#focuscrisi Lucca Capitale – di Marco Innocenti – Cordoni: crisi finita? Qualche segnale, ma occorrono conferme

LUCCA – E’ avvertito il rischio delle conseguenze degli attentati di Parigi sull’economia che dava cenni di ripresa, ma nell’attesa di dati certi il presidente della Confcommercio e vice della Camera di Commercio, Ademaro Cordoni, vede qualche concreto segnale di uscita dalla crisi.

“Sia chiaro, siamo entrati nel periodo meno favorevole per Lucca per apprezzare eventuali elementi che indichino una vera ripresa – afferma Cordoni -. Fino a marzo i flusso turistico subirà un parziale stop e le attività della nostra città vivono ormai degli incassi che consentono di fare i clienti che arrivano da fuori, in particolare nel centro storico. Per certi aspetti però il trend che verificheremo in questi mesi invernali,  certamente non i più propizi, sarà la cartina di tornasole per confermare o meno i segnali positivi avvertiti dalla primavera in poi. Una maggiore propensione all’acquisto l’abbiamo rilevata, ma il trend si deve consolidare”.

La città tornata semideserta, soprattutto nel pomeriggio, è intanto motivo di apprensione.

“Se si eccettua il fine settimana, di gente se ne vede davvero poca – sostiene il presidente -. Confidiamo nel flusso che dovrebbero riportare iniziative come il Desco, il Digital Photo Festival, il programma per Puccini sotto Natale. Abbiamo notizie di un buon numero di prenotazioni negli alberghi e questo ci conforta. La città ormai è conosciuta, basta dare un’occasione e i turisti arrivano. Per le attività del centro storico il problema vero però è la clientela lucchese, sempre più rarefatta, se non sparita”.

 Le cause?

“Sempre le stesse, le ribadiamo da anni, ma non vediamo concrete politiche e interventi per rimuoverle. Per i lucchesi che stanno fuori delle Mura ci sono oggettive difficoltà di accesso e sosta che scoraggiano la frequentazione della città, dove sono sempre meno le funzioni che possono obbligare a venire per commissioni e servizi. I residenti sono meno di diecimila e per di più in età avanzata. Non può essere questa la clientela base per un negozio o un esercizio pubblico. Guardi, non è così in altre città d’arte vicine. Abbiamo continui incontri con i nostri colleghi di Pistoia, Siena, Arezzo: certo, hanno anche loro problemi dovuti alla conformazione dei centri storici, ma non sono abbandonati dai residenti, come Lucca. C’è più equilibrio, in quei centri sono rimaste più funzioni in grado di attirare gente. Qualcosa potrebbe cambiare subito anche da noi, se almeno si desse a chi viene in città la certezza di trovare posto per la sosta. Abbiamo fatto proposte precise, ma sono rimaste lettera morta”.

Lucca intanto sta per perdere anche il mercato ambulante bisettimanale, che da gennaio sarà spostato alle Tagliate.

“Un errore, perché il centro storico perderà una sua precisa caratteristica e altro flusso di clientela. Tra l’altro gli operatori non sono favorevoli al trasferimento e dicono che la prova fatta nei giorni dei Comics è stata negativa. Sento che ora si parla di incentivi per indurre i titolari dei banchi a spostarsi. Ma se si danno incentivi vuol dire che si è avvertito il disagio e che si cerca di rimuovere in qualche modo le resistenze”.

Per far lavorare i negozi del centro vorreste iniziative tutto l’anno?

“Beh, è chiaro che eventi di grande richiamo come i Comics e il Summer,  ma anche tante altre iniziative, sono fondamentali per i bilanci delle attività. Credo però che si dovrebbe puntare di più, con decisione, in qualcosa di permanente che possa indurre a venire a Lucca in qualunque periodo dell’anno”.

Si riferisce alla promozione dei brand Puccini, Città della Musica e Mura?

“Sì, è questa la strada giusta. E conforta vedere qualche passo avanti, come la recente iniziativa a Londra per le terre di Puccini. Con le istituzioni collabora anche Lucca Promos, espressione degli operatori. Non sostituisce la perduta Apt, ma è pur sempre un aiuto”.

Già, Puccini: anche lei ritiene che sarebbe necessaria una Fondazione unica che programmi eventi tutto l’anno e li promuova a dovere?

“Di recente ha ribadito questo concetto anche il senatore Andrea Marcucci, che tra l’altro può fare molto grazie anche al suo ruolo di presidente della commissione beni culturali al Senato. Sono consapevole che non è facile raggiungere l’obiettivo, e avverto le difficoltà a convincere Viareggio a fondersi con Lucca. Ma bisogna realizzare questo progetto. Personalmente trovo giusta l’idea di una sorta di stati generali che uniscano tutti i soggetti che operano su Puccini, a qualunque titolo. Alla Camera di Commercio siamo alle prese con pressanti questioni che riguardano la funzione stessa dell’ente, ma mi riprometto di proporre un incontro aperto su Puccini non appena avremo un quadro chiaro. Intanto prendo atto con soddisfazione che sono stati messi cartelli che indicano dove è la casa natale del Maestro”.

I segnali di ripresa che spera vengano confermati riguardano anche le attività della periferia e dei centri del territorio?

“I negozi fuori delle Mura hanno sostenuto meglio di quelli del centro la crisi che dura dal 2008. E si giovano anche del fatto di essere stati scoperti da almeno una parte del flusso turistico di cui gode la città dentro le Mura. Quelle attività hanno sostanzialmente mantenuto la clientela abituale, incrementandola. E questo vale non solo per bar e ristoranti. Attraggono i mercatini e le attività tipiche di tanti quartieri. Discretamente vanno le cose anche nella Piana e nella Valle del Serchio, dove paesi e cittadine godono del flusso crescente di visitatori”.

4 commenti

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4 Commenti

  • Admin
    16 novembre 2015, 12:12

    Fandonie di Cordoni….. per quanto riguarda il mercato dei Bacchettoni,non vi è stato alcun interesse da parte di Ascom nel tutelare gli operatori e la permanenza in via dei Bacchettoni,ma del resto lo sappiamo ormai l’ Associaziane Commercianti di Lucca altro non rappresenta che vecchie logiche di potere in più gli iscritti rimangono pochi e rappresentativi solo di Bar E ristoranti….

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  • Admin
    16 novembre 2015, 16:05

    Grande distribuzione ed e-commerce forever.

    A parte 2 o 3 casi “felici”, la Confbottegai in centro a farmi spennare mi c’ha bell’e rivisto.

    E non venitemi a parlare di “filiera” e del bottegaio di fiducia che “ti accoglie col sorriso”, per cortesia non insultate quel poco di intelligenza che m’è rimasta.

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  • Admin
    16 novembre 2015, 17:08

    Anche questi dell’ASCOM, non mi sembrano all’altezza, discorrono e concludono poco, ma a fine so danno un bello stipendio!

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  • Admin
    17 novembre 2015, 09:46

    Ancora una volta .. tutto ne centro storico nulla nei paesi che vantano una potenzialità non sfruttata enorme . Gia nei paesi sono pochissimi bottegai !! e quelli che ci sono devono chiudere !
    Comunque lotteremo sempre per portare una briciola di flusso turistico anche fuori delle mura .

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