Forse riaffiora l’insediamento romano di “Quarto”
21-09-2007 / Archeologia / Riccardo Marzi
CAPANNORI (Lucca) - Gli scavi di via Martiri Lunatesi potrebbero appartenere al primo abitato di Capannori. E’ l’ipotesi che sta cercando di verificare il Gruppo Archeologico Capannorese, sotto la guida di Alessandro Giannoni e la direzione di Giulio Ciampoltrini. La scoperta, se confermata, darebbe maggiore valore ad un’area in cui si trovano già i reperti del Frizzone e quelli delle ‘Cento Fattorie', dando un ulteriore motivo per realizzare il museo della piana di Lucca.
La terza campagna di scavi sul sito, avviata lo scorso 3 settembre, potrebbe condurre a scoprire l’antico abitato di Capannori, chiamato “Quarto” che le fonti storiche indicano come distante da Lucca quattro miglia e lambito da un ramo dell’Auser.
Pare inoltre che l’insediamento finora scoperto in via Martiri Lunatesi, risalente ad un periodo compreso tra il 100 ed il 250 d.C., possa distinguersi dalla fattoria, che era la tipologia insediativa tipica dell’area rurale lucchese dell’epoca. La parte orientale del sito potrebbe essere stata destinata ad un utilizzo commerciale. Gli ambienti indagati probabilmente venivano usati come magazzini o botteghe, visto che erano disposti l’uno accanto all’altro “a schiera” ed al loro interno sono stati rinvenuti oggetti di varia natura e funzione, come tubuli e generi alimentari. La parte ovest del sito, invece, probabilmente aveva una funzione produttiva, visto che vi si trovava un “impluvium” e vi sono state rinvenute tracce di una fornace.
Alla luce di queste nuove scoperte torna alla ribalta il tema del museo archeologico della piana di Lucca. “Negli scorsi mesi c’è stata una battuta d’arresto - dichiara l’assessore alla cultura del comune di Capannori, Luciana Baroni – ma presto ripartirà l’iter. Alla luce dei ritrovamenti del Frizzone e delle ‘Cento Fattorie’ è necessario trovare un luogo dove poter mettere tutti i reperti. Per il momento utilizzeremo gli scavi presenti come una scuola a cielo aperto”. Della stessa opinione è Ciampoltrini. “E’ necessaria la realizzazione del museo – dichiara – per valorizzare il patrimonio della piana lucchese”. Gli scavi sono finanziati dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca: “Senza il mio aiuto di grande appassionato di archeologia - dichiara il presidente Paolo Mencacci – non si sarebbero mai realizzati. Mi impegnerò anche per finanziarli il prossimo anno”.
Il sito di via Martiri Lunatesi, scoperto nel maggio 2004, nel 2005 e nel 2006 è stato interessato da due campagne di scavo che hanno messo in luce un’area di 200 metri quadrati. Fra i reperti che sono stati rinvenuti ci sono una chiave in bronzo, anfore ed esemplari di monete coniate sotto i regni di Caracalla (216 d. C) e Gordiano III (238-244 d. C), tubi ceramici ad uso termale, coppi e tegole da copertura, un coppo che reca impressa la scritta “SOCIV” (il nome dell’artigiano), e di un grosso frammento di dolio su cui si legge invece il numero “XXXVI”, attribuibile alla capienza del recipiente.
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