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domenica, 5 febbraio 2012

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Bracconiere nella rete della Polizia Provinciale

Una tagliola, del tipo di quelle usate dai bracconieri

15-10-2009 / Cronaca / La redazione

CASTELNUOVO GARFAGNANA (Lucca) - Un bracconiere è stato colto con le mani nel sacco, anzi nella rete, dagli agenti della Polizia Provinciale che lo braccavano da oltre un anno. L'uomo, un sessantaduenne residente nel comune di Capannori, metteva delle reti nel Parco delle Apuane, per catturare vivi merli e tordi, da usare come richiami per gli uccelli. A casa dell'uomo, gli agenti hanno trovato numerosi esemplari di questi animali senza l'anello di riconoscimento e, dopo averli sequestrati, li hanno affidati ad un centro per il recupero della fauna selvatica. 

 

Bracconiere cade nella rete della Polizia Provinciale. Gli agenti del distaccamento di Castelnuovo Garfagnana erano sulle tracce del cacciatore di frodo da oltre un anno, segnalato in più occasioni da persone che l’avevano notato tendere reti per la cattura di merli e tordi, probabilmente destinati al fiorente mercato illegale dei richiami vivi utilizzati dai cacciatori. 

Le ricerche, effettuate anche grazie alla conoscenza della zona da parte degli agenti della Polizia Provinciale, sono culminate con il rinvenimento di un vero e proprio impianto di cattura a tutti gli effetti e privo di ogni autorizzazione, realizzato con pali di metallo, tiranti con cavi di acciaio che sorreggevano decine di metri di reti (i cosiddetti roccoli) e che si trovava in uno dei punti più belli del Parco delle Alpi Apuane. 

Localizzato, gli uomini della Polizia Provinciale hanno presidiato il ‘roccolo’ e, quando il bracconiere si è presentato per vedere se qualche volatile era caduto nella trappola, è stato fermato e identificato, per essere poi segnalato all’Autorità Giudiziaria per reati che vanno dall’uccellagione, alla cattura di avifauna proibita, dalla caccia all’interno di un parco, all’introduzione abusiva in area protetta di mezzi di cattura. 

Il bracconiere – P.G. le sue iniziali, di 62 anni, residente nel comune di Capannori – rischia adesso pesanti sanzioni sia amministrative che penali, oltre alla revoca del porto d’armi. Sotto sequestro anche tutti gli attrezzi e le reti utilizzate nell’attività di caccia illecita. Perquisita anche l’abitazione del cacciatore di frodo, dove la Polizia Provinciale ha trovato numerosi esemplari di torti e merli, considerati corpo del reato, in quanto privi dei previsti anelli identificativi e che, a loro volta, sono stati sequestrati e consegnati ad un centro di recupero della fauna selvatica.

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