Lucca Capitale – di Marco Innocenti – Urbanistica di mercato o scelte chiare e coordinate?

LUCCA – Urbanistica “di mercato” o scelte legate alle destinazioni d’uso previste con chiarezza, nel quadro complessivo del riordino e dello sviluppo della città nei prossimi venti anni? Le risposte arriveranno – si dice presto – con la proposta del nuovo piano strutturale e poi del regolamento urbanistico allo studio dell’amministrazione comunale. Al momento il “duello” è nei fatti, come indicano le tante ipotesi di utilizzo dei grandi contenitori pubblici che mutano giorno dopo giorno. Prendiamo l’area ospedaliera del Campo di Marte non più destinata a servizi sanitari: escluso, si spera, l’arrivo di nuovi centri commerciali, nel tempo si è sentito parlare e proporre di tutto, dai negozi di vicinato, al direzionale, a piccole quote di resindeziale, a sede di caserme e comandi, al trasferimento degli uffici dei vigili urbani e perfino a stazione ferroviaria per la metropolitana Lucca-Garfagnana.  

Non dissimile la vicenda dei mercati, Carmine e Pulia. Per il primo non si capisce ancora se e quale tipo di attività commerciale di grandi gruppi sarà concessa, se non addirittura favorita; se ci sarà spazio solo per l’ortofrutta e l’alimentare o anche per gli altri comparti (abbigliamento eccetera); se ci saranno spazi museali e ricreativi, bar, ristoranti e alberghi; se avrà finalmente sistemazione tutto quanto ruota intorno alla filiera corta della nostra enogastronomia e dei prodotti del territorio. Per Pulia, mentre si aspetta il bando per gli operatori dell’ortofrutta, si è passati da progetti (Polis) mirati alla residenza ad altre mille proposte mai diventate concrete. Stessa sorte per l’ex ospedale psichiatrico di Maggiano che è stato visto come sede di complessi alberghiero-residenziali, commerciali e universitari, mai definiti mentre la struttura rischia di cadere a pezzi e costa milioni di manutenzione e sorveglianza (con scarsi risultati). 

Vogliamo continuare? L’ex caserma della Guardia di Finanza in piazzale Risorgimento, che sembrava destinata ad accogliere il comando dei vigili urbani e, prima ancora, il ritorno dell’Agenzia delle Entrate, ora pare destinata a finire sul mercato immobiliare. Già, il comando dei vigili urbani. Un comando con le ruote, spostato prima al Campo di Marte, poi in piazzale Risorgimento e ora – secondo le ultime affermazioni – diretto verso la Manifattura Tabacchi. Altro enorme contenitore sul cui utilizzo si è sentito dire di tutto: falliti, come era facile prevedere, i mirabolanti progetti del Piuss anche per la crisi e l’assenza dell’imprenditoria di parte privata, certamente non favorita da un quadro chiaro di cosa fosse possibile fare o meno, siamo ora a discutere se e quali uffici pubblici vi si potranno trasferire, accanto ad altro direzionale, commerciale, attività di imprenditoria privata e parcheggi. Ma parcheggi ad uso della città (i famosi mille posti sollecitati non solo dalle associazioni dei commercianti) o riservati a chi vi impianta uffici, opifici e negozi? Insomma: la Manifattura sarà una parte nuova, aperta e viva nel recupero del centro storico o una sorta di quartiere satellite chiuso, privilegiato e autorefenziale? Difficile evitare la sensazione che, ancora una volta, nella riorganizzazione urbanistica si proceda secondo i voleri e la potenza economica dei grandi gruppi che hanno soldi da investire a fini di lucro, se alla sarabanda di proposte improvvisate e di mirabolanti soluzioni non si pone fine con il piano strutturale e gli altri provvedimenti che, nero su bianco, definiscono cosa si vuole e si può fare della città. E anche se non si chiarisce se tutti i potenziali investitori hanno pari opportunità, quesito posto da chi non vede ad esempio di buon occhio l’attività della Fondazione Cassa di Risparmio in campo immobiliare, plaudendo agli interventi dell’ente per le efficaci ristrutturazioni di monumenti e altri beni pubblici, ma esprimendo riserve sulla scelta dell’investimento redditizio nell’immobiliare, sia pure al fine di far crescere il patrimonio che poi viene in parte reinvestito in opere per la città.  

Le (poche) anticipazioni arrivate sul lavoro di revisione degli strumenti urbanistici in corso assicurano che si punterà sul riuso (da favorire anche per piccoli immobili e zone che altrimenti rischiano l’abbandono) e sullo stop alla nuova cementificazione, avendo presente che sul mercato ci sono già migliaia di vani invenduti sia come appartamenti che come uffici. Le voci disparate che nell’attesa della presentazione del piano strutturale continuano a susseguirsi non giovano alla necessaria chiarezza.

Marco Innocenti

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1 Commento

  • Admin
    14 dicembre 2015, 10:32

    Riassumendo Innocenti:

    Vecchio Ospedale, Carmine, Pulia, Manifattura. che ci si fa?
    Innocenti spera almeno un parcheggio, l’importante è che nessuno ci guadagni altrimenti chi ci guadagna non è figlio di Maria.

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