Al via a Forte dei Marmi “Lapidarium-Frammenti”, personale di Gustavo Aceves

Al via a Forte dei Marmi “Lapidarium-Frammenti”, personale di Gustavo Aceves

FORTE DEI MARMI – L’Amministrazione Comunale ha deciso di ospitare, quest’estate, nel cuore di Forte dei Marmi, un’esposizione personale di sculture di Gustavo Aceves, artista messicano la cui notorietà è riconosciuta a livello internazionale.

 

“Lapidarium – Frammenti” che sarà inaugurata sabato 30 giugno alle 19.00 presso la Piazza Garibaldi, è stata pensata appositamente per il centro di Forte dei Marmi con una disposizione di dieci sculture monumentali del progetto itinerante ‘Lapidarium’, articolate lungo Via Carducci e Piazza del Fortino. In contemporanea alla mostra di Forte dei Marmi, sono esposte sculture dell’itinerante progetto, nella mostra “Lapidarium: dalla parte dei vinti” ad Arezzo fino al 14 ottobre 2018, creando un forte collegamento culturale fra le due città toscane.

 

Il progetto per Forte dei Marmi, in esposizione dal 30 giugno fino al 30 settembre, curato da Enrico Mattei e con il supporto dall’Ambasciata del Messico in Italia, rappresenta il tentativo di Aceves di dare una risposta dinamica e forte a una delle questioni più pressanti e dibattute dei nostri tempi: l’emergenza migratoria, ma in particolare instaura un confronto storico con quella che era la ‘migrazione’ dei marmi che dal centro del paese e del suo Fortino venivano trasportati fin sul pontile e da lì, una volta caricati sulle navi, partivano per tutto il mondo.

 

L’artista dà forma al pensiero di una crisi dalle radici profondamente radicate nella storia, visto che ogni scultura rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica.
I cavalli monumentali sono stati scolpiti in bronzo, ferro e marmo e per la loro realizzazione sono stati impiegati anni di duro lavoro, coinvolgendo il territorio della Versilia e le sue maestranze.
La mostra sarà corredata da un prezioso catalogo con testi del professor Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e dallo stesso Enrico Mattei.

 

IL PROGETTO LAPIDARIUM
Lapidarium è un progetto “work in progress” dell’artista messicano Gustavo Aceves. Ogni installazione, nel corso del tour mondiale delle esposizioni, arricchisce la collezione fino a completarla, in occasione dell’ultimo evento, con la presentazione di 100 sculture monumentali. Sculture uniche, che non prevedono multipli, ogni scultura evoca un frammento della storia dell’uomo, creando e offrendo a tutti noi uno spazio di riflessione immerso nel silenzio.
Le città selezionate per questo tour sono state in parte ispirate dallo storico viaggio della Quadriga di San Marco.
In precedenza, la mostra itinerante è stata presentata nel 2014 a Pietrasanta con il sottotitolo ‘ Work in Progress’ presentato in diversi spazi della città, tra cui il famoso campanile del Duomo attribuito a Michelangelo. Il ‘Work in Progress’ si concludeva con una performance dal vivo in cui un monumentale cavallo nasceva dal mare, mentre altri 25 erano disposti lungo il Pontile di Tonfano.
Nel 2015, a Berlino si è svolta la prima presentazione ufficiale del tour. La mostra “Lapidarium – To Pass Boundaries” è stata inaugurata di fronte alla Porta di Brandeburgo come parte di Spring in Berlin, commemorazione del settantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Posizionati all’ombra della Quadriga della Vittoria, i 21 cavalli con cicatrici e ferite creavano un netto contrasto con le figure trionfali di Gottfried e si ergevano come un duro monito degli orrori della Seconda Guerra Mondiale e di ogni Guerra passata e futura.

 

Dal settembre 2016 fino a marzo 2017, a Roma “Lapidarium: in attesa dei Barbari” è stata presentata nella suggestiva area archeologica, in un percorso che si snodava dall’Arco di Costantino alla Piazza del Colosseo fino ai Mercati di Traiano. Composta dall’installazione di 43 sculture singole di grandi dimensioni.
Le prossime tappe comprenderanno le città di New York, dove si inaugurerà la mostra ‘Lapidarium: Habeas Corpus’ in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Dritti Umani il 10 dicembre 2018, per proseguire a Atene, Parigi, Beijing e Città del Messico.
“Lapidarium nasce come progetto nelle acque nel Niger: Una piroga piena di uomini, donne e bambini, metà Barca di Caronte metà Cavallo di Troia.
Lapidarium è un testimone muto. Silenzioso come il silenzio dei migranti che si trovano a metà del tragitto.
Lapidarium non è un’installazione. Ogni singola scultura in Lapidarium è un necrologio. Tutte assieme formano un obitorio.
Lapidarium non è un‘archeologia delle migrazioni umane benché il vagare ne sia il fondamento. Il vagare e l’occultamento.
Lapidarium è una rilettura di un nuovo lessico che inizia con la B di Barbaro e finisce con la X di Xenofobia; tra queste, come un ponte ignominioso, la S di “Sans Papier”.
Lapidarium risale al giorno in cui l’uomo è partito dall’Africa. Lapidarium testimonia il giorno in cui l’uomo continua a partire dall’Africa.
La topografia di Lapidarium è modellata solo dalle acque.
Il Mar Rosso che si apre agli ebrei nel loro cammino alla Terra Promessa e oggi si chiude al ritorno dei “senzaterra”.
Il Mar Nero che testimonia le migrazioni verso l’Oriente tanto prossimo dei “Peuples de la Mer”, gli stessi che ancora oggi continuano ad affogare nell’indifferenza di tutti.
Il Mar Morto, mare senza onde, desolato. Mare dov’è nata l’idea della resurrezione per tutti gli uomini e oggi mare degli erranti nel loro ultimo giorno.
Il Mare Nostrum. Finalmente, l’altra riva.” – Gustavo Aceves

 

GUSTAVO ACEVES BIOGRAFIA
Gustavo Aceves (nato nel 1957 a Città del Messico) è un artista autodidatta che si è guadagnato rapidamente la reputazione di pittore influente in America Latina. I suoi dipinti e opere su carta incentrate sulla figura umana attingono dalle tradizioni pittoriche occidentali mentre usa le grandi dimensioni comuni ai murali messicani. Il lavoro di Aceves è stato esposto in tutto il mondo dalla fine degli anni ‘70, incluso il Museo del Palacio Bellas Artes a Città del Messico, la Biennale di Venezia e la Biennale di Pechino. Le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti del Museo Memoria y Tolerancia, Città del Messico e Musei Vaticani, a Roma.

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