A Seravezza il Comune e i produttori a confronto per difendere l’Olivo Quercetano

A Seravezza il Comune e i produttori a confronto per difendere l’Olivo Quercetano

SERAVEZZA – Difendere l’Olivo Quercetano significa difendere il paesaggio, la tradizione agricola e la storia della Versilia. Significa puntare su un simbolo antico della nostra terra e su prospettive di sviluppo che, partendo dalla qualità e dall’esclusività di un prodotto, superano il ristretto ambito rurale per toccare la sfera culturale e turistica.

 

È quanto emerso nell’incontro che il sindaco Riccardo Tarabella ha avuto nel pomeriggio di ieri con i rappresentanti degli olivicoltori apuo-versiliesi e, nello specifico, con chi da anni s’impegna nella difesa e nella valorizzazione della cultivar Quercetana, tipica di una nicchia territoriale a cavallo tra Versilia Storica e Comuni di Montignoso e Massa.

 

All’incontro, voluto dal primo cittadino per un confronto diretto dopo le recenti polemiche legate all’espianto e alla ricollocazione di alcuni esemplari di olivo ad opera del Comune nella zona di Querceta, erano presenti il fiduciario della neonata Condotta Slow Food Terre Medicee ed Apuane Lamberto Tosi, il presidente Raffaello Raffaelli ed i vicepresidenti Cristina Pellizzari e Nicola Guicciardi dell’Associazione Elaia che rappresentano i produttori dell’area apuo-versiliese, tutti aderenti al Presidio Slow Food Olivo Quercetano. «È stato un incontro di grande interesse, molto utile, che apre una prospettiva di ampia collaborazione tra Comune e produttori», ha commentato il sindaco. «È emerso il gran lavoro fatto per la crescita in qualità e notorietà della produzione d’olio nella nostra zona, caratterizzata dalla presenza di questa eccellente varietà autoctona, e si sono delineati gli ambiti in cui il Comune può essere di supporto. Ci sono le premesse per sviluppare una buona collaborazione».

 

Molti i temi accennati nel corso dell’incontro: dall’opportunità di integrare gli strumenti urbanistici comunali con indicazioni tecniche e regole puntuali in difesa delle singole piante e degli oliveti di impianto storico alla possibilità per l’Olio Quercetano di accedere alle procedure che regolano il rilascio del marchio IGP; dalla prospettiva di veder crescere il numero dei produttori associati e la qualità delle produzioni locali alla promozione di iniziative ed eventi che facciano del prodotto un veicolo di scoperta e apprezzamento del territorio; dal valore dell’Olivo Quercetano come elemento distintivo del paesaggio alle collaborazioni con università e centri di ricerca per preservare la genetica e sviluppare i metodi di coltivazione biologica. Si è parlato anche di perimetrazione delle aree di produzione e di censimento delle piante esistenti (se ne stimano circa 120 mila esemplari ma non ci sono dati certi), del recente riconoscimento del Quercetano quale Presidio Slow Food – prima varietà di olivo italiano a potersi fregiare di tale qualifica – e dei benefici che ciò comporta in termini di visibilità e promozione anche a livello internazionale. Annunciato infine che nell’ambito di Enolia, rassegna dell’enogastronomia d’eccellenza in calendario il 28 e 29 aprile a Palazzo Mediceo, si terrà un interessante convegno interamente dedicato al Presidio dell’Olivo Quercetano.

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