chiedere un euro e 20 in edicola i giornali che erano a mangiarsi il panettone.. grazie magnifica redazione...finalmente qualcono che sta DAVVERo dalla nostra parte ci voleva..
26-12-2009 / Paolo
Prevedere la rottura dell'argine in un punto era impossibile questa è una realtà, ma per evitare quanto successo, in zone del serchio succesive a nozzano sono stati fatti dei lavori e predisposte zone di allagameto controllato, mi domando perchè non sono stati rotti gli argini in tali punti invece di aspettare il naturale decorso degli eventi.....ma chi è all'autorità di bacino del fiume serchio e chi è a capo della protezione civile a Lucca e il sindaco in cosa speravano per non dare tale ordine?!?!? Mi domando se non c'è da pensare a colpe di singoli e se non sia giusto che caschi qualche testa di chi è pagato per prendere tali decisioni e per mettere in sicurezza le zone limitrofe all'alveo fluviale in tempi asciutti......
26-12-2009 / Barbarossa
Il sindaco si sarà alzato a mezzogiorno...
28-12-2009 / Mauro
Sono un abitante di Ponte S. Pietro dove vivo da sempre e quindi conosco in nostro amto-odiato fiume come non molti. Volevo segnalare che fino agli anni ottanta, passava regolarmente il (Guardiano degli argini)che verificava che non vi fossero buche fatte da animali che vi costruivano la loro tana o che qualche (imbecille ) causasse dei danni che poi si sarebbero verificati irreparabili. Ora tutto quello che vediamo sono delle cooperative che con i loro trattori passano a segare l'erba, ma la stabilità chi la controlla?
08-01-2010 / serena
in momenti di panico ed emergenza quale un'alluvione di tale portata è ovvio che le persone, i comuni cittadini, tendono ad affidarsi ai consigli di coloro che dovrebbero guidarli al meglio col fine di tutelarli..faccio riferimento alla protezione civile..personalmente siamo stati solo danneggiati dai loro "preziosi" consigli..grazie ai quali abbiamo perso ben due auto..con ciò chiedo al Capo della Protezione Civile di pensare al fatto che, molto spesso, la sua protezione civile è composta di persone che tendono ad allargarsi un pò troppo..per cui sarebbero apprezzabili maggiori controlli sulle capacità e la formazione di chi ne fa parte..grazie.
08-01-2010 / betty
non è la prima volta gli abitanti dell'oltresechio hanno bisogno di dormire tranquilli,non servono ospedali nuovi e nientaltro basterebbe investire nella sicurezza dei cittadini
08-01-2010 / vittorio
soltanto chi pensa di posizionare il Centro Operativo Comunale denominato COC al 4° piano di una struttura in città... e per giunta con accesso condizionato da una sbarra e dal controllo della Metro, dovrebbe avere il buonsenso e il coraggio civile di andare a casa. Sono fuori di testa.
06-07-2010 / simona
25/12/2009-06/07/2010 di tempo un pò ne è passato, di fatti... niente! Solo parole! I soldi non ci sono nè per i rimborsi nè per i lavori necessari a quanto pare, ma almeno non prendeteci in giro!!! Chiedo troppo?
Un'alluvionata
06-07-2010 / e.n.
Chiedi troppo sì! No, dico, ma ti rendi conto con che classe dirigente hai a che fare, o vivi sulla luna??!
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