#perlacultura Lucca Capitale – di Marco Innocenti – Del Carlo: “Facciamo noi il grande teatro per Puccini e altri eventi”

#perlacultura Lucca Capitale – di Marco Innocenti – Del Carlo: “Facciamo noi il grande teatro per Puccini e altri eventi”

LUCCA – Vedere il futuro. Per l’avvocato Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Banca del Monte e in passato consigliere comunale, è questa la ricetta per affermare definitivamente il ruolo di Lucca come piccola capitale, tutelandone l’immagine e l’identità che tanto piacciono nel mondo, ma anche dotandola di infrastrutture, servizi e organizzazione capaci di farle fare l’atteso salto di qualità.

“Ho l’impressione che negli anni le classi politiche al governo abbiano piano piano perduto lo slancio e il coraggio dei nostri antenati che non si sono limitati a conservare, ma hanno preso anche decisioni molto contrastate rivelatesi poi fondamentali, come la realizzazione della circonvallazione agli inizi del Novecento – dice il presidente -. All’epoca furono sollevate mille eccezioni, come il fatto che non serviva una strada così ampia. In realtà si è rivelata semmai insufficiente ed è uno dei guai principali, anche per la tutela della salute, il fatto che non siamo ancora riusciti a costruire assi viari e ad avere un piano di mobilità adatto ai tempi”.

Anche Del Carlo vede limiti nella capacità di valorizzare e sfruttare i tesori che Lucca può offrire ed è preoccupato per le difficoltà dei centri di provincia ad accedere ai finanziamenti necessari per tante grandi opere, in particolare quelli che si potrebbero trovare in Europa. Ma al tempo stesso ha notato, negli ultimi venti anni, passi avanti notevoli nella promozione della città.

“Il mondo ora conosce Lucca – afferma – e i flussi turistici lo confermano. Io stesso ne ho verifica nei miei viaggi all’estero. A Richmond in Virginia, dove ero per una causa, mi capitò di parlare per mezz’ora delle Mura con il presidente del tribunale che le aveva viste ed era rimasto affascinato. La valutazione della pratica giudiziaria passò quasi in secondo piano. Altra conferma di quanto Lucca attragga la ho in continuazione dai contatti con persone di spicco che cercano qui una residenza, americani, inglesi e tedeschi su tutti. Alcuni si trasferiscono proprio, altri passano a Lucca qualche periodo ogni anno. Amano stare in mezzo ai lucchesi, prendere i nostri ritmi di vita e le nostre abitudini. Apprezzano però la “vera Lucca” e temo che possano essere attratti meno dall’immagine che in molte sue parti sta assumendo”.

A giudizio del presidente, che riprende temi cari – ad esempio – anche a gente di esperienza nel campo del turismo, come la guida Gabriele Calabrese, uno sforzo si imporrebbe intanto per offrire la città nel suo splendore, curata, pulita e ordinata. Anche nella rete stradale di accesso. Un dettaglio importante, ma da inserire in una visione complessiva che da molto tempo non traspare, anche perché chi ha esperienze, cultura e mezzi per dare una mano preferisce godersi il suo status e rimanere in disparte. Più semplice criticare che darsi da fare.

A volte mi chiedo se sia andata perduta l’ambizione di lasciare qualcosa di nostro ai posteri, di segnare il nostro passaggio – aggiunge l’avvocato -. Generazioni del passato hanno saputo sia conservare che innovare, indicando che non basta curare il buono. In particolare mi chiedo: urbanisticamente parlando, cosa lasciamo di nuovo senza copiare l’antico bello, come fa Firenze con le nuove case ispirate ai criteri dell’Ottocento? Il bello può essere anche moderno. Mi viene in mente il cubo modulare che ospita la Fondazione Lazzareschi a Porcari, nella piazza dove c’è la bella e antica casa del Comune. I due immobili si valorizzano a vicenda. A Lucca avremmo la possibilità di fare grandi interventi, sono tante le strutture che mancano e che, ad esempio, ci penalizzano quando dobbiamo chiedere riconoscimenti come città-sistema per la cultura, la musica o l’arte.  Perché non pensare a concorsi internazionali per ipotizzare ad esempio il recupero di tante aree industriali dismesse a due passi dal centro, dove certamente non possiamo pensare sorgano altri condomini e centri commerciali o direzionali?”

Un’idea che va in questa direzione c’è da tempo e Del Carlo spinge perché sia presa in considerazione: “Abbiamo visto anche di recente che l’assenza di strutture idonee ci impedisce di concorrere per ottenere riconoscimenti internazionali in vari settori. Il Teatro del Giglio è carino, ma certo non ha le dimensioni e la confermazione necessarie per la rappresentazioni di grandi opere, concerti, convegni, mostre e rassegne. Una carenza comune ad altre città della vicina costa, da Pisa a Livorno a Massa. Non è pensabile che la soluzione sia il teatro all’aperto di Torre del Lago, utilizzabile solo pochi giorni in estate, umido e privo di acustica. Bene, io sono convinto che, se non ci muoviamo noi, prima o poi altri realizzeranno il complesso che manca, in grado di attirare pubblico da ogni parte. E per Lucca sarebbe una sconfitta grave. Perché allora non riprendere la valutazione sulla costruzione, in una zona di facile accesso anche dalle autostrade, di un teatro modulare che permetta vari tipi di performaces, compresi gli allestimenti più grandi? Recentemente ho visto ad Amburgo il complesso che stanno finendo di costruire nella zona del porto. Una parte è addirittura sott’acqua e vi si accede con l’auto. Ho preso una pubblicazione e l’ho portata al nostro sindaco nella speranza interessi. Se si acquisisce la consapevolezza della validità di un’opera e ci si muove per realizzarla, il risultato alla fine arriva”.

Sempre che si trovino i fondi. Un terreno sul quale c’è tanto da fare, ma che comunque ha vie praticabili. “Più che pensare a risorse regionali o nazionali – spiega il presidente – dobbiamo mirare ai fondi europei e possiamo farlo anche partendo dai Comuni. Certo, a differenza di altre nazioni scontiamo il fatto di non avere a Bruxelles i lobbisti che premono per ottenere finanziamenti. Ma se il progetto c’è ed è valido, di respiro internazionale, un territorio deve saper intercettare i fondi che l’Europa ha a disposizione.  Sono ad esempio quasi certo che stanziamenti arriveranno per un progetto di grandi eventi culturali che coinvolge un’area del Tirreno che dalla vicina costa dell’Alta Toscana coinvolge anche la Corsica. Sono all’opera enti e fondazioni e credo proprio che l’iniziativa andrà avanti. Ma sia chiaro: le fondazioni bancarie non possono diventare i sostituti degli enti locali. Rimanendo nel campo dei finanziamenti, non deve far alzare le barricate l’intervento di sponsor che, in cambio dei contributi, chiedono una visibilità sostenibile, come è successo a Roma per l’intervento di Della Valle fondamentale per il recupero del Colosseo. Credo che sia sbagliato, in questa ottica, aver negato a D’Alessandro di mettere i banner sugli spalti per promuovere il suo Summer Festival, ma anche la città”.

Se all’Europa si deve guardare per trovare le risorse per interventi nel campo della cultura, altrettanto occorre fare per i finanziamenti indispensabili per grandi opere infrastrutturali.

“Parlando in astratto  – conclude Del Carlo – credo che sarebbe utile avere a capo della classe politico-amministrativa persone che hanno una grande visione della città nel futuro e che si dedicano soprattutto a sostenere i progetti-chiave, delegando a collaboratori capaci la gestione ordinaria dei vari settori. E ricordo che operare su Lucca rappresenta un importante biglietto da visita anche per i grandi personaggi della cultura e delle professioni, da coinvolgere nella individuazione dei progetti. Ci possiamo circondare di un pool di menti e personaggi di grande rilievo, utili per dare forza alle nostre richieste e ottimi come ambasciatori di Lucca nel mondo”.

6 commenti

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6 Commenti

  • Admin
    24 dicembre 2015, 16:24

    Se nel 900 la circonvallazione avesse rispettato gli Spalti, oggi Lucca sarebbe stata ancora più unica. Il problema non si risolveva con una circonvallazione più larga ma con una circonvallazione creata più esternamente e il Piano regolatore del 1958 aveva previsto qualcosa del genere ma è stato lasciato malamente cadere.Credo che l’area a fianco del Serpentone a S.Anna, non solo possa ospitare il nuovo teatro, espressione di un’architettura innovativa, anche sotto l’aspetto energetico, frutto di un concorso internazionale, ma nella stessa area potrebbe sorgere pure la cittadella dello sport, con annessa piscina, che a Lucca abbiamo una vasca da bagno.

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  • Admin
    24 dicembre 2015, 18:23

    Fermateli , finché siamo in tempo.

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  • Admin
    26 dicembre 2015, 12:52

    Sono molto d’accordo: amministrare una città non può limitarsi all’ordinaria amministrazione, ma implica necessariamente avere una visione strategica, anzi una “grande visione della città nel futuro”…

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  • Admin
    26 dicembre 2015, 23:53

    con questa gente, con queste teste, con queste brillanti idee, con queste posizioni, non si va da nessuna parte.
    Si rimane esattamente dove sia adesso.
    Nel niente.Come adesso.
    Povera Lucca.

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  • Admin
    27 dicembre 2015, 04:25

    Purtroppo il negativo commento del signore precedente, non può che essere condivisi dalla realtà; Questa città è come permeata di una pochezza, di una sonnolenza e di una miseria umana senza precedenti. Sono le persone che stanno parlando adesso che la compongono. Inadeguati, poveretti, piccini. Verrebbe da pagargli un paio di viaggi all’estero, giusto per fargli vedere, e spere poi capire, come sia fa.
    Con queste persone , ha ragione il signor Leoni, non si va da nessuna parte.
    Parlano, discettano, si riempiono la bocca di se stessi, sono autoincensanti. Non hanno alcuna “vision”, nessuna capacità manageriali e nonostante tutto discettando d nuovi teatri mentre stanno morendo soffocati dall’inquinamento, sproloquiano di festival pucciniani mentre non sanno tenere aperta la casa museo, cercano di far andare a monte il summer per la rabbia e incapacità di poterci mangiare sopra. Tra poco manderanno a ramengo anche i comics, perché han visto che funzionavano, e allora adesso cercano il sistema -Testi si, Testi no- di soffocare anche quello.
    E Parlano..parlano…parlano… tanto. Povera città

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  • Admin
    27 dicembre 2015, 12:50

    L’errore di fondo, gentili signori, è nel sottotitolo di questa rubrica: Lucca Capitale.

    Gravissimo equivoco e ingenuo chi ci crede.

    Lucca ormai è capitale di NIENTE.
    Lo è stata per carità, ma negli anni d’oro.

    Anche l’Impero Romano era LA CIVILTA’, poi è decaduto.
    E anche Lucca è decaduta.

    Ed è da ingenui rimuginare e pensare di come farla “resuscitare” come città “superiore” a quelle che ci circondano.
    Intorno a noi ci sono città come Pisa che hanno fatto un parcheggio sotterraneo IN PIENO CENTRO utilissimo a servizio di Corso Italia e della stazione FFSS.
    Livorno ha ristrutturato buona parte del porto turistico.
    Città che guardano avanti.

    Finché l’economia tirava, ci si poteva anche crogiolare nelle ns. c.d. virtù, in un gioco di esaltazione reciproca che volentieri dimenticava i ns. difetti tipici.

    Adesso che di soldi ne girano pochi e che le previsioni sono a peggiorare, a parte per quei pochi che ancora si illudono di una prossima “ripresa”, dominano in assoluto I NS. DIFETTI: ipocrisia, individualismo, gelosia, snobismo sul nulla, presunzione assoluta di essere ancora la Repubblica di Lucca dei tempi andati, disonestà diffusa, visioni inesistenti del futuro, scarsezza manifesta dei ns. rappresentanti politici, giustizia assente o incapace, ecc. ecc..

    In parole povere, una società quella lucchese quasi di tipo estrattivo (vedi “Perché le nazioni falliscono” di Acemoglu et alii), a guida sostanzialmente oligarchica, che lascia poco a quelli che non sono del “giro buono” di quelle famiglie guida che hanno rappresentanti quasi in ogni istituzione che maneggia soldi (anche pubblici, ovviamente)

    L’umiliazione di una cittadinanza costretta a chiedere aiuto a istituzioni private come le Fondazioni per fare semplici lavori pubblici o ad esaltarsi consolatoriamente per scuole private tipo l’IMT.
    Poteva andare bene quando l’economia girava a mille, ma adesso non più.

    Ecco cos’è Lucca: una città nostalgica alla ricerca di antichi splendori che non ritorneranno più e che invece dovrebbe organizzarsi meglio per esaltare le proprie peculiarità ma anche assorbire e fare proprie le buone idee che vengono da fuori.
    E possibilmente scrollarsi di dosso questo sistema semi-oligarchico estrattivo che tarpa le ali alla sua economia.

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