Ex molino Pardini, il colosso di cemento tornerà a vivere?

LUCCA – Immensità. Questa è la prima parola che viene in mente guardando l’ex molino di San Pietro a Vico. Un edificio enorme, composto da tre palazzi principali e al cui interno in passato si poteva accedere anche tramite dei binari ferroviari. Il molino ha ricoperto un ruolo fondamentale nell’economia lucchese. Costruito nel 1911 dal signor Pardini, il molino, è andato via via sviluppando la sua portata e, di conseguenza, anche la sua rilevanza. Anche successivamente alla morte di Pardini e al passaggio di proprietà ai suoi figli, il molino ha continuato a crescere e crescere, fino ad arrivare, a metà del secolo scorso, ad essere considerato uno dei molini più importanti d’Italia.

Poi le dinamiche si sono capovolte, i costi superavano le entrate e agli inizi del duemila il molino ha cessato la sua attività. Oggi, se ci si reca a San Pietro a Vico o si prende un treno che dalla Garfagnana porta a Lucca, non si può non notare l’edificio. Una struttura alta decine e decine di metri, in stato di degrado.

Anche se la struttura è abbandonata da qualche anno appena, si iniziano a vedere i segni del tempo, i suoi deterioramenti. I vetri delle finestre iniziano a rompersi e la vegetazione a ricoprire il binario che collega il molino alla stazione adiacente. Quel titano inquietante, però, è giunto a una sua fine.

La speranza è che quel simbolo negativo del paese alle porte di Lucca possa trasformarsi, o meglio ritrasformarsi, in un’immagine positiva, un’opportunità di lavoro e di sviluppo di tutta la zona. Come a dire che ci sono tanti cicli nella vita. Non si può restare appagati dai propri successi, così come non si può lasciarsi avvilire nei momenti di crisi.

Ognuno ha il suo tempo, i suoi alti e bassi e, così come lo stesso molino, vertici e cadute. Ma qualsiasi cosa accada non si deve smettere di avere fiducia e avere voglia di rimettere insieme i pezzi. Togliere le ragnatele, aggiustare qualche finestra e strappare le erbacce, a volte serve solo questo.

Enrico Nottoli

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3 Commenti

  • gigino
    14 novembre 2015, 14:04

    schermo cosa c’è, hai paura a pubblicare commenti di chi la pensa diversa dalla massa? io ripeto il mio pensiero:
    “va a finì ci faran le case per gli afrihani che enno arrivati cò canotti: tutto ciò sarabbe inaccettabile per chi la casa se la compra e se la suda!”

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  • il mugnaio
    13 novembre 2015, 17:34

    tutto ciò è molto pittoresco ma la sostanza qual’è, dov’è?

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  • Marisa
    13 novembre 2015, 17:07

    Quella bruttura che sconcia il panorama della piana di Lucca poteva essere tollerato(a fatica9 quando funzionava e dava lavoro.
    trovare un’attività che abbia bisogno di uno spazio talmente enorme è abbastanza utopistico.
    levarlo di mezzo sembra l’unica cosa ragionevole.AVHMEr

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