Visto da sinistra: “E’ nato un nuovo modo di fare turismo”

Visto da sinistra: “E’ nato un nuovo modo di fare turismo”

LUCCA – Il turismo è, e rimane, il più grande comparto produttivo d’Italia: “il valore aggiunto attivato dalla spesa turistica vale circa il 6,5% di tutto il prodotto in Italia; paragonato a quello di altri comparti vale circa 3 volte il valore aggiunto prodotto dal comparto agricolo-alimentare, oltre 4 volte la ricchezza generata dal settore dei tessili e abbigliamento, moda compresa”. Lo riporta il Rapporto sul Turismo Italiano elaborato dal prof. Emilio Becheri, docente di Economia del Turismo all’Università degli Studi di Firenze e membro AIEST (Associazione Internazionale Esperti Scientifici del Turismo). Nello stesso Rapporto emerge un quadro positivo sull’andamento turistico italiano e che il turismo in Italia è cresciuto grazie alla sua forza intrinseca e alla sua autonomia. Allo stesso tempo, poi, rileva che sono nate nuove forme di ricettività e nuovi turismi ed è cambiata la geografia dell’hospitality.

 

In un mondo in continua trasformazione è necessario essere a conoscenza dei cambiamenti e dell’ evoluzione nei vari ambiti di interesse, compreso quello che riguarda la vacanza.
Certamente il turismo è strettamente collegato all’attività culturale e può essere considerato come la “faccia economica” di questa attività così soggettiva e sconfinata e difficilmente classificabile all’interno di rigidi parametri economici. Va ricordato che la cultura ha sostenuto la crescita del turismo e dell’economia nazionale durante il periodo della grande crisi, iniziata nel 2008 e ancora oggi in atto.

 

Oggi la tendenza nel fare turismo sembra collegarsi a luoghi e percorsi non tradizionalmente ritenuti turistici. Siamo, infatti, passati da un turista che guarda a un turista che vuole partecipare, fare esperienza, toccare, assaggiare. Per questo la rete rappresenta il punto d’appoggio universale per la quasi totalità dei viaggiatori che possono trovare, in questo modo, un’ampia gamma di offerte. Internet, infatti, consente di scegliere vacanze di massa e di élite, mete classiche e borghi sconosciuti, tradizione e novità, viaggi in gruppo e personalizzati secondo le proprie preferenze.
In questo contesto si colloca la continua trasformazione dell’accoglienza turistica. Si parla della difficoltà delle strutture alberghiere che vedono nei B&B, negli appartamenti o negli affittacamere dei concorrenti che possono favorire solo un turismo meno qualificato perchè non ha mezzi per accedere ai servizi alberghieri.

 

Non credo sia così, penso, invece, che sia molto cambiato il modo di fare turismo, perché oggi molte persone possono scegliere vacanze a volte “slow”, “low cost”, esperienziali, attive e grazie alle quali è possibile conoscere una nuova realtà e vivere esperienze diverse. Nell’immaginario comune all’estero, l’Italia viene vista come un insieme di borghi e piccole ma caratteristiche realtà e proprio per questa conformazione storica-topografica e per la sua ricchezza di tradizione e cultura, risulta essere motivo di attrazione per questa tipologia di viaggiatore.

 

Oggi i viaggi sono sempre più brevi, più frequenti e finalizzati a temi specifici e i turisti sono sempre più connessi, sono autonomi e indipendenti e cercano un’immediata gratificazione, data la brevità del soggiorno, valutano soluzioni personalizzate e vogliono un’ampia possibilità di scelta.

 

Da uno studio di IAL FVG, agenzia formativa del Friuli Venezia Giulia, i turisti oggi cercano offerte differenziate, scelgono nuove tecnologie più integrate, sono sempre connessi e vogliono maggiore narrazione dei luoghi, più relazione, attraverso contatti con soggetti simili, e gratificazione personale. E’ un turista sempre più informato che arriva sul luogo di destinazione e non ha bisogno di ricorrere, come nel passato, ai locali uffici di informazione, ma richiede che le notizie gli vengano fornite prima, durante e perfino dopo il soggiorno. Così i punti di informazione devono modificare le loro caratteristiche per venire incontro a queste esigenze e anche gli imprenditori dovranno cogliere le nuove opportunità innovando le competenze dello staff, utilizzando la tecnologia, fornendo un’offerta personalizzata per una tipologia di clientela selezionata, attraverso la promozione del territorio, il coinvolgimento degli ospiti nella promozione del territorio e dell’impresa stessa e la gestione della propria immagine e della soddisfazione del cliente on line.

 

TrekkSoft, che assiste ogni giorno i tour operator e i gestori di attività turistiche di oltre 130 paesi, ha pubblicato sul proprio sito un interessante elenco delle categorie di turismo oggi ritenute più importanti.I primi in termini di numerosità e di prospettiva sono i millenians, la generazione di utenti (denominata anche Generazione Y) nati tra il 1980 ed il 2000, i quali, attualmente, si trovano nella fascia d’età 15-35 anni, poi ci sono quanti scelgono viaggi dedicati ad attività e all’avventura e le donne, (oggi solo loro a prendere l’80% delle decisioni di viaggio) che, sposate, single o divorziate, stanno aprendo la strada della tendenza al viaggiare da soli. A questi si aggiungono il Turismo Enogastronomico, molto importante per il nostro paese, il Turismo Responsabile, sempre più viaggiatori sono coscienti dell’impatto che la loro esperienza avrà sul pianeta e quindi una maggioranza crescente opta per attivare delle misure per garantire la sostenibilità ambientale e sociale dei loro viaggi. In ultimo esamina le opportunità fornite dal crescente numero di viaggiatori che vogliano utilizzare i loro dispositivi, fotocamere o smartphone, per catturare i momenti più memorabili con una foto o con un video, e, in ultimo, la categoria con un trend in crescita e che promette guadagni elevati nel 2017 per tour operator che è rappresentata da quanti uniscono i viaggi di piacere – leisure – e di lavoro – business -, già noti con il termine inglese “Bleisure”.

 

Credo, quindi, che non si possa semplificare dicendo che se meno persone usufruiscono di un albergo questo rappresenta l’indice di una presenza turistica meno qualificata, anzi, penso che debba indicare un preciso percorso per scegliere strategie adeguate a rispondere alle esigenze del viaggiatore di oggi che sembra essere sempre meno turista e sempre più cittadino del mondo.

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