"Cuore Buio": lo spettacolo che denuncia l'atroce realtà dei bambini-soldato
09-12-2008 / Cultura / Alessandra Bandoni
CASCINA (PISA) - Giovedì 11 dicembre debutta presso la Fondazione Sipario Toscana-La Città del Teatro di Cascina (Pi), lo spettacolo “Cuore Buio” dedicato al tema dei bambini-soldato. La rappresentazione, prodotta dalla stessa La Città del Teatro, rientra nell’ambito delle attività del progetto S.C.R.E.A.M. – Stop al Lavoro Minorile, promosso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e coordinato territorialmente dalla Provincia di Pisa.
L’idea del progetto è nata da Giuseppe Carrisi, giornalista Rai e autore di numerosi reportage da zone di guerra. All'iniziativa è collegata una Campagna di raccolta fondi per la realizzazione di progetti umanitari nella Repubblica Democratica del Congo, nelle ultime settimane nuovamente in guerra, che rientra in una più ampia azione di solidarietà nei confronti di tutta l'Africa e, in particolare, dell'infanzia e dell’adolescenza. Alla presentazione del progetto, avvenuta a Roma lo scorso 3 dicembre, hanno partecipato importanti personalità del mondo politico internazionale: Madame Solange Ghonda, Ambasciatore Speciale nel Mondo per i Bambini della Repubblica Democratica del Congo, l'onorevole Jean Lèonard Touadi, Anna Romei, Assessore alla Formazione e Lavoro della Provincia di Pisa e Giuseppe Carrisi. Con “Cuore Buio” spettacolo–evento di Francesco Niccolini e Fabrizio Cassanelli (questo ultimo ne è anche regista).
La Città del Teatro e la Provincia di Pisa proseguono le attività del progetto internazionale S.C.R.E.A.M. – Stop Child Labour, per un teatro di impegno civile. Il lavoro è iniziato nel 2005 con la messa in scena dello spettacolo "Nostra Pelle" - a cui parteciparono oltre 25.000 spettatori - per promuovere una maggiore consapevolezza dei diritti dell’infanzia. Un evento, questo, per contribuire alla costruzione di un nuovo modo di partecipare alla vita sociale, di nuove modalità di relazione, di nuovi stili di vita e di consumo, invitando ciascuno ad un cambiamento che è prima di tutto trasformazione del sé e del proprio conoscere, perché come qualunque altra comunità facente parte della società, i giovani hanno un ruolo da svolgere per garantire che i diritti umani fondamentali siano rispettati in tutto il mondo e che vi sia una migliore distribuzione della ricchezza a vantaggio di tutti, non soltanto di un’élite o del mondo sviluppato.
«L’uso dei bambini soldato è una prassi assai più diffusa della scarsa attenzione che il fenomeno generalmente suscita – dichiara l’Assessore della Provincia di Pisa, Anna Romei - la presenza dei bambini è diventata una realtà dei conflitti moderni, in violazione della norma un tempo universale che essi semplicemente non dovevano avere nulla a che fare con la guerra, né come bersagli né come protagonisti. Si stima che in questo momento 500.000 bambini facciano parte delle forze armate o delle bande irregolari in oltre 85 paesi e di questi giovani circa 300.000, in età compresa fra i 6-16 anni, combattono attivamente in ventiquattro conflitti su trentuno guerre oggi nel mondo (“Ho cominciato a combattere quando avevo 6 anni. Ho deciso di consegnare alla polizia il mio fucile perché voglio tornare a scuola” – R. 13 anni). In Italia – continua Romei – il fenomeno è abusato dalla malavita organizzata che troppo spesso arma la mano del minore, non senza averlo prima adeguatamente addestrato per azioni delittuose».
«Cuore Buio – dice Fabrizio Cassanelli – racconta il complesso fenomeno dei bambini soldato e più in generale si propone di lanciare un grido contro ogni forma di sfruttamento e abuso dell’infanzia. Uno spettacolo che racconta di ragazzi e ragazze, patrimonio dell’umanità. Cuore Buio è uno spettacolo che è esercizio di civiltà e apprendimento di linguaggi come la poesia, il corpo e la musica per far vivere ai giovani spettatori quelle emozioni che consentono di toccare le corde più profonde della loro vita affettiva e dunque di stimolare anche l’esercizio del giudizio critico sugli scenari più sconfortanti del mondo globale». «Di gran lunga il racconto più duro, violento e oscuro della mia vita – aggiunge Francesco Niccolini - D'altra parte, se ti chiedono di scrivere di bambini soldato, è difficile far ridere. Eppure, qui dentro, c'è ancora un grande sogno possibile...».
Per altre informazioni rivolgersi a: Sergio Castelli 050.929438 – 340.6259115; s.castelli@provincia.pisa.it; La Città del Teatro, tel: 050-744400
Commenti
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21-11-2009 / sergio
il mondo è ancora infantile , se fa sempre guerre conto popoli e non da diritti ai propri bambini nel gioco , nell'istruzione e nel dovere di mangiare .
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