I Comitati per la salute non mollano e chiedono alla Regione l’accesso agli atti amministrativi

LUCCA – Un pessimo affare. Sociale ed economico. La rete dei comitati lucchesi per la salute insiste per dimostrare l’errore che si è commesso nel realizzare il nuovo ospedale e i rischi cui si andrà incontro con l’annunciata riforma del sistema sanitario regionale a partire da gennaio.

Partiamo dai numeri. Secondo i comitati, il budget della Regione Toscana nel 2014 è stato di 8 miliardi e 994 milioni di euro. Di questi 7 miliardi e 884 milioni di euro, ovvero il 75 per cento del bilancio, solo per gestire la sanità con i suoi 51.460 operatori.

La Regione ha speso per i nuovi 4 Ospedali 421 milioni 892 mila e 892 euro, con il contributo del privato pari a 72 milioni di euro, il 25 per cento. Con il contratto tra il pubblico ed il privato, che gestirà i servizi non sanitari per i prossimi 19 anni, si avrà un esborso di circa 66 milioni di euro annui verso il project financing, che diviso per 4 determina, per ogni azienda sanitari (Lucca, Massa, Pistoia e Prato), la cifra di 16 milioni e 500 mila euro. In sintesi, nei prossimi 19 anni il privato intascherà, a fronte degli iniziali 72 milioni di euro investiti, la cifra di 1252 milioni di euro.

C’è poi la partita del Referendum abrogativo della nuova riforma sanitaria, su cui la rete si è già soffermata nella conferenza stampa dello scorso 30 novembre (leggi qui). Ma i comitati tornano però sulla questione della trasparenza degli atti amministrativi.

Nei vari passaggi legali datati 2014 – si legge in una nota – con cui si richiedevano documenti legati alla Concessione per la progettazione, ad esempio dei servizi non sanitari e commerciali del nuovo Ospedale San Luca, da parte dei Comitati Lucchesi e rivolti al Direttore Generale ASL2 di Lucca, ci veniva risposto in modo pragmatico con le seguenti frasi :……” Evidenziamo al riguardo che il diritto di accesso ai documenti amministrativi, posto a garanzia della trasparenza ed imparzialità della pubblica amministrazione trova applicazione laddove sia possibile ravvisare la necessità di tutela di un interesse diretto, personale e concreto. L’interesse giuridicamente rilevante è, infatti, correlato “a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”. Insomma in chili ed in ciccia, nel proseguo del documento si legge una serie di riferimenti giuridici, legali ed altro, che, se pur evidentemente concreti e reali, impediscono la vera e propria attuazione della legge 241 del 1990”.

In questo senso, però, – insistono i comitati lucchesi – la Regione Toscana ha una legislazione propria che dice chiaramente che materia di sanità la legislazione regionale è prevalente su quella nazionale, e che la Regione Toscana, sempre all’avanguardia in tale materia, ha promulgato la legge 40 del 23-08-09 che, al Titolo II, Capo I, Sezione I, riconosce il diritto di accesso senza obbligo di motivazione da parte di tutti i cittadini. Inoltre, “promuove la trasparenza dell’azione amministrativa favorendo … la più ampia pubblicità dei documenti amministrativi”.

Quali sono dunque i motivi – si chiede la rete – che spingono il Responsabile del procedimento e la SAT a tenere nascosti gli accordi relativi al Project Financing?

La nostra richiesta – dicono ancora i comitati – non è preordinata a un controllo generalizzato dell’operato dell’amministrazione, né è pretestuosa o conduce a un mero intralcio dell’azione amministrativa, ma è specificamente e unicamente diretta alla tutela degli interessi dei cittadini lucchesi, in nome della trasparenza degli atti amministrativi sancita dalla Regione. Questa ci sembra una motivazione oltremodo valida per verificare la correttezza di questi accordi. Ne deduciamo che, comunque, la negazione vi sia nei fatti e nel contenuto, e che, altri interessi, se pur legittimi, legano il concedente ed il concessionario. Questo il quadro ad oggi, un piccolo tassello di una situazione complessa ed articolata, che, e questa è la nostra opinione non aiuta alla chiarezza, alla trasparenza ed al beneficio comune di tutti i cittadini che, nel caso specifico, stanno lottando per una sanità meno dispendiosa e più efficiente”.

Per questo motivo – concludono – sarebbe opportuno ed edificante potere dare la possibilità a tutti di capire di comprendere e di essere, quindi, veri attori e decisori del proprio benessere sanitario”.

1 commento

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

1 Commento

  • Admin
    9 dicembre 2015, 11:21

    si ma ormai le vacche sono uscite dal recinto, a che serve?tanto i colpevoli come da buona tradizione italica saranno impuniti…

    RISPONDI

.

Newsletter

Creocoworking